DELLY.
...
.
...
L'oratorio delle rose.
...
.
...
1959. A. Salani Editore, FIRENZE.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
La protagonista di questo avvincente romanzo del grande Delly, ha in cuore una fiamma accesa e fomentata dalla madre, vittima dell'amore fallito.
Si impegna cos una lotta tra l'amaro scetticismo del suo cuore giovanile e l'inconsapevole, ma tenace richiamo alla felicit.
...
.
...
CHI E' DELLY.
...
.
...
Delly  uno pseudonimo collettivo adottato dai fratelli Jeanne-Marie (Avignone, 13 settembre 1875, Versailles, 1947) e Frdric Petitjean de la Rosire (Vannes, 1876, Versailles, 1949).
Jeanne-Marie e Frdric erano figlia e figlio di Ernest Petijean, militare di carriera, e di sua moglie Charlotte Gaultier de la Rosire.
Trascorsero la loro infanzia a Vannes, trasferendosi poi a Versailles quando il padre and in pensione.
Marie consacr la propria vita alla scrittura, dando il via a una notevole produzione letteraria, la cui pubblicazione inizi nel 1903 con il romanzo Dans les ruines. Il contributo del fratello Frdric fu fondamentale, oltre che nella scrittura, nell'abile gestione dei contratti di edizione con le varie case editrici. Il ritmo di produzione dei romanzi, ne furono pubblicati pi di uno all'anno fino al 1925, e l'ottimo ricavo delle vendite assicurarono ai due una vita agiata, che per non imped loro di restare nell'ombra, sconosciuti al pubblico e alla critica.
L'identit di Delly, infatti, fu rivelata solo dopo la morte di Marie, nel 1947, due anni prima di quella del fratello.
I romanzi di Delly furono estremamente popolari fra gli anni dieci e gli anni cinquanta del 1900; alcuni di essi si collocano fra i pi grandi successi editoriali dell'epoca. Si tratta quasi sempre di drammi, spesso con divagazioni, in castelli e foschi paesaggi, tra intrighi, complotti, fanciulle candide ed innocenti vittime di congiure o di tradimenti e macchinazioni di amanti o parenti diabolici e cose del genere, molto in linea con il Feuilleton ottocentesco.
Lo stile  considerato piatto dalla critica, gli intrecci ripetitivi e costruiti su un modello immutabile: l'opposizione fra una protagonista che simboleggia la purezza ed altri personaggi che cercano di ostacolare la sua ricerca dell'amore perfetto. Tutta l'opera di Delly porta l'impronta della struttura sociale e della moralit degli inizi del secolo, restando impermeabile ai mutamenti sociali e culturali che attraversarono l'epoca in cui vissero i due autori.
Marie e Frdric Petijean lasciarono una parte delle loro ricchezze e tutti i loro manoscritti alla Socit des gens de lettres, per fini assistenziali rivolti agli scrittori malati e in difficolt. Una sala dell'Htel de Massa, sede della Socit des gens de lettres, porta il nome di "Sala Delly".
...
.
...
L'oratorio delle rose.
...
.
...
Capitolo 1.
...
.
...
Paola sollev il raso bianco, e un raggio di sole, insinuatosi tra i rami intrecciati dei vecchi faggi, venne ad accarezzare la cangiante messe fiorita che la sua giovane mano aveva ricamata sulla morbida stoffa. Per un istante, nel rapido giuoco di luce, sembr che campanule, mughetti, leggieri giacinti, fresche roselline vivessero e palpitassero, mentre la tiepida brezza che spirava dalle profondit del bosco di Silvi completava l'illusione spandendo nell'aria un delicato profumo di fiorellini nascosti.
Le labbra di Paola si dischiusero in un sorriso di soddisfazione. I suoi vellutati occhi neri, dall'espressione grandemente profonda, contemplarono per qualche istante il suo lavoro. Poi ella stese sulle ginocchia la striscia di raso, e la sua testa delicata, che sembrava sopportare con fatica il peso della soffice e magnifica capigliatura d'un caldo biondo dorato, si chin su di essa per esaminarla in tutti i suoi particolari. Alcuni riccioli le ricadevano sulla nuca e sul collo elegante, lasciato scoperto dalla golettina della semplicissima camicetta bianca.
Credo che verr grazioso, mormor.
Con le sue agili dita affusolate ripieg la serica stoffa, e prima di posarla accanto a s, sulla vecchia panchina di pietra, l'avvolse in un pezzo di tela bianca; poi, incrociate le mani sulle ginocchia e lasciando errare attorno lo sguardo malinconico e grave, Paola sembr perdersi in una meditazione profonda.
Quella piccola radura del bosco dove ogni giorno, quando aveva tempo, ella veniva a lavorare, era il suo cantuccio preferito. Una vecchia panchina era murata a una parete dell'antica
cappella che custodiva la statua, della Madonna del Fiore. Il piccolo santuario mezzo in rovina si parava di un ornamento che altri pi sontuosi avrebbero potuto invidiargli: era letteralmente avvinto di rose. Queste lo avevano preso d'assalto dalla base al culmine del tetto, si insinuavano all'interno attraverso le strette finestre prive di vetrate, si avanzavano sul portale di quercia mezzo corroso dalle intemperie, si slanciavano sulle colonne del porticato, strisciavano per terra e invadevano anche la panchina sulla quale sedeva Paola. E lontano lontano, nel bosco, si spandeva soave e inebriante il profumo di tutte quelle rose.
Paola aveva ereditato dalla madre quella predilezione per la vecchia cappellina. Anche Angiolina Neraldi da fanciulla andava spesso a lavorare e a sognare in mezzo alle rose. E proprio l, mentre la sua voce fresca cantava uno stornello, le era apparso un giorno un elegante cavaliere biondo, un francese che si era smarrito nel bosco di Silvi.
Egli le aveva domandato la via, e Angiolina gliel'aveva indicata, intimidita ma al tempo stesso lusingata dall'ammirazione che alla vista di quella bellissima e delicata, figliuola della Toscana egli non aveva saputo dissimulare.
Il giorno seguente il giovane straniero con una scusa qualunque era andato dal padre di Angiolina, maestro elementare nel paesetto di Menafi. Egli raccont che volendo dipingere alcuni angoli caratteristici del bosco di Silvi cercava alloggio in paese. Paolo Neraldi gli trov una camera in casa del barbiere. Il francese era gentile e di piacevole conversazione, e Paolo, che era felice quando poteva discorrere con persone intelligenti e istruite, quali non abbondavano a Menafi, prese l'abitudine di invitare spesso a casa sua lo straniero. Egli non pensava alle possibili conseguenze di quella intimit e cadde dalle nuvole il giorno in cui il giovane francese gli disse: La signorina Angiolina ed io ci amiamo. Permettete ch'ella diventi mia moglie?
Lusingato, Paolo acconsent subito. Il francese era ricco, apparteneva ad una famiglia nobile. Che onore per Angiolina! Dopo la semplicissima cerimonia nuziale, i giovani sposi rimasero a Menafi. Francesco di Combayre non aveva informato del suo matrimonio il suo unico parente consanguineo, uno zio che lo aveva allevato, e rimandava continuamente il suo ritorno in Francia, dove avrebbe dovuto presentare ai parenti e ai conoscenti la giovane italiana la cui bellezza e una certa dose d'istruzione non avrebbero compensato, agli occhi delle sue aristocratiche relazioni, i modi un po' rustici., l'inesperienza degli usi e una timidezza eccessiva che in certe occasioni offuscava in lei tutte le sue facolt.
Infine, sei mesi dopo il matrimonio, facendosi le lettere dello zio sempre pi incalzanti, egli si decise a partire per la Francia, felice, in fondo, di lasciare quel paese che lo aveva
entusiasmato da principio, ma che stava diventando insopportabile a quell'incostante per eccellenza.
Presto verr a prenderti, cara, disse abbracciando la moglie che singhiozzava.
Lo zio ti accoglier come un padre, vedrai, e ci stabiliremo in Francia, in quella splendida citt che  Parigi.
Le due prime settimane scrisse tutti i giorni. Poi le lettere si fecero pi rare, pi brevi, freddissime, infine cessarono completamente.
Angiolina cap alfine che quello straniero l'aveva sposata in uno di quei momenti di entusiasmo a cui andava soggetto, e che ora l'aveva abbandonata.
Non ebbe una parola di rimprovero, non un gesto d'ira. Ma cominci a deperire rapidamente, minata dal suo amaro dolore, e il giorno che vide nascere la piccola Paola fu anche quello della sua morte.
Paolo Neraldi era sempre stato un uomo debole, imprevidente, e con la sua imprudenza e la sua fiducia nella lealt di quel forestiero era stato responsabile del disgraziato matrimonio della figlia. Ma il povero padre era cos profondamente colpito, che nessuno a Menafi pens pi al suoi torti, soprattutto vedendo di quali cure commoventi egli circondava la delicatissima bambina che la morta aveva lasciata.
Non volle scrivere al signor di Combayre della morte di Angiolina e della nascita di Paola. Fu il curato che si prese quest'incarico. Una lettera di Francesco arriv poco dopo, lettera imbarazzatissima e secca in cui annunziava l'invio trimestrale d'una pensione per il mantenimento della bambina.
Per mezzo del curato. Paolo gli fece sapere che non aveva bisogno del suo denaro e che, poich egli aveva abbandonato la madre, lui, l'avo, avrebbe preso cura della figlia che il padre non avrebbe probabilmente mai sentito il desiderio di conoscere.
Infatti non si intese pi parlare di Francesco di Combayre. Come aveva abbandonato la sposa da lui amata per qualche mese, cos, con la stessa disinvoltura, abbandonava ora la piccola Paola al nonno, le cui risorse finanziarie erano tuttavia assai modeste.
Ci nonostante, Paolo fece dare alla bambina un'educazione accuratissima in un convento di Firenze. Per quanto grande fosse il suo rancore contro il padre, non dimenticava che nelle vene di Paola scorreva sangue aristocratico, e non voleva ch'ella fosse educata come le figlie degli artigiani di Menati.
La condotta di Paolo era imprevidente o saggia? Sarebbe stato assai difficile rispondere a questa domanda, dato che nessuno poteva prevedere il destino di quella discendente di patrizi e di semplici campagnuoli. Ad ogni modo, l'educazione che le venne impartita, si adatt in modo maraviglioso alla natura delicata e fine di Paola. La bambina era veramente aristocratica per istinto.
Per lunghi anni ella si era creduta orfana di padre e di madre. Soltanto qualche tempo dopo la sua uscita dal convento il nonno, durante una malattia che credette dovesse portarlo alla tomba, le rivel l'esistenza del padre, dilungandosi amaramente sui torti di cui questi si era reso colpevole.
Paola era stata fino ad allora una fanciulla molto gaia, e i suoi diciassette anni ignoravano ancora le tristezze della vita. Dal giorno di quella rivelazione, ella parve invecchiare di parecchi anni. I suoi grandi occhi neri rifletterono di continuo una malinconia, penosa e una seriet che non erano dei suoi giovani anni. La sua fede, gi molto profonda, si accentu ancora. Ella divise da allora in poi il suo tempo tra il lavoro e la cura dei poveri, rifuggendo da tutte le distrazioni a cui fino a quel momento aveva preso parte con qualche piacere.
Si far monaca, dicevano in paese.
E veramente farebbe bene. Meglio monaca, che infelice come sua madre, poveretta! approvava qualcuno.
Ma via! Ella potrebbe trovare anche un bravo ragazzo: Rino Baddi, per esempio, che ne  innamorato pazzo. O Giovanni Averri. Sarebbe un buon partito per lei.
Rino Baddi era il figliuolo di un ricco agricoltore di Menafi. Giovanni Averri invece era un giovane professore, avvenente e con un grande avvenire davanti a s, i cui genitori possedevano una piccola propriet all'ingresso del paese.
Ambedue infatti erano perdutamente innamorati di Paola, cos bella, pi bella ancora di quanto era stata la madre, e pi raffinata. Quasi contemporaneamente i due giovani l'avevano chiesta in isposa. Ma Paola, che sembrava rimanere indifferente all'ammirazione che suscitava, aveva rifiutato in modo assoluto, dichiarando che non voleva sposarsi.
Ma, cara, e quando io non ci sar pi? Sarebbe un gran dolore per me lasciarti sola! diceva il vecchio nonno, a cui Giovanni piaceva molto.
Non temete, nonno, mi ritirer in un convento. Ma il buon Dio vi lascer certo ancora a lungo alla vostra piccola Paola.
L'avo non osava insistere. La sua nipotina era per lui un idolo, una creatura, superiore, e la sua debole natura subiva senza accorgersene il benefico effetto di quel carattere serio e notevolmente energico sotto un'apparenza d'inalterabile dolcezza.
A che cosa pensava dunque Paola durante i lunghi momenti di meditazione presso la vecchia cappella?...
Erano senza dubbio pensieri gravi, forse anche tristi, perch una malinconia profonda velava i begli occhi scuri, e la bocca ben modellata prendeva una piega d'amarezza sorprendente in una creatura cos giovane.
Di solito nulla veniva a turbare la sua solitudine. Il bosco di Silvi, che si stendeva dietro il giardino di Paolo, non era frequentato che da qualche taglialegna. Perci, quel pomeriggio, udendo risonare dei passi affrettati sul sentiero che passava presso la cappella, Paola non volt neppure la testa.
Alfine, ecco qualcuno! Cominciavo a credere che questo bosco fosse deserto! Al suono di queste parole, pronunziate da una voce maschile in un italiano corretto ma con accento straniero, Paola si volt di scatto. Un giovane alto e snello, col vestito strappato e polveroso, le stava dinanzi. Un fazzoletto, su cui appariva una larga macchia di sangue, gli fasciava la fronte.
Paola impallid e fece un gesto istintivo di paura.
Negli occhi del sopraggiunto pass un lampo di sorpresa e di ammirazione. Togliendosi con gesto vivace il cappello, s'inchin con la disinvoltura di un uomo di mondo.
Scusatemi, signorina! Vi ho forse spaventata?
Abbiamo avuto un incidente di automobile; mia cugina e la sua dama di compagnia sono ferite; io correvo in cerca di aiuto.
Gi Paola aveva ritrovato il completo dominio di se stessa.
Vi state allontanando dal paese. Da questa parte non c' che la casa di mio nonno.
Ma in un giardino non lontano ci sono parecchi uomini a lavorare; vado ad avvertirli.
Li mander sul luogo dell'incidente. Poi, dato che la nostra casa  la pi vicina, potrete, se volete, farvi trasportare le signore, alle quali in attesa del medico sar felice di prestare
le prime cure.
Come ringraziarvi?...
Non faccio che il mio dovere. Vorreste dirmi dove ha avuto luogo l'incidente?
Sulla strada maestra che fiancheggia il bosco. Vado a rassicurare quelle poverette.
Grazie mille, signorina, della vostra caritatevole premura.
Egli si allontan e Paola in tutta fretta, si diresse verso casa. Avvert passando i giardinieri e raggiunse in pochi minuti la casetta coperta di rose, patrimonio di famiglia, dove Paolo, oramai in pensione, viveva tranquillamente coltivando il suo giardino.
Mentre raccontava l'avventura al nonno, un po' turbato, ella prepar la sua camera e una piccola stanza contigua per le ospiti. Tutto era in ordine quando arriv il forestiero.
Nel vederlo, il vecchio Paolo impallid un poco e mormor: Dev'essere un francese!
I lineamenti delicati di Paola si irrigidirono leggermente, mentre con voce breve rispondeva: S, 1' ho riconosciuto dall'accento.
Paolo and incontro al giovanotto e lo accolse con alcune parole insieme affabili e imbarazzate. Paola, vedendo arrivare su barelle improvvisate le due donne ferite, era salita in camera sua. Fu l ch'ella ricevette le due signore, una delle quali, la pi anziana, non aveva che delle contusioni senza gravit, mentre l'altra sembrava avesse una gamba, fratturata.
Questa era una giovinetta di circa diciotto anni, piccola e delicata, dal colorito giallastro e dai lineamenti irregolari. Aveva un'abbondante capigliatura nera, ondulata, sotto la quale il visetto affilato quasi spariva, e gli occhi di un azzurro intenso, mobili e ardenti.
Riprendendo conoscenza, ella li fiss a lungo su Paola che si sent sgradevolmente impressionata da quello sguardo in cui le sembrava di leggere una specie di ostilit.
Che cos'ho? domand la ferita con voce breve.
Parlava francese, ma Paola la capiva perch aveva studiato questa lingua in convento.
Niente di grave, spero, signorina. Il dottore viene subito, del resto, e potr informarvi meglio di me.
La gamba  rotta, vero? Da tanto tempo mio cugino Guido mi prediceva qualcosa di simile, e anche di peggio.
Un lampo di collera ironica, pass negli occhi azzurri.
E lui, Guido,  ferito?
S, alla testa, ma non credo sia cosa grave.
Il dottore entrava in quel momento nella stanza.. Scosse la testa, esaminando la frattura della gamba e dichiar che preferiva far venire un chirurgo da Firenze.
 dunque grave? domand in cattivo italiano la fanciulla, il cui viso si manteneva impassibile.
Si tratta di una frattura completa., signorina; non vorrei prendermi la responsabilit di ridurla.
Ma non posso essere trasportata a Firenze?
A parer mio, sarebbe imprudente. I vostri genitori sono a Firenze?
No, sono sola con la mia dama di compagnia.
Mio padre deve raggiungermi il mese prossimo. Ma ditemi, dottore, pretendereste di farmi rimanere qui?
Il suo sguardo sprezzante, faceva il giro della semplice camera di Paola.
E prima di tutto, potrei rimanere qui?
Nel caso in cui fosse pericoloso trasportarvi, faremo il necessario perch possiate rimanere, signorina, rispose Paola in un tono di dignit leggermente altera.
La forestiera l'avvolse in un lungo sguardo in cui sembr passare un lampo di malevolenza.
Se non si pu fare altrimenti... disse con una mossa alquanto impaziente delle spalle. Ma spero che il chirurgo sar meno severo di voi, dottore, e non mi obbligher a disturbare troppo a lungo la signorina...?
Paola Neraldi, disse la giovane italiana, rispondendo alla domanda espressa dal tono della forestiera.
Ne dubito, signorina! rispose il vecchio dottore, scotendo la testa. Ad ogni buon conto gli telefono immediatamente. Con l'automobile potr esser qui stasera stessa.
Si ritir dopo aver prestato alle due donne le prime cure. Al piano terreno trov l'autista che solo era uscito incolume dall'incidente.
Ebbene, e il terzo ferito?
Il signor di Cesbres  voluto assolutamente andare lui stesso al telegrafo, rispose l'autista. Dice che la sua ferita non  che una scalfittura e che non ha bisogno del medico.
Queste cose non vanno mai trascurate. La signorina Paola potr medicarlo; ne sa almeno quanto me in fatto di medicazioni.
Quando Paola discese, dopo aver sistemato come meglio aveva potuto le due malate, trov nella sala, in conversazione col nonno, Guido di Cesbres che era tornato allora allora.
Vostra cugina desidererebbe vedervi, disse dopo aver risposto al saluto del giovanotto.
Un lampo di collera brill negli occhi di Guido, occhi castani dotati di una rara intensit di espressione, in cui l'ironia, ora carezzevole ora dura e irritata come in quel momento, sembrava permanente.
 meglio che essa mi lasci almeno il tempo di calmare il mio risentimento contro i suoi capricci e le sue pazzie! Non sa che ha corso il rischio di farci rompere la testa, ostinandosi a spingere la macchina a una velocit cos pazzesca?
Le ho detto che eravate ferito. Ma il dottor Lerao non vi ha visitato?
Il signor di Cesbres era fuori, e d'altra parte non voleva farsi visitare, spieg il nonno. Ma il dottore ha detto che puoi medicarlo tu.
Certo, se la ferita non  grave. Mi permettete di vedere?
Con gran piacere, signorina, disse subito Guido.
Nonostante la leggerezza e l'abilit delle piccole dita di Paola, egli non pot reprimere qualche lieve sussulto di dolore quando, con grandi precauzioni, ella stacc la tela appiccicata
alla ferita.
Ma non  cosa, tanto da poco! disse Paola. Bisogna medicare questa ferita.
Ebbene, medicatela, signorina! Mi affido a voi, rispose egli con un sorriso che addolc per un istante l'espressione ironica e fredda della sua fisonomia.
Dopo aver accuratamente lavato la ferita. Paola fasci la fronte. Quando ebbe finito, il signor di Cesbres esclam: Per fortuna non mi sono messo nelle grosse mani del dottore! Mi avrebbero martirizzato, mentre invece queste graziose piccole dita hanno una leggerezza deliziosa. Meritano veramente di esser ringraziate!
E afferrando la mano di Paola, la sfior con le labbra.
Ella si ritrasse con un gesto brusco, mentre il rossore le saliva alle guance pallide.
Come vi permettete...? esclam con voce fremente.
I suoi grandi occhi scintillanti d'ira si posarono fieramente su Guido un po' stupefatto.
Riacquistando rapidamente la sua presenza di spirito, il giovane si alz dalla poltrona in cui si era seduto per farsi medicare.
Ma, signorina, come potete sentirvi offesa da questo omaggio di riconoscenza? esclam in un tono in cui si mescolavano rimpianto e sorpresa.
Una semplice campagnuola come me non  abituata a questi modi, signore, ella disse con un fiero movimento della testa.
Perdonatemi! Sarei desolato se mi serbaste rancore per il mio gesto!
Poich lo rimpiangete,  mio dovere dimenticare.
E chinando leggermente la testa, con fredda dignit usc dalla stanza.
Guido si volse verso Paolo che durante tutta la scena era rimasto silenzioso e un po' turbato.
Temo che la signorina, nonostante tutto, mi serbi rancore, disse in un tono leggiero, smentito dall'espressione contrariata del suo sguardo.
Ma no! Non ce ne sarebbe veramente ragione. Paola  molto seria, e a tutta prima  stata un po' spaventata, soprattutto trattandosi di un forestiero. Ma passer. Lo spero. Ditele, per favore, che non ho avuto l'intenzione di mancarle di rispetto. Ed ora indicatemi, ve ne prego, dove posso trovare mia cugina.
Paolo lo condusse al primo piano, fino alla porta della camera occupata dalla giovane forestiera. Il signor di Cesbres buss, e invitato ad entrare s'inoltr nella modesta stanza che il tramonto riempiva di una luce rosata.
Sua cugina, cercando di sollevarsi sui guanciali, gli tese le mani dicendo con voce tremante per l'emozione, mentre i suoi occhi azzurri si velavano d'angoscia: Guido, siete ferito?
Eh, s, Matty! Ma voi siete ancora pi malconcia di me, credo. Soffrite molto?
S, abbastanza. E voi, Guido?
Io, poco. La nostra ospite mi ha fasciato secondo le regole dell'arte. Ma fa lo stesso, cara mia: d'ora in avanti mi guarder bene da prendere posto in un'automobile guidata da una pazza ostinata come voi!
Ogni traccia d'emozione spar di colpo dal viso della fanciulla, mentre rispondeva con uno sguardo d'ironica sfida: Avete fatto bene ad avvertirmi; non v'inviter pi; detesto ricevere dei rifiuti! E probabilmente dovrei anche ringraziarvi di aver acconsentito a far tacere il vostro risentimento e di essere venuto a trovarmi?
Certo, perch ho veramente ragione di serbarvi rancore. Ma mi sono ricordato che in assenza di vostro padre avevo il dovere di occuparmi di voi.
Ve ne dispenso! diss'ella alzando le spalle. Ho sempre saputo come comportarmi nella vita. E naturalmente, uomo caritatevole, voi ora trionfate a vedermi ridotta in questo triste stato, come mi predicevate in punizione delle mie imprudenze?
Trionfare  forse eccessivo. Ma non posso fare a meno di pensare che finalmente avete ci che meritate.
Matty scoppi in una breve risata.
Benissimo! Questa, se non sbaglio,  franchezza nuda e cruda. Siete un cugino veramente gentile, Guido!
Sono gentile al pari di voi, che non esitate, per soddisfare il vostro amor proprio, ad esporre la vita altrui!
Bah, per quel che vale la vita! rispose ella con una contrazione delle labbra piena d'ironia. Ci tenete tanto, voi?
Secondo. A giorni la detesto.
Ed altri in cui l'amate?
Egli ebbe un riso d'aspra ironia. Amare! Che parola esagerata! Non amo niente e nessuno, lo sapete bene, Matty.
S, so che spingete l'indipendenza del cuore fino agli estremi limiti. Dunque, signor disilluso, la vita vi sembra brutta e noiosa?
Spesso s! E a voi pure?
S. Talvolta la trovo insulsa! E mi sorprendo a desiderare qualche cosa, un avvenimento tragico, una, grande tempesta interiore, che so? Un cataclisma qualunque, a costo di soffrirne, a costo di morirne.
Un soffio di passione sembr passare nella sua voce, un momento prima fredda e sarcastica, e una vampata di sangue color per un istante il suo viso pallido.
Guido, che aveva appoggiato i gomiti sulla spalliera in fondo del letto, l'avvolse in uno sguardo acuto e pieno di interesse.
Siete una strana creatura, cugina mia, disse tranquillamente. Colmata di tutti i doni della fortuna, ignara di ogni freno nei vostri capricci, viziata all'eccesso da un padre idolatra, eccovi a diciotto anni stanca, disgustata di tutto.
E voi? diss'ella bruscamente. Cercate di ingannare il vostro disgusto, il vostro disprezzo per tutte le cose, dedicandovi all'osservazione fredda e crudele delle debolezze e degli sbagli degli altri, sezionando moralmente, per divertimento, i cuori che eccellete nell'affascinare oggi per respingerli domani, quando questo studio non vi interessa pi. Provatevi dunque a sostenere che non siete stanco e assolutamente scettico!
Ma non lo nego, cara cugina! Lo sono infatti, lo ero gi alla vostra et. Ora per me ne vado, perch mi accorgo che vi fate venire la febbre agitandovi a quel modo.
No, aspettate! Dite: quanto credete che io debba rimanere qui?
Come volete che lo sappia? Bisogna aspettare il chirurgo.
Mi vedete, Guido, obbligata a rimanere a lungo in questa catapecchia?
Prima di tutto questa, non  una catapecchia;  una graziosa casa. E poi questa avventura deve avere un sapore speciale per una persona disgustata di tutto come voi.
Sempre la stessa ironia! ella disse con collera. Infine, spero che il babbo arriver non appena avr ricevuto il vostro telegramma.
E voi, Guido, non mi abbandonerete, vero?
Qualche minuto fa mi avete assicurato dell'inutilit della mia presenza. Voi fate sempre delle osservazioni esose.
Se foste un cavaliere compito, mi avreste gi detto: Non vi abbandoner, Matty, e far del mio meglio per distrarvi.
Ho capito: vorreste degli svaghi. Ma che cosa posso escogitare in questo paese sperduto, in attesa che la vostra frattura guarisca? Anche per me questo soggiorno sar molto noioso.
Un uomo come voi trova sempre da occuparsi.
Scrivete dei versi sull'incanto della campagna toscana, dipingete un acquerello, fate delle passeggiate... E poi, avete la risorsa di corteggiare la nostra ospite, termin Matty con una risata forzata.
Non  una di quelle che si possa corteggiare, disse Guido in tono secco, aggrottando le sopracciglia.
Ah! esclam sua cugina guardandolo sorpresa. Come fate a saperlo? Avete dunque gi avuto il tempo di studiarla cos a fondo? Oppure vi  venuta questa idea, vedendo tutte queste immagini sacre?
Col dito teso indicava il piccolo altare che Paola aveva eretto in un angolo della stanza e su cui una lampada ardeva giorno e notte davanti alle statue della Vergine e dei Santi pi specialmente cari alla, giovinetta.
 la sua camera, questa? domand Guido.
Il suo acuto sguardo d'osservatore fece il giro di quella stanza con le pareti imbiancate a calce, i vecchi mobili ben lucidati e le tende di mussola bianca. Le fotografie di Paolo Neraldi e di sua figlia erano appese sotto il grande crocifisso di legno nero. In un piccolo scaffale si allineavano i libri preferiti di Paola; avvicinandosi di qualche passo Guido si chin a leggerne i titoli.
Sono libri di piet, vero? domand
Matty in tono ironico.
Un certo numero, s, ma non tutti. Ci sono pure dei libri seri, di grande valore morale e letterario. Questa fanciulla  indubbiamente di una intelligenza non comune. Ma  certo anche molto pia. In ogni modo, la sua stanza  parecchio brutta. Che orribili mobili! Ma non mi avete detto, Guido, se  l'impressione prodotta da quest'atmosfera di devozione che vi fa pensare che la bella signorina Paola non sia tipo da farsi corteggiare un po'.
Siete troppo curiosa, cara cugina! diss'egli ironicamente. Verr a sentire domattina che cosa ha detto il chirurgo.
Strinse con indifferenza, la mano che Matty gli porgeva ed usc dalla stanza.
Matty si lasci ricadere sui guanciali. Nell'affilato viso contratto gli occhi azzurri luccicavano stranamente di collera e di dolore ad un tempo.
O perch non sono morta oggi? mormor. Avrei ora finito di soffrire e di vederlo prendersi giuoco di me! Ho un bel cercare di nascondergli che l'amo: l'ha indovinato da tanto tempo, da sempre. Indovina tutto, Guido. Nulla si pu nascondere ai suoi occhi sarcastici. E lui non mi ama affatto!
A volte mi pare perfino di essergli antipatica e che si diverta a vedermi soffrire. Che cosa spaventosa,  la vita! Che cosa stupida! Guido solo potrebbe darmi un po' di felicit... se volesse! Un singhiozzo le chiuse la gola.
Oh, Guido! mormor dolorosamente, affondando la testa nel cuscino.
...
.
...
Capitolo 2.
...
.
...
Guido di Cesbres aveva preso alloggio nell'unica
locanda del paese. Il suo cameriere,
avvisato telegraficamente, era arrivato subito
da Firenze e il giovane aveva potuto rimediare
al disordine dei suoi abiti, provocato
dall'incidente del giorno prima.
Il signor visconte si trover molto male
qui, disse il servitore guardando con aria
di disprezzo la camera, la cui mobilia molto
semplice non era il difetto pi grave.
Spero di non rimanerci in eterno, perch
oltre tutto questa camera non  nemmeno
pulita. Procurate di metterci rimedio, Antonio;
fate spazzare e spolverare meglio possibile,
e pagate quanto occorre.
E dopo aver rapidamente fatto colazione,
Guido si avvi verso casa Neraldi.
Spinse la porta socchiusa ed entr nella
saletta dove era stato ricevuto il giorno
prima. Con grandi sospiri, la signora Smeeton,
la dama di compagnia di sua cugina,
stava facendo colazione.
Come? domand Guido sorpreso, salutandola.
Siete gi completamente rimessa?
Una specie di smorfia contrasse i lineamenti
alterati dell'inglese.
No, soffro ancora molto. Ma miss Matty
mi ha fatta alzare; dice che non ho bisogno
di stare a coccolarmi e che ho l'obbligo di
curarla.
Carina! mormor Guido in tono di
scherno.  venuto il chirurgo?
S, venne ieri sera sul tardi. Disse che
la frattura  grave, molto complicata, e che
lui non pu permettere il trasporto per almeno
un mese. La ingess, e miss Matty fu
molto coraggiosa.
Oh, l'energia non le manca, quando
vuole! E come ha accettato la sentenza che
la condanna a rimanere qui?
Mi disse solamente: Vi detter domani
la lista degli oggetti che dovrete farmi
mandare per procurarmi un po' di distrazione.
E un piccolo diversivo che mi riposer. In
fondo, per il momento, ne ho abbastanza di
ricevimenti, di viaggi e di sport.
La piega ironica che le labbra di Guido
conservavano quasi costantemente, s'accentu.
Egli conosceva bene la sua cugina e sapeva
come il continuo cambiamento d'occupazioni
e d'ambiente avesse sempre costituito
la base della sua esistenza di bambina capricciosa,
cresciuta senza, fede, senza guida
morale, senza uno scopo definito nella vita,
se non quello della sua personale soddisfazione
a qualunque costo.
Tanto meglio se prende le cose con
calma. Posso salire da lei?
In questo momento  assopita: non ha
chiuso occhio in tutta la notte.
Ritorner pi tardi. Sapete, signora
Smeeton, se il signor Neraldi  in casa?
L'ho visto andare in giardino cinque minuti
fa. Ha l'aria di un brav'uomo. E com'
carina la nipote, e cos bella! disse l'inglese
con entusiastica ammirazione.
Vado in giardino a cercarlo. Ho bisogno
di mettermi d'accordo con lui circa il soggiorno
di mia cugina. Essa vorr far venire
la sua cameriera e non so se qui hanno posto
per alloggiarla.
 cos esigente, gemette la Smeeton.
Si  gi arrabbiata stamani; diceva che
il t era orribile. Certo non aveva l'aroma
di quello che  abituata a prendere; ma non
era cattivo. La signorina Paola mi ha detto
di averlo fatto con ogni cura. Era cos mortificata,
poveretta, di tutte le lagnanze di
miss Matty!
Guido aggrott le sopracciglia.
Come? Ha osato lagnarsi con la signorina
stessa? Con quella fanciulla che l'ha
accolta con tanta discreta bont, che l'ha
curata ieri e che si priva della sua camera
per lei? E intollerabile, e sapr farglielo capire.
Non ditele, vi prego, che sono stata io
a parlarvene! esclam la Smeeton con terrore.
No, no, sar prudente, non temete. Arrivederci
a pi tardi, signora Smeeton; vado
a cercare il padrone di casa.
Usc da una porta a vetri e si trov nel
giardino profumato dall'inebriante effluvio
delle rose che ne costituivano il principale
ornamento.
A caso, prese un piccolo viale ombreggiato
dal folto fogliame di vecchi alberi, che lo condusse
ad un recinto in cui razzolavano delle
galline.
Nel bel mezzo Paola, con un cestino in
mano, spargeva il becchime, con un gesto la
cui squisita grazia colp Guido, non meno che
la distinzione veramente aristocratica che faceva
risaltare l'ammirevole bellezza di quella
giovane campagnuola.
Non l'aveva vista fino ad allora che molto
seria o irritata. In quel momento sorrideva,
mentre parlava ai polli in quella melodiosa
lingua italiana, a cui il timbro purissimo della
sua voce aggiungeva nuove attrattive. Ella
gli apparve cos pi giovane e pi piacente
ancora nel suo modesto vestito da casa, sotto
il gran cappello di paglia. Nonostante le larghe
tese, un raggio di sole arrivava a scherzare
sull'oro dei suoi capelli dai toni cos
caldi e sul suo viso rallegrato dall'impazienza
del popolo pennuto.
Improvvisamente ella alz gli occhi e lo
scorse.
Il sorriso scomparve dalle sue labbra, le
sue guance s'imporporarono e il suo sguardo
divenne freddissimo, mentre la mano che teneva
il cestino tremava alquanto.
Facendo qualche passo, Guido si tolse il
cappello.
Scusatemi, signorina! Cercavo il signor
Neraldi. La signora Smeeton mi ha detto che
era in giardino.
Infatti, lo troverete in fondo a questo
viale.
Grazie, signorina.
Stava per allontanarsi, quando Paola, con
un visibile sforzo su se stessa, gli domand
freddamente:
Come va la vostra ferita?
Non saprei. La fasciatura  ancora come
la faceste ieri.
Sar bene che andiate a farvela rinnovare
dal dottor Lerao. Sta a due passi dalla
locanda; vi sar facile.
Guido avanz ancora di qualche passo e
appoggi i gomiti ad uno dei pali di legno
che sostenevano la rete del pollaio.
Avevo dunque ragione, ieri, quando dicevo
a vostro nonno che nonostante la vostra
promessa mi avreste tenuto il broncio.
Ella arross un poco sotto al suo sguardo
leggermente canzonatorio.
Ma no, vi sbagliate!
Oh, no, non sbaglio affatto! Altrimenti
perch mi mandereste da quel bravo dottore,
invece di continuare caritatevolmente l'opera
cos ben cominciata?
Feci male. Non avrei dovuto fare io ci
che spettava al dottore, ella disse in tono
asciutto.
Vedete che continuate a serbarmi rancore?
Ma siete terribilmente suscettibile, signorina!
Che cosa potrei fare per ottenere
il vostro perdono?
Parlava, in un tono tra contrariato e sarcastico,
guardando Paola con un sorriso ironico
agli angoli della bocca e in fondo agli
occhi.
Vi ho perdonato, ella disse con impazienza
altera. Ma  meglio che la curi
il dottore, la vostra ferita...
E io non so che farmene del vostro
dottore. Tanto peggio: la fasciatura rimarr
come l'avete fatta voi, e voi sarete responsabile
delle complicazioni che potranno intervenire.
Ella volt altrove la testa con un gesto
che indicava chiaramente il suo desiderio di
non tornare pi sull'argomento.
Ma Guido aveva negli occhi quell'espressione
di amena ostinazione che annunziava
in lui il proposito di lottare contro l'ostacolo,
unicamente per amore della lotta in se
stessa.
Come siete severa, signorina! Capisco
che non mi perdonerete mai; e poich questa
minaccia mi  molto sgradita, mi decider
a lasciare Menati senza aspettare l'arrivo del
signor di Combayre...
Il signor di Combayre!
Paola lasci cadere in terra il paniere e,
pallidissima, fiss su Guido gli occhi resi
enormi dalla sorpresa.
S, il signor di Combayre, mio cugino,
il padre di Matty. Ma perch questo nome
sembra turbarvi?
Ella esit un momento, poi, senza rispondere,
domand con voce che tremava leggermente:
Come si chiama di nome, vostro cugino?
Si chiama Francesco.
Francesco, Francesco di Combayre!
balbett Paola. S,  lui.
Lo conoscete? domand il signor di
Cesbres, osservando con la pi grande sorpresa
i lineamenti alterati di Paola.
No, e non sento alcun desiderio di conoscerlo,
bench sia mio padre, ella disse
in tono duro.
Guido ebbe un movimento di stupefazione.
Vostro padre?
Vedo che ha saputo nascondere il suo
matrimonio perfino ai parenti! disse la
fanciulla con amara ironia. E la morte
della mia povera mamma sopravvenne molto
opportunamente per permettergli di contrarre
una seconda unione; poich, a giudicare dall'et
che dimostra la signorina Matty, egli
non ha dovuto attendere molto per risposarsi.
Infatti, io non sapevo niente! disse
Guido che sembrava un po' stordito. Ma
non si occupa di voi?
No, per fortuna! Poich quali sentimenti
volete ch'io provi per questo padre che
abbandon la mia povera mamma dopo sei
mesi di matrimonio e che non si  mai interessato
di me?
Veramente, non avrei mai creduto mio
cugino capace...
Oh, egli  probabilmente come tanti altri!
l'interruppe Paola con un risolino sarcastico.
Guido la guard con maraviglia.
Come lo dite!... Sareste veramente gi
cos scettica circa i poveri uomini?
Lo sguardo di Paola si pos su lui diritto
e grave.
Perch dovrei nascondervi che dopo la
rivelazione della disgrazia di mia madre ho
preso la decisione di diffidare della sincerit
di tutti gli uomini e in special modo di tutti
quelli della sfera di mio padre?
Il signor di Cesbres rimase un momento interdetto,
lui, l'uomo che trovava subito e a
tutto la risposta spiritosa o caustica e che
aveva fama di non lasciarsi mai sconcertare,
in nessuna circostanza.
Infine ribatt, cercando di riprendere il
suo solito tono sarcastico:
Ma sapete che  terribile per me? Dunque,
tutto quello che potr dire sar considerato
come menzogna... e questo perch faccio
parte della corporazione maschile! Ora
mi spiego finalmente la vostra diffidenza. Ma
ascoltatemi, voglio dirvi una cosa. Permettetemi
solamente di avvicinarmi: abbiamo
l'aria di sfuggirci come due appestati.
Con un gesto deciso, senza, attendere il permesso
richiesto, Guido spinse il cancelletto
ed entr nel recinto, dove il suo arrivo mise
in fuga i volatili che si contendevano i chicchi
di granturco sfuggiti dal cesto.
Via, sono vostro cugino, permettetemi
qualche piccola familiarit, egli disse, vedendola
aggrottare le belle sopracciglia dorate.
Mio cugino! Il cugino di una contadina.
Ma via! Forse s, durante il vostro soggiorno
a Menafi; ma poi vi affretterete a rinnegarlo,
questo legame di parentela!
Parlava con veemenza, fissando su Guido
i suoi magnifici occhi in cui la fierezza si
mescolava a una specie di sdegnosa ironia.
Che cosa ne sapete? Ne sar forse fiero,
invece.
Permettetemi di dirvi che ne dubito
molto!
Egli ebbe un risolino ironico.
Naturalmente... poich questa dichiarazione
 stata pronunziata da labbra maschili!...
Ma figuratevi, signorina, che ho la
disgrazia di provare verso il sesso femminile
una diffidenza analoga a quella di cui voi onorate
il sesso al quale appartengo. No, diffidenza
non  forse la parola adatta; disprezzo
andrebbe meglio. Sapete: io frequento molto
il bel mondo, e come autore drammatico mi
trovo a contatto con parecchie personalit
femminili. Ebbene: dopo averle studiate da
vicino, non ho trovato in esse che un deplorevole
vuoto, una civetteria eccessiva, insaziabile
di omaggi, oppure un orgoglio pazzo.
Cos sono fatte le donne.
Oh, non tutte! disse Paola con un
gesto di protesta. Ci sono anche le donne
serie, le cristiane degne di questo nome. E di
queste ce ne sono anche nel vostro paese.
Ma perch vorreste che ci credessi, mentre
voi, signorina, condannate in blocco tutti
gli uomini, senza alcuna eccezione? Faccio
come voi, ecco tutto.
Ma non ho detto questo! So di certo
che esistono dei cuori leali e onesti...
Ma non mi fate l'onore di ammettere
che io sia del numero? Supponiamo che voi
domandiate a qualcuna delle mie conoscenze
parigine che cosa pensa di me; quel tale o
quella tale vi risponder: Guido di Cesbres?
 un uomo simpatico e terribile. Nessuno
come lui sa piacere, ed egli approfitta
di questo dono per studiare il suo prossimo.
per frugare col suo scalpello di osservatore
il cuore e l'intelligenza altrui. Sembrerebbe
volubile, perch, a studio terminato, non si
occupa pi di coloro che, affascinati da lui,
avevano creduto per un istante di aver conquistato
la sua amicizia.  scettico, stufo,
miscredente; adopera con crudelt l'ironia e
non ignora che tutto  permesso a un uomo
celebre come lui... Ecco un ritratto rassicurante,
non  vero?
Ebbe un leggiero riso sardonico incontrando
lo sguardo stupefatto e un po' sgomento
di Paola.
Non mi abbellisco. Che ve ne pare? Ma
ascoltate ancora: questo mostro, poich tale
sono certamente ai vostri occhi, possiede una
qualit che i suoi amici potrebbero testimoniare.
Di veri, che siano degni di questo
nome, non ne ha che due: un giovane scienziato,
austero e silenzioso, e un vecchio artista
di ottant'anni che lo chiama bambino
mio. Tutt'e due vi diranno: Guido di Cesbres
non ha mai deluso la fiducia dei suoi
amici... Scusatemi se ho l'aria di vantarmi,
ma non posseggo che questo piccolo merito,
e lo rivendico apertamente. Ci equivale a
dirvi quanto io biasimi l'atto di Francesco
di Combayre che ha abbandonato, non un
amico, ma la sposa che lo amava e aveva fede
in lui... Ed equivale a dirvi altres che non
dovreste temere che vostro cugino vi rinnegasse
un giorno, se voi acconsentiste a concedergli
la vostra amicizia.
Ogni traccia d'ironia era scomparsa dalla
fisonomia di Guido. Il suo sguardo serio non
si staccava dal viso di Paola che, a tutta
prima maravigliata, si sentiva a poco a poco
invadere dal turbamento.
 forse molto ci che vi chiedo, perch
credo che un'amicizia come la vostra sia
preziosa e infinitamente sicura.
Come potete saperlo?
Lo so perch vi conosco gi, diss'egli
tranquillamente.
Mi conoscete? Dopo avermi vista tre
volte? Confesso di non essere un'osservatrice
altrettanto acuta, e di riserbarmi circa il
giudizio che devo farmi di voi.
Tornato gi sarcastico, Guido rispose:
Avete ragione, poich, dopo tutto, posso
anche essere uno scellerato. Studiatemi dunque,
cugina, e quando vi sarete fatta un'opinione
circa la mia sincerit verso di voi, mi
avvertirete.
Non chiamatemi cugina, disse Paola
con un gesto d'impazienza. Non tengo affatto
a rivendicare questo legame di parentela,
e soprattutto voglio ch'ella non sappia...
Con la mano accenn alla casa in cui riposava
Matty.
Perch vi  antipatica?
Paola arross lievemente.
Non posso negarlo. Certo, come cristiana
sono pronta a fare tutto il possibile per aiutarla,
ma sento che moralmente tutto ci separa...
e non so perch, ho l'impressione
ch'ella m'abbia detestata fin dal primo momento.
Questo  certo, disse il signor di Cesbres
con un sorrisetto sarcastico.
Perch? Eppure io sono andata a lei
con tutto il cuore, pronta a prestarle tutte
le cure di cui ero capace.
Lo so. Ma non avete notato che Matty
 piuttosto brutta, e non capite che fin dal
primo sguardo ella  stata gelosa di voi?
Ella detesta tutte le donne belle o solamente
carine. Povera Matty, ha un cattivo carattere!
soggiunse Guido con uno sdegnoso
movimento delle spalle.
Forse durante la sua educazione non 
stato tentato nulla per migliorarla.
Educazione? Matty non ha avuto educazione;
ella  stata abbandonata a se stessa.
Sua madre, un' inglese figlia di un ricco possidente
australiano, mor sei anni dopo la
sua nascita, e suo padre l'ha avvezzata malissimo,
contentandola in tutto. Ella non obbedisce
che a una legge al mondo: il suo capriccio,
che talvolta prende una piega piuttosto
stravagante.
La compiango, disse gravemente la
fanciulla. E niente religione, suppongo.
Fino a quattordici anni  stata educata
alla religione protestante. Poi, un bel giorno,
essa dichiar al padre e al nonno materno
che non credeva a niente e che non voleva
pi saperne di insegnamento religioso. E poich
su questo punto erano entrambi indifferenti,
la lasciarono padrona di fare a modo
suo. Non maravigliatevi dunque se udirete
uscire dalla sua bocca parole che vi urteranno.
Ma se le saltasse il ticchio di parlare
delle vostre convinzioni in modo offensivo per
voi, ditemelo, affinch io possa, farla smettere.
Non temete. Saprei io stessa imporre
silenzio a chi attaccasse la mia religione,
disse Paola con un energico movimento della
testa.
Mah, non sar forse tanto facile con
lei! Io solo ho qualche potere su quella figliuola
maleducata, perch non ho mai ceduto
ai suoi capricci. Ora che ci penso, signorina,
non vi tormentate per soddisfare le
esigenze sragionevoli di Matty. La Smeeton
mi ha detto che  stata molto sgarbata...
Paola lo interruppe con calma fierezza:
Oh, ci non mi preoccupa! Io faccio
quello che posso, e non bado al resto. Ho subito
capito che avevo a che fare con una povera
creatura troppo adulata.
 possibile, ma io non tollerer che sia
scortese con voi e glielo far capire. Ma
perch non parlo a voi dell'argomento su cui
volevo intrattenere vostro nonno? Il chirurgo
dice che Matty non  trasportabile...
Ebbene, in tal caso faremo il possibile
per tenerla qui, disse freddamente Paola.
Temo soltanto che ella si trovi parecchio
male nella nostra modesta casa.
Guido ebbe un gesto di noncuranza.
Questo non ha importanza e non potr
farle che del bene, disse in tono di scherno.
Mi rivolger al dottore per far venire
un'infermiera da Firenze. La Smeeton, che
Matty tratta come una schiava, non ha alcun
potere su lei, e la cameriera avr abbastanza
da fare a servirla e a darle da mangiare;
perch voi, naturalmente, non vi occuperete
di niente, signorina.  gi troppo
che abbiate ceduto la vostra camera!
Non  un grande sacrificio, questo.
Quanto alla cameriera, l'alloggeremo in una
camera del secondo piano. Ma credete che il
signor di Combayre verr?
No, certo, non verr. Figuratevi che
nel mio telegramma gli ho dato l'indirizzo
di casa vostra! Quale sarebbe la sua posizione
dinanzi a voi, a suo suocero, a tutti
coloro che l'hanno conosciuto? No, no, non
verr di certo!
Meglio cos! disse Paola sollevata.
Sarebbe stato penoso! Dunque, mi promettete
di mantenere il segreto anche con lei?
Se cos volete!... Ma vi avverto che per
parte mia mi considero senz'altro come vostro
parente e che sapr rivendicare i privilegi
inerenti a questa mia qualit.
Parlava in un tono tra il serio e il faceto,
avvolgendo Paola in uno sguardo, la cui
ironia diventava in quel momento dolcissima.
Poi, inchinandosi con elegante disinvoltura,
si allontan in direzione della casa.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Matty si era appena svegliata quando la
Smeeton fece passare Guido in camera..
Avete saputo della sentenza di quegli
stupidi medici? domand ella in tono irritato,
porgendogli la mano calda per la febbre.
Mi hanno condannata a non muovermi
di qui e non mi hanno neppure garantito che
non rimarr zoppa!
Non vi tormentate in anticipo, cara!
disse tranquillamente il giovane sedendosi ai
piedi del letto. Avrete tutto il tempo di
disperarvi se per caso rimarrete zoppa.
Le labbra di Matty ebbero una contrazione
di collera.
Gi, la mia disgrazia non vi commuove
affatto, poich per fortuna la vostra preziosa
persona  intatta.
Mi sembra, Matty, che la mia preziosa
persona non sia stata risparmiata!
Una semplice scalfittura che non sciuper
in nessun modo l'elegante bellezza di
Guido di Cesbres. E se per caso vi restasse
la cicatrice, potrete sempre rimediare all'inconveniente
inventando una nuova pettinatura che sar
subito adottata da tutti gli elegantoni
di Parigi e di altrove.
Poveri diavoli! Se questo li diverte...
Bisogna pure che le loro teste vuote si occupino
di qualcosa! E voi, Matty, che cosa vi
proponete di fare durante la vostra reclusione?
Morire di noia, diss'ella in tono lugubre.
Ma prima vorrei chiedervi un favore.
Dite pure. Vedr se mi sar possibile
accontentarvi.
Non vi compromettete mai, voi! Qualsiasi
altro al vostro posto si sarebbe affrettato
a mettersi a mia completa disposizione.
 possibile. Ma io vi conosco, e so che
non sempre i vostri desiderii sono effettuabili.
Lo sarebbero se voi foste pi amabile.
Infine, ecco di che si tratta;  una cosa ragionevolissima,
vedrete. Vorrei, per il tempo
che star qui, fare ammobiliare un po' pi
decentemente questa camera. Non potreste
dar ordine al vostro cameriere di andare a
Firenze a prendere gli accordi necessari con
un tappezziere?
Siete pazza, Matty! disse Guido aggrottando
bruscamente le sopracciglia. Non
capite che sarebbe un'offesa per questa brava
gente che vi ospita con tanta bont e con
una semplicit veramente perfetta?
Una vampata di collera imporpor le guance
di Matty.
Non m'importa nulla! Non mi occupo
di costoro.
Ebbene, io invece me ne occupo! Avete
tutto il necessario; questo basta, e mi oppongo
assolutamente a che facciate un qualsiasi
cambiamento in questa camera.
Voi... vi opponete? diss'ella con voce
resa un po' rauca dalla collera e dalla sorpresa.
E con quale diritto?
Col diritto che mi assumo, semplicemente,
rispose il giovane con flemmatica
ironia.
Questo  troppo! E non crediate che io
vi obbedisca. Del resto posso anche fare a
meno di chiedervi dei piaceri. Domani arriva
di certo il babbo; penser lui a questo.
Infatti, sar molto pi semplice, disse
tranquillamente il signor di Cesbres. Ma
finch sarete sotto la mia tutela, farete a
modo mio.
La vostra tutela?... Che sfacciataggine!
Chi mai vi ha dato il diritto di esercitare
una simile tutela?
Nessuno; ma ho dodici anni pi di voi,
Matty, e mi pare che questa grande differenza
di et non solo mi dia il diritto, ma
mi imponga il dovere di occuparmi di voi.
La mia esperienza mi rende possibile l'adempimento
di un compito cos difficile con una
ragazza del vostro genere.
E se rifiutassi di obbedirvi? domand
Matty in tono di sfida.
Egli ebbe un sorriso di fine sarcasmo.
Voi mi avete sempre obbedito, Matty,
disse poi con una voce che, come il suo
sguardo, era imperiosa e in pari tempo carezzevole.
Spero che non comincerete ora
a ribellarvi sul serio! Via, se non la smettete
con quell'aria imbronciata che vi rende
cos brutta, me ne vado subito.
La fisonomia di Matty si spian a poco a
poco fino a farsi quasi dolce, la sua mano
si tese verso Guido con un gesto quasi sottomesso.
Mi fate sempre arrabbiare! Via, per
farvi piacere rinunzier all'idea dei mobili.
Ma veramente avete torto di preoccuparvi di
ci che pu pensare quella gente.
La fisonomia di Guido si indur di colpo.
Quella gente  educatissima e la ragazza
 molto fine, egli disse con intonazione
leggermente irritata. Vi consiglio di non
dimenticare i riguardi che dovete ai vostri ospiti.
Negli occhi di Matty brill una luce cattiva.
Che cosa significa questa ingiunzione?
Non prenderete per caso le difese di quella
signorina?
E perch no? replic Guido con un
sorriso sarcastico. Non permetter che
quella fanciulla, la cui anima  senza dubbio
cos bella come il suo viso, abbia a soffrire
delle vostre stranezze e delle vostre cattiverie
di bambina capricciosa.
Si alz senza parer di badare alla collera
che faceva avvampare il viso di Matty.
Ora me ne vado alla locanda a vedere
se Antonio pu fare qualcosa per la mia misera
camera. Per fortuna  svelto e ingegnoso.
Ma che bisogno avete di preoccuparvi
tanto per la vostra camera? Non vorrete mica
trattenervi ancora molto a Menafi?
Non vi ricordate gi pi che mi avete
chiesto di non abbandonarvi?
E che voi avete rifiutato.
S, ma oggi non rifiuto pi.
Perch? domand Matty a denti
stretti.
Come, perch? Non credete che sia per
farvi piacere?
E voi credete che non vi conosca abbastanza
e non sappia che il piacere di Matty
conta poco per voi? Se rimanete per me, ve
ne dispenso. Partite subito, continuate il vostro
viaggio, non vi occupate di me.
Bene! interruppe Guido con voce
calma e canzonatoria. Ecco la mia pupilla
che si ribella di nuovo! Avr il rammarico
di non obbedire alle vostre ingiunzioni, gentile
cuginetta. Il paese mi piace e la signorina
Paola mi interessa moltissimo; mi propongo
di studiare questa e quello; perci dovrete
sopportare la mia presenza fino alla
vostra completa guarigione.
Oh, lo sapevo! diss'ella in un tono
che esprimeva ira e trionfo insieme. Non
per me rimanete a Menafi, ma per lei!
Io non lo nego affatto! Mai ancora mi
si era presentata l'occasione di studiare da
vicino un'anima di fanciulla come  certamente
quella. Oh, non deve essere punto complicata!...
Se pure non riesca tale per me,
appunto per la sua semplicit, per la sua
perfetta limpidezza; per me che finora ho
conosciuto soltanto anime torbide, false, intessute
di vanit e di ambizioni, o semplicemente
deboli, senza forza morale, senza pensieri
un po' elevati: animucce frivole e vuote
di donne alla moda, oppure di donne scienziate
in adorazione della loro intelligenza e
del loro sapere.
Matty aveva incrociato sul lenzuolo le sue
piccole mani bianchissime cariche di anelli;
il suo sguardo un po' ansioso non si staccava
dal viso freddo e sarcastico di Guido.
E in queste diverse categorie qual  il
posto che assegnate a vostra cugina, messer
Guido?
Voi avete l'onore di appartenere a una
categoria speciale, Matty.
E vi degnereste di spiegarmi il perdh,
signor psicologo?
No, oggi non mi degno. Forse un giorno,
se mi promettete di non andare in collera..
In quel momento entr la Smeeton con un
telegramma in mano.
Ah, ecco la risposta del babbo!
esclam Matty.
Guido apr il telegramma e dopo avergli
dato un'occhiata lo porse alla cugina.
Grave distorsione mi trattiene. Pregovi
restare presso Matty. Segue lettera.
Combayre.
Matty sfog subito la sua ira in lamentele
senza fine. Che bel piacere, per lei! Non ci
mancava altro che suo padre andasse a mettere
un piede in fallo proprio in quel momento!
Era certissima, comunque, che se
egli avesse voluto, avrebbe potuto fare il viaggio
lo stesso.
Spazientito, Guido si avvi per uscire, dicendo
in tono secco:
Vi avverto, Matty, che se ogni volta che
verr a trovarvi non avrete di meglio che accogliermi
con queste lamentele, non mi vedrete
spesso.
Non era ancora uscito che Matty scoppi
in singhiozzi gridando alla Smeeton che la
guardava confusa:
Andatevene! Lasciatemi in pace! E fate
in modo che quella Paola non entri in camera
mia. Non voglio pi vederla:  troppo
bella!
Intanto Guido aveva sceso rapidamente le
scale. Passando davanti alla porta della saletta
da pranzo vide Paolo e gli and incontro,
con la mano tesa.
Sono contento di vedervi! disse il
vecchio che sembrava molto commosso. La
mia Paola mi ha raccontato un momento fa
la vostra conversazione. Ma vorrei spiegarvi
come andarono le cose. Non vorrei che pensaste
che la mia povera Angiolina, attirata
dalla ricchezza e dal nome di quell'uomo,
fosse stata spinta a quel matrimonio dall'ambizione.
Vi assicuro che un pensiero simile non
mi  neppure passato per la mente.
Tanto meglio, allora! Ah, s, purtroppo,
essa lo am per lui stesso! Io invece mi ero
lasciato lusingare dal pensiero che mia figlia
avrebbe sposato un nobile; ma lei, no. Un
giorno mi disse perfino: Credi, babbo, preferirei
che Francesco fosse del nostro ceto,
e quasi povero come noi. Sarei molto pi
felice.
E Paolo, la cui voce tremava per l'emozione,
raccont le fasi di quella storia d'amore
cos presto e cos tristemente finita.
Pensandoci bene, una simile condotta
non mi maraviglia troppo, in mio cugino,
disse Guido che aveva ascoltato con interesse.
Egli ha un carattere deplorevolmente debole
e volubile. Davanti all'alternativa di
dover confessare a suo zio un matrimonio
che lo avrebbe irritato, prefer sacrificare la
moglie che senza dubbio egli non amava ormai
pi con lo stesso ardore.
 uno scellerato! esclam Paolo con
un lampo di collera negli occhi che abitualmente
avevano un'espressione dolcissima.
Ho rifiutato il denaro che voleva mandarmi
per Paola, ed egli ha accettato come cosa naturalissima
questa rinunzia che gli rendeva
pi facile il completo abbandono della figlia.
In quel momento un passo leggiero fece
scricchiolare la ghiaia del giardino, e Paola,
con un fascio di rose tra le braccia, apparve
sulla soglia della porta a vetri. L'olezzo delle
rose si sparse subito nella stanza che, quasi
monacale nella sua semplicit, sembr rischiarata
e adorna dalla sola presenza della
incantevole padroncina di casa.
Sono ancora qui, signorina, disse
Guido sorridendo. Ho lasciato or ora mia
cugina tutta in lacrime perch ho ricevuto
un telegramma nel quale suo padre mi annunzia,
come era da prevedersi, che non pu
venire.
Un'espressione di sollievo distese i lineamenti
di Paola.
Avevo un bel pensare come voi che infatti
non poteva venire, ci nonostante continuavo
a temere. Se ama tanto sua figlia...
La bella voce dolce si era fatta a un tratto
un po' aspra e dolorosa.
Piet e collera si agitavano nel cuore di
Guido al pensiero che tutta la tenerezza del
padre andava alla piccola creatura egoista e
senza cuore che giaceva al piano superiore,
mentre l'altra, quella fanciulla maravigliosa,
non conosceva di lui che l'abbandono e l'oblio.
Siccome il mio telegramma non gli dava
una versione troppo inquietante dell'incidente,
egli ha ritenuto inutile affrontare le
seccature che lo aspettavano qui, spieg il
giovanotto. Mi affida Matty, e sa inoltre
che la signora Smeeton e la cameriera sono
qui per curarla.
Sicch dovrete rimanere qui anche voi?
domand Paolo.
Eh, s! Se l'albergo fosse un po' pi...
non dico comodo, ma solamente pulito e la
cucina un po' meno infame, il sacrificio non
sarebbe troppo grave.
Capisco che vi troviate male. Potrei domandare
al curato se pu alloggiarvi. Ha una
camera in pi, e forse potrebbe anche darvi
il vitto... vitto semplice, si capisce, ma ben
fatto, perch se ne occupa sua sorella che
 assai brava per la cucina.
Mi fareste un gran piacere. Se per merito
vostro potr abbandonare quell'orribile
albergo, non mi lamenter pi di questo soggiorno
forzato nel vostro delizioso paese. Dipinger,
comporr dei versi, far delle passeggiate,
e il tempo passer presto, troppo
presto, forse! soggiunse sorridendo.
Guardava Paola, ma ella, intenta a posare
le sue rose sopra una tavola, non se ne accorse.
Ora torno al mio asilo per vedere se c'
modo di mangiare un boccone; l'aria buona
di Menati mette appetito.
La vostra ferita non vi fa soffrire?
domand Paolo.
Un poco, stamani; penso che occorrerebbe
rinnovare la medicazione. Ma non voglio
affidare questo compito che a. certe abili
manine...
Paola volse la testa verso di lui, senza poter
reprimere un sorriso.
Se proprio ci tenete!... Non vorrei avere
sulla coscienza un peggioramento.
Sapevo bene che ricorrendo alla vostra
carit avrei riportato vittoria! Ecco la mia
testa, signorina: fatene quel che volete.
Tra le pareti bianche di quella saletta ammobiliata
modestamente dove i fiori abbandonati
sulla tavola spandevano una soave
fragranza, Guido provava un godimento da
esteta. Le cure di quella giovane creatura in
cui tutto era armonia e grazia delicata, le
poche parole pronunziate dalla sua dolce
voce, il sottile olezzo che le rose portate poco
prima le avevano lasciato sulla camicetta di
percalle roseo... tutto riusciva gradito a quel
giovane avido di novit.
E quando la fasciatura fu finita, egli dovette
trattenere un gi di rimpianto che
gli era salito alle labbra.
Guarirete presto, disse Paola. A
prima vista la vostra ferita sembrava pi
di quel che non sia veramente.
Tanto meglio! esclam senza convinzione
Guido, mentre diceva in cuor suo: Che
peccato!.
Si alz e gettando uno sguardo alle rose,
domand in tono di sorridente preghiera:
Potrei implorare il dono di uno dei miei
fiori preferiti?
Certamente! Prendetene quante volete,
disse Paola con freddezza.
Ne voglio una sola scelta da voi...
Voi stesso la sceglierete molto meglio
di me, secondo il vostro gusto.
Una piccola fiamma al tempo stesso ironica
e irritata si accese negli occhi di Guido.
Come siete gentile col vostro povero cugino!
Ebbene, poich  cos, ve le lascio
tutte! Non voglio che abbiate il dispiacere
di pensare che una delle vostre rose si trova
nelle mani di quel miscredente di Guido di
Cesbres.
S'inchin a Paola, strinse la mano a Paolo
e usc dalla casa.
Avresti ben potuto dargliela, una rosa,
cara, disse il vecchio, guardando perplesso
il bel viso che si era fatto scuro.  tuo
cugino, dopo tutto.
Lo sguardo di Paola, in cui si mescolavano
la tristezza, l'indulgenza e una specie d'impazienza
a stento contenuta, si sofferm sul
viso rugoso del vecchio.
Non lo considero tale, nonno!  mio parente
per il sangue,  vero, ma moralmente
non abbiamo niente in comune e anche le nostre
abitudini, il nostro genere di vita sono
ben diversi. Come gli ho fatto capire dianzi
in giardino, temo troppo che egli consideri
la nostra parentela come una distrazione, un
pretesto per divertirsi a far la corte a questa
cugina campagnuola alla quale, quando sar
tornato nel suo centro, non rivolger pi
neanche un pensiero. E io di certe cose non
ne voglio sapere. Perci mi farete piacere,
nonno, se d'ora in avanti riceverete da solo il signor di Cesbres.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Il giorno seguente Guido si trasfer alla canonica.
Certo, non trovava l il lusso e le comodit
del suo appartamento di Parigi, ma
la casa era pulita e la cucina della signorina
Giovanna pi che soddisfacente cos per qualit
come per quantit. Inoltre il curato,
uomo anziano ma arzillo e robusto, era intelligente
e colto, e Guido fu gradevolmente
sorpreso di trovare in lui, durante i pasti e
nelle serate in cui il suo ministero non lo
chiamava altrove, un piacevolissimo interlocutore.
Ma anche per il resto della giornata il giovane
aveva trovato modo di non annoiarsi.
Dopo la sua visita mattutina a Matty, andava
a fare una passeggiata, e il pomeriggio
ritornava nei luoghi che pi gli erano piaciuti
per farne uno schizzo o per ispirarsi a
comporre uno di quei delicati poemetti, vere
opere di cesello, tanto pi apprezzati dai critici
in quanto che Guido, dedito quasi esclusivamente
al teatro, ne scriveva pochissimi.
Verso le cinque tornava a casa Neraldi per
prendere il t con Matty. Quasi sempre, scendendo,
incontrava Paolo e scambiava con lui
qualche parola, sia nella saletta da pranzo,
sia passeggiando per i vialetti del giardino e fumando una sigaretta.
Ma Paola non si era pi fatta vedere.
Mia nipote ha molto da fare, aveva
risposto il vecchio a Guido che gli aveva domandato
di lei. Si occupa molto dei poveri,
insegna il catechismo ai bambini ed ha
sempre una quantit di lavori incominciati.
Povero signor Neraldi, vi sentirete molto solo!
Ma non  sempre cos!  a momenti!...
Il visibile imbarazzo del vecchio aveva confermato
i sospetti di Guido: era per evitare
ogni rapporto con lui che Paola si teneva
cos in disparte e moltiplicava le sue occupazioni fuori di casa.
Questo fatto aveva irritato a tutta prima
il suo amor proprio d'uomo ricercato e adulato;
ma poi quell'atteggiamento di Paola
gli era parso molto interessante. Che carattere
fiero e poco comune doveva avere quella
fanciulla! Voleva assolutamente trovare il
modo di studiarla a fondo, tanto pi che
quella piccola vipera di Matty gli domandava
di tanto in tanto con aria canzonatoria:
Progredisce, il vostro studio?
Non l'ho ancora cominciato, rispondeva
egli in tono indifferente. Per il momento
ho abbastanza da fare.
Ma aveva capito che, certo per mezzo della
Smeeton, ella sapeva che non aveva pi rivisto
Paola, e conosceva abbastanza bene sua
cugina per esser certo che ella godeva di questa
sua delusione.
Ma avr la mia rivincita, signorina
Matty, pensava con collera. La signorina
Paola non sar sempre invisibile, e allora sapr
ben ridere io eccitando la vostra gelosia.
E studiava il mezzo di riuscire ad incontrare
Paola. Una mattina, nella speranza di
vederla, and in chiesa, all'ora della Messa,
e pot infatti contemplarla inginocchiata, assorta
in una preghiera cos fervente che tutto
il suo bel viso ne era illuminato.
Ma Guido, sebbene non credesse, rispettava
troppo le convinzioni altrui per osare di disturbarla,
e neppure poteva rivolgerle la parola
all'uscita della Messa, su quella piccola
piazza dove tutte le comari del paese avevano
l'abitudine di riunirsi attorno alla fontana.
Per nulla al mondo, lui, l'uomo scettico e
noncurante, avrebbe voluto mancare di riguardo a Paola.
Era andato diverse volte nel bosco di Silvi,
sperando di rivederla presso la cappella, come
il giorno della disgrazia.
Il piccolo oratorio della Madonna lo aveva
colpito, e un pomeriggio, otto giorni dopo
che era a Menati, provvisto di cavalletto e
pennelli, and l a lavorare.
Il fitto fogliame dei faggi attenuava molto
il grande calore di quel pomeriggio estivo, e
Guido, leggermente inebriato dal profumo
delle rose, schizzava alacremente la pittoresca cappella.
A un tratto un leggiero fruscio gli fece
voltare la testa.
Allo sbocco del sentiero egli scorse Paola
che, essendosi accorta della sua presenza,
stava per allontanarsi.
Voi mi sfuggite... disse il giovane
alzandosi con tanta vivacit che tutto il suo
armamentario da pittore cadde in terra.
Vi sembro dunque tanto terribile? soggiunse
poi avvicinandosi a lei, col cappello in mano.
La ragazza arross leggermente e posando
su Guido uno sguardo ad un tempo contrariato
ed impaziente disse in tono freddo:
Non vi sfuggo, vi lascio semplicemente
il posto.
Ci significa, che questo posto  abitualmente
il vostro. Ebbene, in tal caso me ne
andr io.
La fanciulla ferm con un gesto il movimento
che egli faceva gi verso il cavalletto.
No, vi prego, continuate il vostro lavoro.
Posso andare in cento altri posti.
Niente affatto! Ambisco assolutamente
a che si dica che mi avete cacciato di qui.
Oh, sono ostinato anch'io, quando mi ci
metto, signorina! Tanto quanto una certa
fanciulla italiana di mia conoscenza che si
ostina a trattare il suo disgraziato cugino
francese come un appestato.
Paola arross di nuovo aggrottando le sopracciglia.
Nessuno qui sospetta questo vincolo di
parentela, disse seccamente.
Mi domando perch non vorreste farlo
conoscere. Matty  relegata in camera sua,
e tanto la Smeeton quanto la cameriera non
sanno l'italiano. Ma infine, ammettiamo che
per paura di indiscrezioni non vogliate far
sapere ai vostri compaesani che Guido di Cesbres
 vostro cugino, ci non vi impedisce
di trattarmi con meno severit, meno... diffidenza,
poich questa  veramente la parola,
non vi pare?
Ella abbass un po' la testa, senza protestare
e le sue dita si misero a tormentare
macchinalmente i nastri della sua borsa da
lavoro.
Che cosa potrei fare per dissipare questo
sentimento cos offensivo per me? riprese
a dire Guido la cui voce si era fatta
dolce e vibrante. Penso con dolore che non
crederete mai a nulla di tutto ci che vi dir.
Non esagerate, vi prego, ella disse,
facendo un gesto di protesta. Non nego
la vostra sincerit, ma la mia condizione mi
impone un grande riserbo, dovreste capirlo.
Certo, e non  questo che mi urta, credete.
Ma, ripeto, sento in voi una vera diffidenza...
Lo sguardo luminoso si alz verso il giovane
e parve che volesse scrutare, con una
certa perplessit, quegli occhi sempre un
po' enigmatici che sembrava riflettessero in
quel momento non l'abituale ironia, ma una
grande sincerit.
Mi dispiace, s, mi dispiace davvero,
ella disse in tono esitante. Ma io, vedete,
sono una semplice campagnuola, e non so...
Una campagnuola? Dite una squisita
gran signora!
Paola aggrott le sopracciglia dorate mentre
un improvviso rossore coloriva le sue
guance pallide, e Guido, temendo di averla
offesa, esclam con vivacit:
Scusatemi! Vi prometto di non farvi pi
complimenti, poich sembra che vi dispiacciano.
In compenso ditemi che non sarete pi
cos rigida con me, che non fuggirete sempre
la vostra casa nelle ore in cui devo venire,
che mi permetterete di parlarvi di tanto in
tanto.
Come siete esigente! replic Paola in
tono tra serio e sorridente. Non posso promettervi
nulla; vedremo.
Volete dire che aspettate di conoscermi
meglio? Ma come potrete riuscirvi, se rifiutate
di vedermi?
Non rifiuto di vedervi n di conversare
qualche volta con voi, bench non riesca a
capire che piacere un uomo della vostra intelligenza
e del vostro valore intellettuale
possa trovare nella conversazione di un' ignorante
come me.
Siete veramente tanto ignorante?
Dal vostro punto di vista s. Ho fatto
dei seri studi classici fino a diciassette anni;
ma dopo, tornata al paese, non ho pi avuto
i mezzi e il tempo necessari per continuarli,
bench non me ne mancasse il desiderio. Ho
qualche nozione dei fatti storici e dei capolavori
dell'antichit, del Medio Evo e del Rinascimento,
ma non conosco quasi le opere
dei contemporanei. E vi avverto inoltre che
non sono stata abituata a tutto ascoltare e
a tutto conoscere, come ho sentito dire che
fanno oggi molte giovinette.
Me ne rallegro con voi. Siete una vera
fanciulla, voi, come non ne esistono pi, almeno
nelle famiglie di mia conoscenza. Ma
so che ci sono ancora delle famiglie in cui
vengono mantenute le vecchie tradizioni morali
e religiose che sono, dopo tutto, le pi
sincere garanzie della vitalit e dell'onore di
un popolo. Lo riconosco lealmente, io che
sono un miscredente.
Vi compiango, mormor Paola.
Forse avete ragione, diss'egli con un
amaro sorriso. Che volete, sono cresciuto
come ho voluto, senza guida morale. Fino all'et
di dodici anni mi  stata data una vernice
di istruzione cristiana, fortemente danneggiata
dalla cerchia di frivolit e di indifferenza
religiosa in cui vivevo presso mia
madre, che era molto mondana e che di tanto
in tanto (cinque o sei volte all'anno, forse
si assoggettava a correre la domenica a una
delle ultime Messe. Ella mor poco dopo che
io ebbi fatto la prima Comunione. Mio padre
era libero pensatore e per di pi considerava
il piacere come la sola regola della vita. Non
si occupava mai di me, se non che per darmi
del denaro e per dirmi: Divertiti; alla tua
et bisogna divertirsi. Fortunatamente mi
piace il lavoro. Ed  forse il lavoro, aiutato
da qualche principio d'onore conservato nonostante
tutto, che mi ha impedito di diventare
peggio di quel che sono, di abbassarmi
a quei compromessi a cui ricorrono tanti altri.
Ma sono diventato uno scettico, che dell'umanit
non vede che i difetti e le meschine
bassezze.
 triste, disse pensosamente Paola.
Molto triste, infatti. Ci sono dei momenti
in cui la vita mi sembra odiosa, ve lo
confesso.
Ma perch non cercate il bene? Ce n',
credete, non fosse che una scintilla, in ogni
anima umana.
Oh, questa vostra asserzione mi sembra
un po' arrischiata!
Ma s, vi assicuro! Solamente, la povera
scintilla  talvolta cos nascosta sotto la cenere,
che non  possibile scorgerla.
Ci nonostante esistono dei mostri orribili,
delle anime completamente pervertite.
S, e in questo caso la scintilla  molto
debole; ma credo che ogni uomo, finch ha
un soffio di vita, sia suscettibile di impulsi
generosi e di pentimento.
 molto consolante ci che voi mi dite.
Allora questo povero Guido non  a parer vostro
un essere irrimediabilmente perduto?
soggiunse con un sorriso un po' ironico.
No, certo! ella disse con slancio.
Spero che Dio vi far conoscere un giorno
dove si trova la verit.
Voi lo sapete dove si trova?
Senza dubbio.
Ne siete sicura?
Sicurissima.
Che bella cosa! Deve fare veramente
bene quando si vede attorno a s trionfare
la menzogna, e il vizio e il delitto rimanere
impuniti, credere a qualche cosa di molto
alto, d'infinitamente puro, d'infinitamente
giusto e vero. Cos la vita pu diventare sopportabile.
Ma quando si dubita come dubito
io, vi assicuro ch'essa appare molto ma molto
meschina.
Come vi compiango! ripet Paola, i
cui begli occhi esprimevano tutta, la compassione
che ella provava per quell'uomo che era
in apparenza uno dei fortunati di questo
mondo e che confessava tanto semplicemente
di esser cos misero, cos disgustato di tutto.
Dalla piet nasceva la simpatia... E quella
piet, cosa strana, parve molto dolce all'orgoglioso
Guido di Cesbres, che del resto non
aveva mai avuto fino ad allora l'idea di parlare
a nessuno nel modo in cui aveva test
parlato a quella giovinetta dallo sguardo
puro e profondo.
Se veramente mi compiangete, dovete essere
buona con me, egli disse, tra il serio
e il faceto. Anzi, voglio chiedervi una
grazia: sedetevi l su quella panca e permettete
che vi disegni in mezzo a tutte queste
rose.
Oh, diamine, chiedete troppo!
Vi pare? Voi manchereste nel mio quadretto.
Lo regaler al signor Neraldi che sar
felice di avere un ritratto della sua piccola
Paola.
Via, non voglio farmi pregare! disse
ella con un piccolo gesto d'impazienza.
Ma siete un cugino molto esigente.
Oh, finalmente, mi riconoscete come vostro
cugino! E allora bando alle cerimonie!
Mi chiamerete Guido e io vi chiamer Paola.
Via, non esagerate! Non  possibile...
Perch? In pubblico ci tratteremo cerimoniosamente,
poich non ambite a far sapere
che date ospitalit a vostra sorella; ma
in presenza di vostro nonno o quando saremo
soli, saremo Guido e Paola. Ci tengo assolutamente.
Ma ci conosciamo appena.
Non ho mai detto a nessuno ci che ho
detto a voi, Paola; non ho mai fatto a nessuno
questa confessione implicita della sofferenza
che tormenta talvolta la mia anima di
uomo stanco e scettico. Dovete avermi ispirato
una confidenza spontanea, quale non
avevo ancora mai provata. Ma vedo che la
reciprocit non esiste.
Una leggiera intonazione di amara tristezza
era nella sua voce. Il cuore di Paola sussult.
In uno slancio di pentimento ella gli tese
la mano.
Perdonatemi! Sono forse troppo diffidente,
infatti. Ma sono molto giovane, non
ho esperienza,...
Avete ragione, egli disse con vivacit.
Io chiedo troppo, poich voi non potete
evidentemente ancora sapere se sono sincero.
Imploro dunque soltanto che mi permettiate
di farmi conoscere un poco. Vi pare
troppo?
No, ci  ragionevole, ella disse sorridendo.
E guardate, poich voi destinate
il vostro quadro al nonno, accetto volentieri
di posare.
And a sedersi sulla vecchia panca, e
Guido, riprendendo i pennelli, si rimise al
lavoro non pi in silenzio questa volta, ma
chiacchierando con brio e facendo chiacchierare
Paola. A sua richiesta ella gli diede dei
ragguagli storici sulla vecchia cappella, gli
raccont le poetiche leggende dell'antico santuario,
gli parl dei costumi e delle tradizioni
del paese.
Egli ascoltava, incantato da quella voce
deliziosa, dalla grazia delicata e pur forte
dei pensieri di lei, dall'intelligenza profonda
e dai sentimenti elevati che gli apprezzamenti
di quella fanciulla lasciavano intravedere.
Mi fate l'effetto di una ignorante molto
passabile, osserv Guido ridendo.
Tanto meglio se non vi annoio troppo,
replic Paola sul medesimo tono. Ecco:
ho in riserva un'altra graziosissima leggenda.
Dovreste metterla in versi, voi che siete
poeta. Sarebbe carino.
Buona idea! Raccontate, vedremo.
Quando la fanciulla ebbe terminato, Guido
domand con un sorriso malizioso:
Mi giudicherete forse molto curioso, ma
permettetemi di domandarvi se non avete
mai tentato di fare dei versi.
Le guance pallide di Paola si soffusero di
rosa.
S, qualche volta, confess. Ma
nessuno mi ha mai insegnato e credo che valgano
pochino, nonostante i giudizi troppo parziali
del mio caro nonno.
Me li farete leggere e vi dir francamente
il mio parere. Non potreste farmene
conoscere qualcuno subito?
Ben volentieri. Vi reciter quelli che ho
cercato di fare proprio su questa leggenda.
E con la pi incantevole semplicit Paola,
nell'armoniosa lingua italiana, recit qualche
strofa la cui forma, ancora imperfetta, non
noceva pertanto che pochissimo (anche per
un maestro come Guido di Cesbres) alla profondit
dell'ispirazione e al delicatissimo
senso poetico.
Quando ella ebbe finito, Guido si alz e si
avvicin a lei.
Vedete come avevo ben indovinato?
disse allegramente. Udendovi raccontare
in modo cos poetico queste leggende, e da
una certa forma delle frasi, me lo ero immaginato.
Non vi dir tutto il bene che penso
di questa poesia, perch mi rimproverereste
di farvi dei complimenti, e ho promesso...
ma come cugino e senza complimenti voglio
indicarvene i difetti.
Oh, mi farete un gran piacere! Ma voi
conoscete la lingua italiana cos bene come
la francese?
Quasi. Mia madre conosceva alla perfezione
l'italiano e mi parlava sempre in
questa lingua.
Quando Guido ebbe finito la critica del poemetto
di Paola, la fanciulla lo ringrazi e
lo preg a sua volta di recitargli qualche
cosa di suo. Cedette senza farsi pregare, lui
che aveva sempre rifiutato, anche alle pi
alte personalit, di leggere o di recitare le
proprie opere. Eppure ascoltarlo era un incanto,
perch la sua voce duttile sottolineava
con rara delicatezza tutte le sfumature dei
piccoli poemi che aveva scelti con l'idea, che
dovessero maggiormente incontrare il gusto
di Paola.
Sono squisiti! ella disse con gli occhi
brillanti per l'entusiasmo. Siete un
grande poeta, e non mi stancherei mai di
ascoltarvi.
Ve ne reciter degli altri quando vorrete,
Paola.
Accetto e vi ringrazio tanto tanto. Anche
il nonno vi ascolter molto volentieri.
Ed ora me ne vado perch sono quasi le cinque.
Mi avete fatto parlare, e il mio ricamo
non andato avanti.
Guido diede un'occhiata alla striscia di seta
su cui ella aveva cominciato a ricamare dei
leggieri fiorellini.
Non  indiscreto domandarvi a che cosa
destinate questo grazioso lavoro?
A essere venduto in un grande negozio
di ricami di Firenze. Il guadagno ricavato
dai miei ricami arrotonda un po' le magre
rendite del nonno.
Ma vostro padre  ricco, Paola, ed 
intollerabile pensare...
Ella lo interruppe aggrottando le sopracciglia:
Denaro da mio padre io non ne voglio.
Preferisco mille volte guadagnarmi la vita,
e ci non mi  di alcun peso, ve lo assicuro.
Eppure sarebbe pi che giusto...
Vi prego, non una parola di pi su
questo argomento, ella disse in tono di
fiera decisione.
Ripose il lavoro nella borsa e si alz.
Arrivederci, cugino, soggiunse, tendendogli
la mano.
Non volete chiamarmi Guido, Paola?
Come volete. Arrivederci, Guido!
Cos va bene. Il mio nome mi piace di
pi, pronunziato dalle vostre labbra.
Ancora! fece Paola con uno sguardo
di rimprovero.
Ahi,  vero, la mia osservazione aveva
una certa aria di complimento! Perdonatemi;
mi corregger, ve lo prometto. A presto,
vero?
Ella fece un cenno d'assentimento e s'allontan.
Guido la segu con gli occhi finch
non fu scomparsa, poi ripose pennelli e colori.
Maravigliosa creatura! mormor a un
tratto. Ella non deve saper transigere col
dovere, perch ha un'anima retta ed energica.
Inoltre,  sommamente buona e compassionevole:
ha avuto piet di me, e in lei ci
mi  parso naturale e dolcissimo. In fede
mia, mi sono lasciato prendere semplicemente
dal piacere di vederla e di ascoltarla
e non ho neppure pensato per un minuto che
mi ero proposto di studiarla! E ora, dopo
l'angelo, il demonio!
Il demonio era Matty che aspettava il cugino
per il t, spazientandosi per il suo ritardo.
Quando lo vide comparire, tent di
fargli dei rimproveri, ma egli la interruppe
in tono secco.
Sapete, Matty, che non posso soffrire
le scenate. Vi prego di tenervelo per detto e
di astenervi d'ora innanzi da un'accoglienza
di questo genere.
Matty strinse le labbra senza osar di ribattere,
perch Guido aveva in quel momento
una certa aria che ispirava rispetto perfino
a quella capricciosetta. E con fare annoiato
si mise a versare il t al cugino, che si era
seduto a una piccola tavola accanto al letto.
Guido rimase silenzioso, distratto, guardando
vagamente il piccolo altare di Paola
dove il lumino ora era spento, perch la giovane
italiana, dal giorno in cui la Smeeton,
un po' imbarazzata, le aveva detto che la
signorina Matty non voleva che ella si disturbasse
a curarla, non era pi entrata
nella stanza.
Sembrate molto assorto, Guido! disse
a un tratto Matty con la sua voce tagliente.
State forse pensando a un nuovo dramma
destinato ad inalzare la vostra celebrit alle
vette pi eccelse?
Forse, rispose egli freddamente.
Chi sar l'eroina? La bella Paola, ne
sono certa..
 molto probabile. Ho test parlato a
lungo con lei e ho potuto assicurarmi che la
sua intelligenza e il suo cuore non sono da
meno della sua maravigliosa bellezza.
Matty impallid. Le sue labbra tremarono
lievemente.
Siete gi innamorato? domand con
un sorriso forzato.
Lo sguardo di Guido si pos freddo ed ironico
sulla cugina.
Mi avete mai visto innamorato di qualcuno
o di qualche cosa? Ammiro come artista
e come poeta, ecco tutto.
Senza dimenticare qualche complimento,
non  vero? Li sapete fare cos bene quando
volete!
Vi dir, Matty, che di solito non rivolgo
complimenti che alle orgogliose o alle
sciocche. E poich ho capito benissimo che
la signorina Paola non appartiene n all'una
n all'altra di queste categorie, e che, per
giunta, non ama i complimenti, mi asterr
dal rivolgergliene.
Matty ebbe una specie di piccolo riso sarcastico.
Avete torto; sono certa che sarebbe felicissima
di riceverne dall'elegante e celebre
parigino. Sembrate molto furbo, Guido, ma
lei deve essere pi furba di voi; tutte quelle
arie di seriet non nascondono forse che una
civetteria molto sapiente.
Ebbene, vedremo, egli disse con calma,
allungando una mano per prendere la sua
tazza di t. Se scopro della civetteria in
lei, vi prometto di dirvelo, Matty. Ma sono
fin da ora sicuro che voi sbagliate.
Che fiducia! diss'ella fremente.
Un lieve sorriso ironico sfior le labbra di Guido.
Se Matty avesse saputo quale prova di questa
fiducia egli aveva dato poco prima, spontaneamente,
a quella fanciulla sconosciuta
otto giorni addietro!... Perch la cugina, che
egli conosceva fin dall'infanzia, non aveva
mai indovinato, e nessun altro al mondo,
come Guido soffrisse di quello scetticismo, di
quel disprezzo dell'umanit e di quella miscredenza
religiosa di cui pareva invece vantarsi davanti a tutti.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Se Guido di Cesbres si illudeva di aver
gi capito l'indole di quella giovane parente
cos inaspettatamente scoperta.. Paola invece
non era andata tanto innanzi quanto al carattere
di lui. Le pareva molto difficile a penetrare
e a definire, e bench fosse una ragazza
piena di senno, riconosceva di essere
troppo giovane e troppo inesperta per poter
giudicare in cos breve tempo quello sconosciuto
dalle maniere tanto compite, il cui
sguardo enigmatico e talvolta pieno di ironia
la rendeva perplessa e inquieta.
Aveva fatto bene a permettergli di valersi
di quel vincolo di parentela e a trattarlo lei
stessa come cugino? Riflettendoci, le pareva
di aver agito con troppa precipitazione. Si
era commossa quando Guido le aveva confessato
di essere disilluso e scettico, perch in
quel momento le era apparso sincero. Ma le
dichiarazioni d'amore di Francesco di Combayre
ad Angiolina dovevano aver avuto lo
stesso accento di sincerit.
Nel suo caso per non si trattava d'amore,
bens di un'amicizia tra cugini; ma, in amicizia
come in amore, gli uomini sanno mentire,
e conviene diffidare delle loro parole lusinghiere.
Il giorno seguente, Paola confid la sua
perplessit al curato, che a suo tempo aveva
benedetto il matrimonio di Angiolina. Egli
l'ascolt attentamente, battendo dei colpetti
secchi sulla tabacchiera posata vicino a lui
sulla tavola.
Ah,  vostro cugino! mormor infine.
Un uomo molto intelligente, molto compito,
che conosce l'arte di ammaliare le persone.
Quanto a sapere ci che egli vale, 
molto difficile. Deve sgusciare di mano come
un'anguilla.  buono?  cattivo? Mi sembra
buono e cattivo, secondo i momenti. Circa
la sua indifferenza religiosa, quella  completa;
ma da quanto mi dite, ne sono responsabili
i genitori. Dio forse lo illuminer, povero
giovane!
E credete che io abbia fatto male ad
agire come ho agito, signor curato?
Poich  vostro parente, non avreste
potuto continuare a sfuggirlo, bambina mia.
Soltanto, siate molto circospetta, prima di
tutto a cagione del vostro stato di fanciulla
senza madre, e poi perch non conosciamo
ancora la vera essenza di quel giovane.
E come scrittore lo conoscete?
Sebbene io non sia molto a giorno della
letteratura francese, non ignoro che il nome
di Guido di Cesbres  quello di un autore
drammatico celebre. E pare che dal lato letterario
egli meriti la sua fama. So che la
sua opera non  del tutto immorale nel senso
che si usa per lo pi dare a questa parola.
Ma secondo l'amico che mi ha dato queste
informazioni egli  un grande satirico che
deride tutte le debolezze e le infermit morali
in modo tale, che leggere o ascoltare
uno dei suoi lavori produce nell'animo una
profonda scontentezza, un amaro disprezzo
dell'umanit, una disillusione circa tutto e
tutti.
Ma allora il suo lavoro non  di alcuna
utilit?
No, certamente!... Esso esercita anzi
un'azione deleteria sull'anima. Ed  per questo
che vi ripeto di essere cauta, e di stare
in guardia quanto alle opinioni del signor di
Cesbres. Egli pu essere un uomo onestissimo,
ma al tempo stesso una mente sviata
da false idee e da un penoso scetticismo. Non
vorrei che la vostra giovane anima avesse a
soffrirne.
Paola torn a casa quasi altrettanto perplessa
di quando era uscita, e tutt'altro che
rassicurata da ci che il curato le aveva detto
del signor di Cesbres. Egli le appariva sempre
pi enigmatico e, per una cristiana come
lei, il pensiero che quell'uomo tanto intelligente
adoperasse cos male il suo ingegno,
era molto penoso.
Lo vide il giorno seguente. Dopo la sua visita
a Matty, era entrato nella saletta dove
il signor Neraldi leggeva, mentre Paola apparecchiava.
Egli fu gentile ma senza esagerazione, e
in sua presenza Paola sent svanire quasi interamente
i propri dubbi sulla sincerit di
lui. La sua voce calda aveva l'accento della
franchezza; il suo sguardo, nonostante il bagliore
ironico che troppo spesso lo attraversava,
sembrava rivelare la pi perfetta lealt
quando, dolcissimo e carezzevole, si posava
su Paola.
Ma appena se ne fu andato la diffidenza
la riprese... la riprese anzi tanto pi forte
in quanto che si accorgeva di aver ceduto al
fascino insinuante che emanava da lui e di
essere stata quasi sul punto di credere alla
sua sincerit.
Senza parere, da quel giorno Paola si diede
ad osservarlo con attenzione. Ma pi lo studiava,
pi si convinceva come fosse difficile conoscerne
l'animo; infatti dopo qualche giorno
ella ne sapeva quanto prima: Guido rimaneva
impenetrabile dietro l'ironia carezzevole dello
sguardo.
Un pomeriggio, mentre lavorava in giardino
sotto un pergolato di rose e di clematidi,
Paola vide comparire Guido di Cesbres
con un pacchetto in mano.
Non c' il signor Neraldi? domand,
dopo avere stretto la mano che Paola gli porgeva.
Gli ho portato alcune delle mie opere
tradotte in italiano, poich l'altro giorno mi
aveva espresso il desiderio di conoscerle.
Il nonno  uscito, ma torna subito. Come
siete gentile, Guido, di aver avuto questo
pensiero. Gli procurerete un vero piacere.
Sar davvero un piacere? Molte idee
espresse in queste pagine non rispondono veramente
all'intimo mio, e temo che egli ne
sar urtato.
E allora, perch scrivete ci che non
sentite? mormor la fanciulla alzando su
di lui due grandi occhi seri e tristi.
Un sorriso di amaro disprezzo sfior le labbra.
di Guido.
Perch? O come volete che faccia altrimenti?
Io navigo senza bussola, e la mia
vita  alla merc della mia fantasia. Ma la
fantasia  una guida che pu condurre l'uomo
molto lontano... anche fino al delitto. Con
ci non voglio dire di essere gi arrivato a
questo punto; tuttavia non ignoro che le mie
opere non possono fare alcun bene, e che anzi
possono fare molto male.
Voi lo sapete, e continuate... Ci  spaventoso!
Il lavoro era sfuggito dalle mani di Paola
e la fanciulla guardava Guido con gli occhi
sbarrati per l'indignazione e lo spavento.
Una risatina sarcastica contrasse le labbra
del signor di Cesbres.
Che cosa volete che importino a me
le anime degli altri, ammesso che io creda
all'esistenza di un'anima, come mi accade
qualche volta... per esempio, quando sono
vicino a voi. Mi piace scrivere di quelle satire
violente, di quelle scene in cui tutti i
protagonisti si gettano in faccia il loro disprezzo
e il loro disgusto, e non mi preoccupo
dell'effetto che esse possono produrre
sui miei contemporanei; non ci penso neppure,
ve lo assicuro.
Ma  spaventoso! ripet Paola con
voce soffocata, e i begli occhi neri sfuggirono
con orrore lo sguardo di lui, sardonico
e cattivo.
Con movimento vivace, Guido si sedette
vicino a lei sulla panca e le prese la mano.
Avete cercato di conoscermi meglio in
tutti questi giorni, Paola, le mormor all'orecchio
con voce leggermente ironica ma
dolcissima. Non tentate un'impresa impossibile.
Se io stesso non vi dir che cosa
sono in realt, voi non lo saprete mai. Del
resto, non lo so bene neppure io. Ma voglio
mostrarvi ci che conosco della mia miseria
orgogliosa; voglio essere di una sincerit assoluta
con voi, perch so che siete leale, fine
e bonissima.
Paola aveva cercato di ritrarre la sua
mano, ma egli la teneva stretta. A queste
ultime parole ella alz gli occhi a guardare
la fisonomia seria di Guido, che in quel momento
esprimeva una vera commozione.
S, lo voglio, ben sapendo tuttavia che
con la mia sincerit provocher in voi un
sentimento di orrore. Sono cattivo, lo so; il
mio cuore non  caritatevole, non sente piet
per le miserie altrui, soprattutto per le miserie
morali; sono spietato e ne soffro. Il mio
egoismo non mi rende felice, tutt'altro!
Ma che cosa volete che faccia un pover
uomo che non ha incontrato sulla sua strada
che adulazione e servilismo, che si , appositamente,
rifugiato nello studio dei vizi e
delle miserie dell'umanit, senza voler guardare
pi lontano, senza, parer di accorgersi
che nel mondo esiste anche il bene, troppo
spesso eclissato dal male trionfante? E che
cosa potr egli fare, fino al giorno in cui
avr potuto vedere da vicino e conoscere
un'anima veramente bella, che gli dimostri
in maniera perentoria come la virt, la nobilt
d'animo, la bont intelligente non siano
parole vuote di senso?
Paola, senza accorgervene, voi avete scosso
il mio scetticismo. Grazie a voi, Guido di
Cesbres  oggi forse un po' meno cattivo.
Ma che cosa andava egli dicendo? Paola
lo capiva sempre meno.
Veramente non vi capisco! mormor,
svelando cos involontariamente il suo pensiero.
La mia natura  infatti molto complessa,
e, come vi dicevo, io stesso non mi
conosco se non che in modo imperfetto. Per.
molto tempo mi sono creduto incapace di un
qualsiasi atto di bont. Ma da che vi conosco
mi pare che avendone l'occasione potrei
compierne uno anch'io... ma piccolo, molto
piccolo! Eroico non sar mai.
Di nuovo le sue labbra si atteggiarono al
sorriso, ma sotto l'ironia s'indovinava una
leggiera commozione.
E questi due sentimenti si mescolavano
anche nella sua voce, mentre continuava a
parlare tenendo sotto il suo sguardo il viso
perplesso di Paola.
Vorrei che mi insegnaste a divenire migliore,
per non essere pi per voi un oggetto
di orrore. I vostri occhi sono cos espressivi
che ho potuto leggervi tutto il vostro pensiero.
Ah, s,  spaventoso nuocere all'anima
altrui!
Sto scrivendo un dramma; lo strapper
e ne far un altro che possa essere approvato
da voi, Paola.
Ella lo guard con un'aria che significava:
Dite la verit o vi prendete giuoco di me?.
Egli si mise a ridere un po' amaramente.
Via, non c' modo di convincervi, lo
vedo. Non c' rimedio: per voi sono un reprobo.
Oh, no! No, Guido, non lo dite! Vi
credo, ora. Credo alla vostra sofferenza, al
male che vi fa il vostro scetticismo, al desiderio
che avete di riporre la vostra fiducia
nella cuginetta campagnuola, perch avete
capito ch'ella sa essere riservata e che la sua
compassione scaturisce da un'anima consapevole
della propria debolezza.
Ella parlava con slancio, e tutto l'ardore
del suo cuore caritatevole brillava nei suoi
begli occhi.
Dite,  cos, Guido?
 cos, Paola. Non mi sono mai confidato
con nessuno, ma ho subito sentito che
voi sapreste capirmi.
Capirvi? Credo che sar molto difficile!
Vi aiuter, egli disse sorridendo.
Da parte vostra, mi insegnerete a studiare
il bene e a dargli un posto nei miei lavori.
Paolo Neraldi arrivava in quel momento
e dietro a lui apparve la Smeeton. Aveva visto
entrare il signor di Cesbres e ne aveva
avvertito Matty, la quale faceva pregare suo
cugino di salire da lei.
Andr tra un momento; ora, come vedete,
sono occupato, rispose Guido.
Paola protest:
Ma veramente, se la vostra presenza pu
distrarla, non vorrei che a cagione mia...
Scusate,  invece proprio per cagion vostra,
ribatt Guido col suo sorriso pi
amabile.
Quando la Smeeton, risalita in camera di
Matty, ripet queste parole, la fanciulla s'accese
nello sguardo.
Ah! Cos ha risposto? fece ella a
denti stretti. E dite che era seduto vicino
a lei e che avevano l'aria di chiacchierare
amichevolmente quando li avete scorti
da lontano?
S, cos mi  parso, miss Matty. E mi
 sembrato che il signor di Cesbres non
avesse l'aria ironica che ha abitualmente con
le altre ragazze.
Matty si lasci sfuggire una risatina sarcastica,
che son falsa.
E pretendeva che la signorina non volesse
saperne di essere corteggiata! Poich 
impossibile credere che egli sia un ingenuo,
suppongo che abbia voluto beffarsi di me,
come sa fare tanto bene. Del resto, le sue proteste
non mi avevano ingannata. Un uomo
del suo valore e della sua eleganza non poteva
mancare di produrre un grande effetto
su quella contadina.
Una contadina che ha l'aria di una gran
signora! Ed  cos bella! disse l'inglese
in tono di ammirazione.
Povera signora Smeeton! Non aveva ancora
finito di pronunziare queste parole, che
avrebbe dato tutto ci che possedeva per non
averle dette, incontrando uno sguardo cupo
di collera che la fece fremere.
 ben vero, peraltro, che  una contadina...
balbett, cercando di rimediare.
Il signor di Cesbres non pu trovarla intelligente.
Non intelligente? proruppe Matty con
una rauca risata.. Non avete dunque osservato
i suoi occhi per parlare cos? Via,
andatevene, mi date ai nervi con la vostra
stupidaggine.
L'inglese si ecliss senza protestare. Era
una fortuna per lei che Matty fosse inchiodata
in un letto e avesse perci bisogno delle
sue cure, altrimenti la capricciosa fanciulla
l'avrebbe probabilmente licenziata per l'elogio
inopportuno di colei che esasperava la
sua gelosia.
 cos bella, cos bella!
Matty ripet tra s e s queste parole con
cupo rammarico, mentre ripensava alla elegante
figura, al viso incantevole, ai magnifici
occhi di Paola, cos gravi, cos profondi,
cos luminosi, come ella non ne aveva ancora
mai veduti.
Nonostante la completa indipendenza di
cuore di cui menava tanto vanto, avrebbe
Guido potuto resistere a tanto fascino?
Io la odio! mormor Matty torcendosi
le mani. Ma perch mai ebbi l'idea, per
vendicarmi dei continui sarcasmi di Guido,
di spingere l'automobile a quella velocit pazzesca?
La disgrazia non sarebbe accaduta, egli non avrebbe conosciuto questa Paola...
e se prima io gli ero assolutamente indifferente, avevo almeno la soddisfazione di sapere che non amava nessun'altra. Ma ora chi sa? Guido  un mistero; nessuno sa mai quel che veramente pensa. Di certo, per, dato che non gl'importa nulla dell'opinione del mondo, non si periterebbe, se gliene venisse il capriccio, a fare di questa contadina sua moglie. Viscontessa di Cesbres, lei!... Sua moglie! La moglie di Guido!
Si lasci ricadere sul cuscino mormorando: Ma questo non avverr! No, sapr impedirglielo, caso mai gliene venisse l'idea.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Matty serbava un tenace rancore a suo padre
per quella distorsione cos inopportuna
che, impedendogli di accorrere al letto della
figlia, aveva procurato a Guido il pretesto di
trattenersi a Menati.
Perci rifiutava con ostinazione di rispondere
alle lettere affettuose e inquiete ch'egli
le scriveva quasi giornalmente. Il signor di
Cesbres, che si era preso quest'impegno, lo
assolveva con brevi e fredde parole. Cosa
strana! Lui che considerava con l'ironia e
la sdegnosa noncuranza dell'uomo superficiale
tutti i compromessi, le miserie e le vigliaccherie
umane, si sentiva indignatissimo
per la condotta di Francesco di Combayre che
brutalmente aveva abbandonato la moglie e
la figliuola. Non poteva perdonare suo cugino
soprattutto per la tristezza che il pensiero del
padre colpevole e vile gettava nell'animo di
Paola, come ella stessa gli aveva detto un
giorno, e forse ancor pi per la diffidenza
che si era radicata nel cuore della fanciulla
dal momento in cui il nonno le aveva svelato
la cagione della morte della madre.
Un pomeriggio, mentre Paolo riaccompagnava
il suo ospite per un tratto di strada,
si erano imbattuti in un giovanotto alto e
bruno, di aspetto simpatico, che li aveva salutati.
Che fisonomia simpatica ha quel giovanotto! osserv Guido.
 anche un bravissimo ragazzo, ve lo
assicuro! Si chiama Giovanni Averri, ed 
un giovane professore che far carriera. Ha
chiesto la mano di Paola, e se ella volesse,
sono sicuro che sarebbe felice con lui. Ma
no, non vuole... sapete, pensa sempre al destino
della sua povera mamma e diffida di
tutti. Mi disse un giorno che le sarebbe impossibile
credere a una dichiarazione d'amore.
che il timore d'essere delusa annienterebbe
in lei la fiducia e le avvelenerebbe la vita.
In tal caso,  meglio ch'ella non pensi al matrimonio, non vi pare?
In questo caso s. Ella sarebbe troppo
infelice. Ma  peccato che a vent'anni abbia
gi perso tutte le illusioni della giovent!
In fondo, questo rimpianto di Guido non
era forse del tutto sincero. Egli trovava
molto originale e interessante quella giovane
scettica, la quale, almeno su questo punto,
era un po' simile a lui che gi da gran tempo
si vantava di non credere affatto alla costanza
degli affetti umani.
Era forse questo sentimento comune che li
avvicinava a poco a poco e dava ai loro rapporti
una semplicit che si faceva ogni giorno
pi grande, vincendo in Paola la diffidenza
dei primi tempi, e obbligando Guido a rinunziare
a quella gentilezza troppo complimentosa
che aveva spaventato la seria giovinetta?
Facevano ora lunghe conversazioni, alle
quali prendeva di solito parte anche il signor
Neraldi e nelle quali toccavano un po' tutti
gli argomenti.
Guido di Cesbres era stupito dalla vivezza
dell'intelligenza di Paola, dalla acutezza dei
suoi giudizi e dal suo profondo buon senso.
Si accorgeva altres che la sua giovane parente
prendeva molto piacere a chiacchierare
con lui, e quell'apprezzamento di una cugina
campagnuola gli dava pi soddisfazione di
quello di talune illustri personalit mondane
che l'avevano proclamato un parlatore insuperabile.
Discorrendo con Guido, Paola non nascondeva
le sue opinioni religiose, la sua piet
salda e illuminata, e mai ella scorgeva una
espressione di scherno o d'impazienza nello
sguardo del cugino, il quale anzi un giorno
le disse:
Felice voi, Paola, che credete all'esistenza
di un bene infinito, di una bellezza
eterna, al disopra di tutte le bassezze e le
miserie di questa terra!
Anche voi, Guido, potreste provare questa
felicit, rispose Paola fissando su lui
uno sguardo grave e pieno di compassione.
Per un istante l'abituale ironia riprese il
sopravvento, mentre Guido ribatteva:
Guarda un po'!... Guido di Cesbres diventato
un santino!... Sarebbe amenissimo,
e Parigi ne riderebbe parecchio!
Ma davanti alla dolorosa sorpresa e al
rimprovero che riempivano i grandi occhi
neri, la sua fisonomia espresse subito il pentimento.
Vi chiedo scusa, Paola. Sono uno stupido.
Credetemi: se mai la vostra fede mi
attirasse a s, l'opinione del mondo non mi
impedirebbe davvero di confessarla. Ho mille
difetti, ma  notorio che non m'importa
nulla di ci che pu dire di me la gente, cos
in bene come in male.
Ora Paola credeva alla sua sincerit. Quella
natura diveniva per lei meno impenetrabile;
essa capiva che Guido in fondo non era cattivo
e che anzi sarebbe potuto esser buono
se la sua educazione morale fosse stata diversa.
Sentiva che egli aveva un'anima pi
nobile forse di quella della gente della sua
sfera, che lo rendeva suscettibile di soffrire
della esistenza vuota, frivola, indifferente,
quale era la sua fuori delle ore di lavoro.
La simpatia era nata in lei e andava affermandosi
di giorno in giorno, via via che
Guido diveniva pi semplice e pi fiducioso
e che ella si convinceva come il suo interessamento
per lei non dipendesse, come aveva
temuto in un primo tempo, dal desiderio di
procurarsi una distrazione facendo la corte
alla giovane parente cos inaspettatamente scoperta.
Ma i loro amichevoli rapporti stavano per
cessare. Il chirurgo aveva dichiarato che tra
qualche giorno Matty sarebbe stata trasportabile
e sarebbe potuta tornare a Parigi dove
suo padre, appena rimesso dalla sua distorsione
come scriveva, l'aspettava con impazienza.
Che felicit! esclam la fanciulla
dando la notizia a Guido. Mi sentivo morire
qui. Impossibile veder anima viva all'infuori
di voi e della Smeeton.
Di chi la colpa? Se voi aveste voluto,
la signorina Paola, cos buona, vi avrebbe tenuto
una piacevolissima compagnia.
Ma chetatevi una buona volta, con la
vostra Paola! lo interruppe Matty, le cui
guance avvamparono per la collera. Buon
per voi se le avete trovato tante qualit! A me
ha dato sui nervi fin dal primo momento.
Lo capisco, diss'egli in tono di tranquilla ironia.
Perch lo capite?
Perch una donna cos bella non pu
che suscitare gelosia nelle altre donne.
Le labbra di Matty ebbero una contrazione.
Credete dunque che io sia gelosa di lei?
domand in tono provocante.
Non solo lo credo, ma ne sono sicuro,
carissima cugina.
Ella alz con un gesto brusco le spalle,
lanciandogli uno sguardo di sfida.
E io dico che vi sbagliate. Gelosa, io,
di quella contadina? disse scoppiando in
una risata sardonica.
Guido aggrott le sopracciglia e i suoi occhi lampeggiarono.
Contadina, s, da parte di madre, perch
il padre del signor Neraldi era un semplice
piccolo agricoltore. Ma dal lato paterno
ella discende da una vecchia famiglia nobile,
e non credo di sbagliare affermando ch'ella ha
tanti quarti di nobilt quanti ne avete voi.
Matty, che non ignorava come il suo nonno
materno fosse figlio di un umile contadino
dello Staffordshire, divenne scarlatta.
Come siete bene informato! esclam,
cercando di nascondere il suo furore col sarcasmo.
Ah, la signorina vi fa le sue confidenze!
Infatti ella mi onora della sua fiducia.
Ma allora la vostra partenza la piomber
nella disperazione, povero Guido!
Rassicuratevi, Matty, ella non  cos
sciocca come voi credete, disse Guido col
suo solito risolino sarcastico.
Quando Guido l'ebbe lasciata, annunziando
che andava a dar ordine al suo cameriere
di cominciare i preparativi per la partenza,
Matty si mise a riflettere:
Che cosa pensa veramente Guido di quella
ragazza?  per lui un semplice capriccio, un
amoretto di cui domani non si ricorder pi?
Conoscendo bene il suo carattere indipendente,
il suo cuore insensibile, io non dovrei
aver timori, se... se ella non fosse davvero
come mi  sembrata, cio pi che bella. Voglio
essere sincera, bench la odii: riconosco
che la sua fisonomia ha un'espressione che
colpisce e che i suoi occhi sono stupendi. Potr
dunque Guido dimenticarla?
... Se Matty avesse potuto leggere nel pensiero
di Guido, avrebbe capito che, ben lungi
da pensare all'oblio, egli studiava il mezzo di
continuare per lettera i suoi rapporti d'amicizia
con Paola. Perch tra loro non v'era
che amicizia, e ambedue desideravano che non
vi fosse mai altro.
Da principio, s, per un passatempo di psicologo,
Guido aveva avuto l'idea di tentare
la conquista di quel giovane cuore; ma appena
ne aveva conosciuto la nobilt e la delicata
fierezza non ci aveva pi pensato. Quell'anima
ch'egli indovinava cos bella e cos
altamente cristiana aveva imposto rispetto
anche al suo scetticismo. E da allora egli
non aveva pi considerato la fanciulla quale
un oggetto di studio, come era stato per lui
ogni essere femminile incontrato fino ad allora.
Una simpatia sincera che ogni giorno
diventava pi forte lo avvicinava a Paola, e
lui, l'uomo indipendente, pur accorgendosi
del potere che ella esercitava a poco a poco
sul suo modo di pensare, non cercava di sottrarvisi,
e provava anzi una certa dolcezza a
cedere all'attrattiva di quell'anima elevata
e delle sue delicate virt.
Ma quanto ad amarla, no, mai! L'amore
 una catena, ed egli aveva orrore delle catene.
Un'affettuosa amicizia di due cugini
che nutrono una scambievole simpatia, ecco
ci che sarebbe esistito tra loro: null'altro.
E bench gli dispiacesse moltissimo allontanarsi
da lei, non poteva esimersi da pensare
che era meglio cos, poich aveva troppa esperienza
della vita per non prevedere che prima
o poi, nella continuit dei rapporti tra quella
graziosa creatura e lui che aveva appena oltrepassato
la trentina, l'amicizia si sarebbe
cambiata, inevitabilmente in un altro sentimento.
La separazione avrebbe dunque evitato
questo pericolo, ed essi avrebbero potuto
lo stesso continuare per corrispondenza, le
loro conversazioni, come cugini affezionati
che si scambiano le loro idee e si domandano
reciprocamente consiglio.
La vigilia del giorno in cui doveva aver
luogo la partenza di Matty, ed anche la sua,
poich egli pure tornava a Parigi, Guido anticip
la sua visita quotidiana in casa Neraldi
nell'intenzione di vedere pi a lungo
Paola in quelle ultime ore. Lo ricevette il
vecchio Paolo il quale gli disse che la sua
nipote era andata a lavorare presso la cappellina della Madonna.
Posso andare a raggiungerla? domand Guido.
Alla risposta affermativa del vecchio, egli
si avvi verso il bosco di Silvi. Camminava
svelto, affrettando macchinalmente il passo,
e in dieci minuti fu alla cappella.
Paola sedeva sulla vecchia panca, in una
cornice di rose i cui colori, che andavano dal
pallido rosa al rosso acceso, facevano risaltare
il suo graziosissimo viso. Sorrise vedendo
il giovane, e facendogli posto gli accenn di
sedersi sulla panca accanto a lei.
Venite a dirmi addio, Guido?
Non ancora definitivamente, cara cugina.
Ma voglio cominciare fin da oggi, perch
domani dovremo forse salutarci come due
estranei, dato che vi ostinate sino alla fine
a nascondere a Matty il vincolo di parentela
che ci unisce.
Un'ombra pass sul viso di Paola.
Dal modo di fare della signorina di Combayre
verso colei che ella crede un'estranea,
posso immaginare i sentimenti che proverebbe
se sapesse chi sono.
Credo che pi arcigna di quanto  non
potrebbe essere. Infine, se preferite mantenere
l'incognito... Sicch, sono condannato a
non vedervi pi per mesi e mesi, Paola?
Egli le aveva preso la mano; il suo sguardo
sorridente e serio ad un tempo si pos sulla
fanciulla, affettuoso come una carezza.
Ma pu darsi che per rivedervi io faccia
durante l'inverno una piccola scappata da queste parti.
Se non avrete dimenticato di qui ad allora
la vostra nuova cugina,!
Che poca fiducia avete ancora in me!
Ma credete che sia tanto facile dimenticarvi?
domand Guido maravigliandosi
egli stesso del calore con cui aveva pronunziato
la sua domanda.
Le guance di Paola si colorirono leggermente
e le sue lunghe ciglia si abbassarono
sugli occhi come per velarne, agli sguardi di
Guido, l'espressione commossa e felice.
Voglio credervi, Guido. S, voglio credere
che penserete qualche volta alla vostra
cugina di Menafi.
Prima di tutto, ogni volta che mi metter
al lavoro. Mi domander: La mia saggia
cuginetta approverebbe questa idea?
E poi, cara Paola, esiste un mezzo per mantenere
vivo il ricordo. Ci scriveremo, vero?
Credete che possiamo scriverci?
Come cugini, certamente! E sono sicuro
che scrivete in modo incantevole.
Sotto l'ombra tranquilla dei vecchi faggi
continuarono la loro chiacchierata, mentre
l'ago di Paola non si fermava un momento.
Godevano il fascino malinconico di quegli
ultimi istanti di intimit, e ognuno di essi
in cuor suo avrebbe voluto che il tempo non passasse.
Ma le ore fuggivano inesorabilmente. Il giovane guardando a un tratto il suo orologio esclam:
Le cinque e un quarto! Di gi... Tanto
peggio per Matty. Mi vedr di pi a Parigi.
Ma no, andate da Matty. Non siate cattivo
con lei.  da compiangere perch non
ha avuto un'educazione morale; e poich voi.
come mi avete detto, avete un certo potere
su lei, dovreste cercare di migliorarla.
Guido scoppi in una risata sardonica.
Io! Ma prima di tutto, Paola, dovrei
cominciare da trasformare me stesso! Quando
mi avrete convertito, mia santa cuginetta,
scoprir forse in me la vocazione per l'apostolato
e avr il coraggio di tentare a mia
volta la conversione di Matty. Ma finora sento
che non vi sono disposto e che non ne posseggo
i mezzi... Non guardatemi con quell'espressione
di rimprovero! Sono ancora cattivo,
molto cattivo, lo confesso umilmente.
Vorrei bene, credetelo, avere anch'io quei
tesori di bont, di zelo, di caritatevole indulgenza
di cui  ricco il vostro cuore e che
siete pronta a distribuire a tutta quanta
l'umanit, salvo per ai poveri uomini che
aspirando alla vostra mano osassero parlarvi d'amore.
Paola arross, aggrottando leggermente le
sopracciglia dorate.
No, a quelli non creder mai, disse
in tono breve.
Segu un silenzio. Guido, a occhi bassi,
sembrava osservare con attenzione il ricamo
steso sulle ginocchia di Paola, salvo che l'oggetto
della sua osservazione non fossero le
manine delicate che, un po' tremanti, posavano
incrociate sulla seta.
Via! Per farvi piacere andr un momento
da quella insopportabile Matty,
disse a un tratto alzandosi. Ma in ricompensa
della mia docilit, vorrei chiedervi una
cosa.
Che cosa? domand Paola alzando
su lui lo sguardo sorridente.
Che mi diate ci che mi rifiutaste un
giorno... vi ricordate?... il giorno in cui vi
chiesi una rosa.
Ella arross di nuovo, poi ribatt:
Avrei voglia di rispondervi come quel
giorno, che potete scegliere da voi.
Spero che non sarete cos crudele col
povero cugino che sta per lasciarvi! Guardate,
ve lo chiedo in ginocchio, questo fiore,
ricordo di voi.
E facendo seguire il gesto alla parola,
mise un ginocchio in terra davanti alla fanciulla.
Guido, siete pazzo! Alzatevi subito. Basta
con queste sciocchezze! Potrebbe venire
qualcuno.
Datemi la rosa, Paola!
Ella si alz prontamente e, voltandosi un
po', tese la mano verso i fiori che rivestivano
il vecchio muro. Colse una rosa purpurea
e la porse a Guido che si era rialzato.
Tenete, cugino tirannico! E guardate
che cosa mi  accaduto per colpa vostra!
Gli faceva vedere un dito su cui la puntura
di una spina aveva chiamato una goccia
di sangue simile a una perla.
Oh, perdonatemi, Paola! Mi dispiace di
essere stato cos esigente.
Non prendete quell'aria desolata, lo
interruppe Paola sorridendo. Non  nulla,
e in fondo sono felice di farvi un piacere
prima di dirvi addio.
Grazie, Paola, per queste parole. Mi
permettete, alla vigilia della mia partenza, di
baciare questa manina che  stata ferita per
colpa mia?
Una tenue tinta rosata color le guance di
Paola, alla cui memoria senza dubbio era
tornata la scena che si era svolta il giorno
dell'arrivo di Guido.
Egli lo comprese perch mormor con tono
di rimprovero:
Mi serbate ancora rancore?
No, Guido, disse Paola porgendogli
la mano, su cui egli pos dolcemente le
labbra.
Grazie, cara Paola, egli disse risollevando
la testa. Ora sento che nessun pensiero
nascosto sussiste pi tra noi e che ho
conquistato la vostra fiducia. Arrivederci.
Penserete qualche volta a me, vero?
S, pregher per voi.
Ne sar felice.
Egli strinse ancora una volta le dita che
la sua mano non aveva abbandonate, avvolse
in un lungo sguardo il bel viso in quel momento
molto commosso, e si allontan, portando
con s la visione di quegli occhi stupendi
in cui l'anima pura, ardente e fiera di
Paola si era rivelata a lui.
Ella lo segu con lo sguardo finch non
fu scomparso. Poi, tornata a sedersi, si chin
a raccogliere il suo lavoro che era scivolato
a terra. Ma rest a lungo inattiva, domandandosi
con sorpresa come mai la partenza di
quel parente, conosciuto da cos poco tempo,
potesse darle un tal sentimento di tristezza
e di rimpianto.
Il giorno seguente, venendo a sapere dal
signor Neraldi che Paola era andata la sera
prima a Firenze per assistere una parente
ammalata, Guido si rallegr di aver gi detto
addio alla cugina.
Egli preferiva, del resto, di non rivederla
in presenza di Matty. Avrebbero dovuto simulare,
far vista di trattarsi da estranei; e
ci nonostante lo sguardo perspicace di Matty
non si sarebbe forse lasciato ingannare.
Inoltre sentiva che l'immagine di Paola
si era gi troppo radicata in lui e che era
meglio non la rivedesse pi, per un certo
tempo almeno. Il giorno prima aveva capito,
lasciandola, che una parola, uno sguardo
avrebbero avuto il potere di trattenerlo presso
di lei per sempre.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Che avete, Cesbres?
Perch? Ho forse l'aria di star male?
No, ma da quando siete ritornato dall'Italia
non vi fate pi vedere, conducete la
vita austera di un cenobita!
SI, sto diventando un uomo serio. Ma
non  vero che non mi faccia pi vedere,
Body. Marted andai dalla contessa di Sablans;
gioved assistei in casa di Max Brunol
alla prima rappresentazione del Sogno d'Oro,
e in questo momento esco dail'esposizione dell'automobile
dove sono stato ad ammirare una
collezione di macchine una pi bella dell'altra,
per poterne parlare con competenza stasera
in casa della principessa Aleskine e dare
il mio parere a Berta Dorbach, la nostra
grande attrice, che ha l'intenzione di acquistarne
una. Veramente, Body, non mi pare
che abbiate motivo di darmi del cenobita.
Eppure c' qualcosa di cambiato in voi!
Tutti lo sentono, lo indovinano, lo ripetono.
E tutti hanno ragione; il mio prossimo
dramma, del resto, confermer le loro supposizioni.
Davvero? Preparate qualcosa di completamente
nuovo?
Novissimo... Vedo dal modo con cui
mi guardate, Body, che avreste una gran voglia
di farmi delle domande. Ma  inutile:
nessuno sapr nulla fino al giorno in cui consegner
il mio lavoro agli interpreti. E ora
vi lascio, caro Body, perch qui tira un vento
piuttosto gelido, non vi pare?
E dopo avere stretto la mano di Leone
Body, romanziere alla moda e critico di un
grande giornale quotidiano, Guido di Cesbres
si avvi verso la sua vettura che stazionava
non lontano dai locali dove aveva luogo in
quei giorni l'esposizione delle automobili.
Andiamo a casa, Martino, ordin all'autista.
L'automobile si diresse verso il viale San
Germano, mentre Guido seguiva con gli occhi
l'incessante andirivieni delle carrozze padronali,
delle vetture di piazza, delle automobili.
 proprio vero per che non sono pi lo
stesso, pensava. Ho subito un cambiamento.
Dal giorno in cui l'ho incontrata, la
vita mi sembra meno incolore, le miserie morali
impietosiscono maggiormente il mio cuore
che seguendo l'esempio del nobile cuore di
lei si rivolta contro il trionfo dell'ipocrisia
e del vizio. In cos poco tempo ella mi
ha cambiato. Quale misterioso potere possiede
dunque quella piccola Paola? E come
mai, nonostante la separazione, il mio pensiero
non pu staccarsi da lei? Devo credere,
come dice il poeta, che in un cuore amante
l'amore ingrandisce con gli anni, come con
l'ingrossare del tronco ingrandiscono le lettere
di un nome amato incise sul fusto di
un giovane albero?
Un cuore amante... fino ad ora il mio
cuore non ha mai amato. Devo credere che
ora esso ami, perch il ricordo di Paola si
 impresso in me e vi rimane, sempre vivo
e profondo? Occorre stare in guardia, perch
non vorrei che l'amicizia che sento per
Paola si trasformasse in un altro sentimento.
Simpatia affettuosa, sia, ma amore no e
poi no!
Apr il giornale e cominci a leggere. Ma
s'interruppe a un tratto pensando che in
quel mese non aveva ricevuto lettere da
Paola.
Speriamo che non sia ammalata!
Fino ad allora ella aveva scritto regolarmente
una volta al mese in risposta alle sue
lettere e, come egli aveva pensato, scriveva
in modo grazioso. Egli ritrovava nelle sue
missive la stessa naturalezza, la stessa delicatezza
d'animo che l'avevano tanto affascinato
nella conversazione.
Di quali argomenti trattavano le loro lettere?
Di tutto un po': di un libro che Paola
aveva letto e sul quale dava il suo parere;
del nuovo lavoro che Guido aveva cominciato
e di cui esponeva lo schema alla cugina italiana;
di riflessioni su fatti e avvenimenti ai
quali Paola sapeva mescolare un pensiero cristiano
o un consiglio pieno di tatto. Un giorno
Guido aveva ricevuto alcune parole di rimprovero
per una sua critica spietata e crudelmente
ironica pubblicata in una rivista di
cui egli mandava spesso a. Paola delle pagine
accuratamente scelte. Subito egli aveva
risposto scusandosi e accusandosi con la sua
santa piccola Paola della propria incorreggibile
cattiveria.
Sar una grande fatica per voi, Paola,
rendermi buono! egli aggiungeva nella sua
lettera di scusa. Nessun'altra riuscirebbe in
simile impresa, ma sono sicuro che per voi
nulla  impossibile.
E veramente pensava cos. Ma sebbene il ricordo
costante di lei gli infondesse nel cuore
una dolcezza mai provata prima, sebbene riconoscesse
che il suo scetticismo e il suo ironico
disprezzo di ogni cosa si erano attenuati
a vantaggio del suo equilibrio morale permettendogli
di godere un certo benessere intimo,
talvolta il suo egoismo si sentiva spaventato
dalla forza di quel potere femminile che la
distanza non aveva affatto attenuato. Allora,
in quei momenti, pensava:
Aspetter qualche giorno prima di risponderle;
diraderemo la nostra corrispondenza.
Ma quando arrivava la lettera di Paola,
egli, a suo dispetto, doveva sospendere ogni
altra occupazione; si sedeva alla scrivania e
riempiva molte pagine con la sua alta scrittura
angolosa. Paola domandava un consiglio
su un libro francese che desiderava leggere;
oppure aveva riflettuto su alcuni passaggi
del dramma di Guido e gli sottometteva
un'idea balenatale alla mente... o gli confidava
le sue preoccupazioni per la vista, del
nonno che andava sempre pi indebolendosi,
e chiedeva a Guido se per caso non avesse
sentito parlare di qualche rimedio efficace,
perch gli oculisti dichiaravano di non poter
far nulla.
Ed egli, che mai in vita sua aveva pensato
di scomodarsi per il suo prossimo, faceva
subito comprare il libro adattato, lo leggeva
con attenzione per accertarsi che nulla
in esso avrebbe urtato colei ch'egli conosceva
gi cos bene, e lo mandava a Paola. Riprendeva
l'abbozzo del suo dramma ed esaminava
accuratamente l'idea della cugina. Oppure
si recava subito a Versailles dal conte della
Vaunelle, un parente lontano che aveva avuto
una malattia agli occhi simile a quella del
signor Neraldi e, facendo appello a tutte le
seduzioni della sua parola e del suo sguardo,
gli strappava il segreto del rimedio che lo
aveva guarito e che quel feroce egoista, misantropo,
nemico di tutta, la societ, pretendeva
di conservare gelosamente.
E si compiaceva di rileggere molte volte,
trovandovi ogni volta un nuovo incanto,
quelle lettere scritte su una semplice carta
bianca, cos differenti dalle profumate missive
che era solito ricevere dalle ammiratrici
del suo bell'ingegno. Missive che del resto
egli percorreva con occhio distratto e che gettava
subito da parte per darle poi al suo
segretario incaricandolo di redigerne la risposta,
quando non provenivano da alte personalit.
Ma Guido conservava gelosamente il segreto
della sua corrispondenza con Paola, e
per evitare i commenti dei domestici impostava
sempre personalmente le sue lettere
per la giovane cugina toscana.
Quel pomeriggio, entrando nel suo appartamento
situato al terzo piano di un magnifico
palazzo, domand subito al domestico
che gli apriva la porta:
 arrivata la posta, Germano?
S, signor visconte.
Entr nel suo studio, una spaziosa stanza
ammobiliata con un lusso artistico, come del
resto tutte le altre stanze dell'appartamento,
dove i magnifici mobili antichi di famiglia
erano disposti con raffinato buon gusto insieme
con gli oggetti artistici, per l'acquisto
dei quali il padre di Guido aveva speso
somme ingenti.
La posta lo attendeva in un bizzarro vassoio
d'avorio posato sulla scrivania. Una piccola
busta listata di nero attir subito la sua
attenzione; egli l'afferr e si lasci sfuggire
un'esclamazione:
 di Paola! A lutto... e di chi? Forse
del nonno.
Con gesto nervoso strapp la busta e spieg
il foglio:
Vi scrivo poche righe, Guido, perch ho
la testa stanca e il cuore infranto! Dio ha
chiamato a s il mio caro nonno. Una congestione
polmonare l'ha portato via in pochi
giorni.  morto rassegnato, nonostante
il suo immenso dolore di lasciar sola la sua
piccola Paola.
Sono ancora tutta stordita dal colpo di
questa separazione e mi sento debole e sgomenta.
Era cos buono, il mio caro nonno!
E non avevo che lui al mondo!
Non vi offendete se dico questo, Guido.
Pochi mesi fa eravate ancora un estraneo per
me. Inoltre, siamo destinati a non rivederci
che di rado. Mi  tuttavia di conforto, nel
mio grande dolore, pensare alla vostra amicizia
che sento sincera. Ed  perch credo
veramente alla vostra amicizia che invece di
scrivervi una semplice partecipazione, vi dico
tutto il mio strazio, ben sapendo che prenderete
parte al mio dolore.
La sorella del curato viene a stare con
me fino al giorno in cui, sistemati gli affari
e affittata la casa amata, mi ritirer in un
convento di Firenze. L far dei ricami, dar
delle lezioni di francese. E Dio mi conceder
la grazia di essere coraggiosa e completamente
rassegnata alla sua adorabile volont.
Perdonatemi se non vi scrivo pi a lungo,
Guido: la mia povera testa non mi serve pi.
Credete, vi prego, al ricordo fedele della vostra
cugina italiana.
Paola.
Alcune lacrime cadute sul foglio avevano
lasciato delle piccole macchie giallastre.
Oh, povera Paola! mormor il giovane,
col cuore stretto.
Avrebbe voluto esserle vicino per consolarla,
per provarle che non era sola perch
aveva l'affetto di suo cugino.
Va a chiudersi in un convento, a lavorare
per guadagnarsi la vita... lei cos delicata
e cos bella,, lei il cui padre  ricco!
Capisco la sua fierezza per cui preferisce lavorare
piuttosto che chiedere qualcosa a lui.
Ah, che donna! Ella rimane energica anche
nel dolore, e fidente nella protezione divina!
Come sarebbe stata diversa la mia vita se
otto anni fa avessi incontrato sul mio cammino
una donna simile!
Rimase un momento soprapensiero, la
fronte corrugata., sgualcendo macchinalmente
tra le mani la lettera di Paola.
No, no, lungi da me pensieri simili!
mormor improvvisamente con impazienza.
Tu vaneggi, povero Guido; devi essere pazzo
davvero per pensare, tu, l'egoista perfetto,
a sposare quella deliziosa Paola; cio a incatenarti,
poich tu sai fin da ora che, con
la sua intelligenza e il suo cuore, ella prenderebbe
su te il sopravvento. Fermati, amico mio!
Si sedette alla scrivania e si mise a rileggere
la lettera della cugina.
Ha pianto, poverina! Come deve sentirsi
sola!.. Eppure, ho un'idea!... Capisco ch'ella
non chiede nulla a suo padre, ma a me chi
pu impedire di parlare di lei a Francesco
di Combayre? Partendo da Menafi le promisi
di non fare alcun passo presso di lui, ma ora
le cose sono cambiate. Mio cugino Francesco
avr forse dei rimorsi, chi sa? Il momento
 propizio, in assenza di quella piccola egoista
che  Matty, la quale non mancherebbe
certo di opporsi con tutte le sue forze ad una
riconciliazione.
Quando Guido prendeva una decisione, doveva
metterla immediatamente in atto. Chiam
il domestico e gli diede l'ordine di far preparare
la sua automobile. Mezz'ora pi tardi
sonava al palazzo del barone di Combayre.
Guido arrivava in un momento favorevolissimo.
Il signor di Combayre aveva da due
anni una malattia incurabile di cui egli non
ignorava tutta la gravit. Sapeva di esser
condannato, e sotto l'assillo di questo pensiero
riandava con la mente i tempi passati,
mentre si ravvivava in lui il ricordo degli
insegnamenti cristiani della sua infanzia e
gli si riaccendeva nel cuore la fede della sua
adolescenza, rinnegata poi come un ostacolo
molesto dal giovanotto frivolo che era stato.
E il rimorso lo torturava.
Molte volte, durante le lunghe notti insonni,
il bel viso di Angiolina, con quei begli
occhi che diventavano tanto mesti quando
si fissavano su lui, era apparso a Francesco
di Combayre. Egli pensava alla bambina sconosciuta,
che era anch'essa figlia sua. E la
vergogna lo afferrava al pensiero della sua
esecrabile condotta.
Allora, al ricordo della morta, il terrore
s'impadroniva di lui. Nonostante tutti i suoi
sforzi per ritrovare il comodo scetticismo d'un
tempo, egli credeva ora a quel giudice divino
di cui aveva negato l'esistenza. Sapeva che
un giorno avrebbe dovuto rispondere di tutta
la sua vita, e in particolare del vile abbandono
di sua moglie e della sua creatura.
Soffriva dunque, tanto pi che il carattere
capriccioso di Matty, l'egoistica, indifferenza
di quella figliuola che egli idolatrava, gli
riempivano l'anima di amarezza.
In quel pomeriggio egli si trovava appunto
in uno dei suoi momenti di grande abbattimento.
Matty, senza preoccuparsi di lasciarlo
solo e ammalato, era partita due giorni prima
con alcune sue amiche per Nuova York, dove
si proponeva di finire l'inverno divertendosi
molto, come aveva dichiarato col suo scettico
sorriso. Ella non era stata mai cos
bisbetica e capricciosa come da che era ritornata
dall'Italia; Francesco di Combayre
non aveva neppure avuto la risorsa di pregare
Guido di ammonirla, perch il giovane
cugino non era apparso pi di tre volte al
palazzo Combayre in quegli ultimi mesi, e
quelle sue visite erano state brevissime ed
improntate d'una freddezza di cui Francesco
temeva di indovinare la cagione. Matty
infatti aveva parlato al padre di colei ch'ella
chiamava Paola Neraldi, e dell'amoretto che
supponeva ci fosse stato tra la giovane italiana
e Guido.
Ella gli avr detto tutto, aveva pensato
Francesco di Combayre e Guido mi biasima.
Anzi mi maraviglio che non me ne abbia fatto
parola.
Ora, quel biasimo muto di un uomo che
era solito considerare con ironica indifferenza
i compromessi della coscienza delle persone
della sua sfera, era molto mortificante per
l'amor proprio di Francesco di Combayre, e
aumentava ancora la segreta vergogna che
provava per la vile azione d'un tempo e per
il colpevole abbandono della figliuola primogenita.
Quando il domestico fece passare Guido di
Cesbres nel salotto da fumo dove il barone
trascorreva le sue giornate durante l'assenza
di Matty, Francesco di Combayre non pot
reprimere un leggiero sussulto di sorpresa e
di noia che non sfugg allo sguardo perspicace
di Guido.
Siete molto gentile, Guido, di venire a
trovare questo padre abbandonato! disse
porgendo la mano al giovanotto. Come
forse sapete, Matty  di nuovo assente.
S, l'ho saputo in casa della principessa
Aleskine.  davvero un bel tipo, cugino mio,
la vostra secondogenita!
Francesco di Combayre impallid, e distogliendo
il suo sguardo dagli occhi un po' ironici
di Guido balbett:
La mia secondogenita?... Perch dite
questo?
Capirete bene, suppongo, che io non
sono stato tanto tempo a Menati, avendo occasione
d'intrattenermi spessissimo con Paola
di Combayre e col suo nonno, senza, esser ben
presto informato di tutto. Fin dal giorno
dopo la disgrazia sapevo chi era quella fanciulla,
e da allora in poi  stato per me non
solo un piacere, ma anche un dovere di trattarla
da cugina.
 vero! Non posso negare, mormor
Francesco di Combayre, passandosi una mano
sulla fronte imperlata di sudore. Fui un
debole... Sapevo che mio zio non mi avrebbe
mai perdonato il mio matrimonio. Eppure
l'avevo amata moltissimo! Ma il cuore dell'uomo
 cos infido!
Il cuore di certi uomini, s, disse
Guido di Cesbres a denti stretti.
E dopo, non ebbi pi il coraggio di
render palese quel matrimonio! continu
Francesco di Combayre. Avevo contratto
una seconda unione, e sapevo che mia moglie
sarebbe stata furiosa di sapere che Matty
aveva una sorella, poich nonostante la sua
grande ricchezza, non ignorate quanto quella
povera Sara fosse interessata! Inoltre mi
preoccupavo molto dell'opinione del mondo,
delle nostre relazioni. Feci tacere qualche
vago scrupolo di coscienza dicendo a me
stesso che la bambina era certamente felice
presso il suo nonno, il quale aveva perfino
rifiutato l'aiuto finanziario che come era mio
dovere gli avevo offerto per la sua educazione.
Non avrete pi nemmeno questa giustificazione
a vostro conforto, interruppe
Guido perch il signor Neraldi  morto e
Paola  sola, senza mezzi, costretta a lavorare
per vivere.
Francesco di Combayre trasal.
Davvero, Guido? Come l'avete saputo?
chiese con ansia.
Ho ricevuto poco fa una lettera di Paola.
Via, cugino, parliamo francamente. Voi avete
laggi una figliuola incantevole, la cui bellezza,
per quanto ammirevole,  nulla in confronto
alle virt che la sorte le ha elargite.
Ella, posso assicurarvelo, non avrebbe abbandonato
suo padre ammalato per appagare un capriccio!
Non faccio rimprovero a Matty. Ella ha
bisogno di distrarsi, mormor Francesco
di Combayre.
Guido alz le spalle.
Non cercate di scusarla, almeno con
me che la conosco bene! Dunque, per tornare
a Paola, mi pare che sia venuto il momento
di riparare i vostri torti. Potete bene
immaginare quali siano i sentimenti che essa
nutre per voi. Come cristiana, vi perdona e
prega per voi, ma poi cerca di dimenticare
che ha ancora un padre. Mi ha raccomandato
caldamente di non parlarvi di lei, perch non
vuole chiedervi nulla n vuole dover nulla
a voi. Sotto la sua veste di dolcezza ella possiede
un'anima fiera ed energica. Finora io
le ho obbedito; ma davanti all'isolamento
in cui ora si trova, mi sono creduto sciolto
dalla mia promessa, e sono venuto a chiedervi
che cosa vi proponete di fare per vostra
figlia.
Che cosa mi propongo di fare? Ma,
Guido,  una cosa delicatissima. Voi stesso
mi avete detto che ella non accetterebbe
nulla...
E infatti non intendo parlarvi di questo.
Il vostro dovere  chiaro: dovete andare
da Paola, farle capire che deplorate la vostra
condotta, dirle che il suo posto  d'ora
innanzi sotto il tetto paterno, dove sar trattata
alla stessa stregua di Matty.
Ma Guido! proruppe Francesco di
Combayre guardando con aria spaventata il
suo giovane cugino. Dovrei far sapere a
tutti... e anche a Matty... Oh, ella non sopporterebbe
una cosa simile!
Non si tratta di sapere se Matty sar
contenta o no, ma di compiere il vostro
dovere verso la vostra figliuola maggiore.
 stretta giustizia. Per risparmiarvi delle
spiegazioni che a cagione del silenzio mantenuto
per tanto tempo sarebbero spiacevoli,
m'impegno io a spargere la notizia del vostro
primo matrimonio. Quanto a Matty, la
informerete per lettera: sar pi facile; ed
ella sfogher laggi il primo impeto di collera,
cosicch quando sar di ritorno vi terr
probabilmente il broncio, ma poi finir col
calmarsi.
Guido conosceva a fondo la debolezza di
carattere del cugino che si lasciava facilmente
soggiogare da una volont energica.
Inoltre si era subito accorto, dal modo in cui
Francesco di Combayre aveva accolto le sue
prime parole circa Paola, che il rimorso aveva
gi schiuso le vie di quell'anima. Perci, con
la risolutezza che era la base del suo carattere,
il giovanotto aveva stabilito di vincere
le ultime riluttanze del barone, poich intuiva
che la vittoria era ormai vicinissima.
Francesco di Combayre obiett ancora:
Ma a quanto mi dite, ella non mi ha
perdonato. Non vorr dunque darmi retta.
S, se saprete fare. Paola  una fervente
cristiana ed ha un'anima mirabilmente
caritatevole. Se riuscite a provarle che ella
pu farvi del bene e che  suo dovere di venire
a stare con voi nonostante tutti i vostri
torti, se soprattutto le farete sentire che
siete pronto a darle il vostro affetto (e vi
sar facile, perch  tanto carina!) sono sicuro
che vi seguir.
Una lotta stava svolgendosi nell'animo di
Francesco di Combayre, e Guido ne seguiva
tutte le fasi su quel viso solcato dalla malattia,
in quegli occhi azzurri dallo sguardo
esitante e stanco.
No, Guido, mormor infine 
troppo penoso.
 stretta giustizia, lo ripeto. Non ne
convenite?
S, e non vi nascondo che talvolta questo
pensiero mi tormenta-, soprattutto da
qualche tempo.
Ebbene, avete il mezzo di ritrovare la
pace.
Una improvvisa decisione brill nello
sguardo del barone.
Sia, lo far. Scriver a quella figliuola
di venire...
Ed essa non verr. Non potete spiegarvi
per lettera. Bisogna che la vediate e che essa
vi veda. Solo da un incontro pu scaturire
qualcosa che vi avvicini. Altrimenti vi avrei
proposto di recarmi io stesso a Menati e di
parlare a Paola. Ma siccome la conosco, so
che mi sarebbe difficile convincerla. Dovete
andar voi, e bisogna che sappiate commuoverla
con un pentimento sincero.
Francesco di Combayre lasci ricadere la
testa sul petto, mormorando:
Se credete che sia indispensabile, andr.
Ma sono tanto stanco... e laggi tutti
i ricordi torneranno in massa.....
Tanto meglio! Se Paola vedr che soffrite
veramente e che la vostra commozione
 sincera-, avrete vinto.
Matty mi ha detto che  molto bella.
Assomiglia a sua madre?
Io ho visto soltanto una fotografia di
quest'ultima, e sebbene fosse sbiadita, mi
pare infatti che Paola rassomigli pi a sua
madre che a voi. Comunque, essa  maravigliosamente
bella e possiede le qualit pi squisite.
Come Angiolina! mormor Francesco
di Combayre.
E si immerse in una fantasticheria che
Guido rispett, tanto pi che serviva di certo
la causa di cui egli si era fatto difensore.
Evidentemente Francesco di Combayre riandava
col pensiero agli anni passati; rivedeva
la giovane sposa che egli aveva amata e crudelmente
abbandonata. Questi ricordi non potevano
che intenerirgli il cuore e intensificare
i suoi rimorsi, spingendolo al tempo stesso
a riparare.
Il barone rialz a un tratto la testa e guard
Guido che aveva acceso una sigaretta e sembrava
assorto nella contemplazione della sottile
spirale di fumo azzurrognolo.
Se quella figliuola  carina come dite,
le trover presto marito, soprattutto con la
dote che le dar. Cos eviter tutte le complicazioni
che non mancherebbero di sorgere
con Matty, che  tanto capricciosa.
Il viso di Guido ebbe una leggiera contrazione.
Ci sar un grave ostacolo a questa vostra
soluzione. Paola non vuole assolutamente
maritarsi.
Che dite mai?
Ci ch'ella stessa mi ha fatto capire.
Forse che... voi le avete...?
Guido aggrott le sopracciglia.
Che cosa andate almanaccando? No, io
non ho mai pensato a chiedere la sua mano.
Sapete bene che io pure sono un celibe irremovibile.
Anzi, anche per questa ragione
Paola ed io andiamo tanto d'accordo. Ma so
che essa ha rifiutato parecchi pretendenti, so
che  decisa a continuare per questa strada,
e ne conosco le ragioni. Ella si sente incapace
di amare, poich per lei l'amore non
va disgiunto dalla fiducia, ed ella non potr
mai concedere a nessun uomo la sua fiducia,
perch penser sempre alla disgrazia di sua
madre.
Francesco di Combayre impallid, e volgendo
altrove gli occhi mormor:
Idee che passano, vedrete. Un buon matrimonio
sarebbe proprio la migliore soluzione
per lei, perch so fin troppo che Matty
le render la vita impossibile.
Un lampo pass negli occhi di Guido.
Si provi un po' a tormentarla! disse
in tono di sorda minaccia. Piuttosto che
assistere a una cosa simile, preferirei...
S'interruppe, e piegandosi verso il portacenere,
con gesto brusco vi gett la sigaretta.
Era pazzo? Sposare Paola perch era infelice
in casa di suo padre? No, decisamente)
il suo cuore stava diventando d'una debolezza
pericolosa.
Quando partirete? domand alzandosi.
Ma... pi presto possibile, poich  necessario!
rispose Francesco di Combayre
con un sospiro.
Farete bene, cugino. Pensate che quella
povera bambina  sola, tristissima e molto
preoccupata.  il momento buono sotto ogni
aspetto.
Partir domani sera. Vi ringrazio, caro
cugino, di avermi informato della disgrazia
che l'ha colpita e di avermi additato il mio
dovere.
Mentre tornava a casa in automobile, Guido
pensava:
Ho agito veramente per il bene di Paola?
Sar ella felice in casa del padre, quando
quella vipera di Matty sar tornata? Ella
godr,  vero, di tutti i vantaggi della ricchezza;
ma col suo carattere, queste cose non
hanno importanza e non potrebbero compensare
le ferite morali e i tormenti a cui venisse
sottoposta.
Forse sarebbe stato meglio lasciare le cose
come stavano... Per me poi, sarebbe stato
preferibile.
Qui, dovr vederla di tanto in tanto. Non
troppo spesso, no... ma io diffido di quella
piccola maliarda. Inoltre, finir cos la nostra
simpatica corrispondenza. Decisamente,
ho agito da stupido! Sono ridotto ora ad augurare
che mio cugino Francesco non riesca nel suo tentativo.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
La piccola casa di Menati stava per essere
affittata. Una famiglia di commercianti di
Firenze, che desiderava passare l'estate in
un luogo tranquillo non troppo lontano dalla
citt, l'aveva visitata il giorno prima e quasi
fissata, riservandosi ancora quarantott'ore
per decidere.
Perci Paola quel giorno, dopo aver attinto
coraggio dalla preghiera, si era accinta a un
lavoro che fino ad allora aveva sempre rimandato.
Si trattava di esaminare tutte le
carte contenute nei cassetti della scrivania
del nonno e di distruggere quelle inutili.
Le lacrime le scorrevano sulle guance pallide
mentre eseguiva il suo triste compito.
Povero caro nonno, come amava tutti quegli
scartafacci che, per una piccola mania senile,
sfogliava di continuo con tanto piacere!
Nessuna di quelle carte aveva un valore
qualsiasi, ma tutte ne acquistavano uno ben
grande agli occhi di Paola, per il solo fatto
della importanza che il nonno aveva dato loro.
Esaminando il contenuto di un piccolo cassetto,
le venne tra le mani una fotografia ingiallita
che rappresentava suo padre e sua
madre teneramente appoggiati l'uno all'altra,
in giardino. Era la prima volta che Paola
vedeva un ritratto di Francesco di Combayre,
perch Paolo Neraldi aveva bruciato tutti i
ritratti che la sua figliuola aveva conservati
fino all'ultimo. Quello solo era rimasto, senza
dubbio perch il povero padre non aveva
avuto il coraggio di distruggere, insieme con
quella del genero, l'amata effigie di Angiolina.
Il primo impulso di Paola fu quello di distogliere
lo sguardo dal viso paterno; ma subito
arross, confusa e pentita.
Ma come? Nonostante tutti i suoi sforzi,
essa non era ancora riuscita a vincere quel
risentimento che la rivelazione dei torti di
suo padre verso sua madre e verso di lei
aveva un tempo provocato nella sua giovane
anima ardente e retta, e che i consigli del
suo direttore spirituale, le ferventi preghiere,
l'attivit, avevano placato pur senza cancellarlo
interamente, come ne aveva prova in
quel momento.
Ah, che meschina cristiana ella era ancora.!
Facendo forza su se stessa Paola guard
la fotografia. Alla vista del viso sorridente
di Francesco di Combayre, del suo sguardo
gentile e dolce, ma dubitoso e poco profondo,
ella pens:
Mi pare che se fossi stata mia madre io
avrei saputo indovinare la sua vera natura,.
Ma perch in quel momento si presentava
a un tratto alla sua mente l'immagine di
Guido? Perch mai ella si di a paragonare
i due uomini?
Certo, a prima vista, la fisonomia di Francesco
di Combayre, come la vedeva Paola,
era meno inquietante di quella del suo giovane
cugino, cos enigmatica, cos sconcertante
per il carezzevole sarcasmo del suo
sguardo e l'ironia del suo sorriso. Ma Guido
si era aperto con Paola, ed ella ora lo credeva
capace di sincerit e anche di bont.
Aveva letto nei suoi occhi, da cui egli bandiva
al suo cospetto ogni espressione ironica,
pi seriet di quanto non avrebbero potuto
far supporre le apparenze, e il vero desiderio
di cambiare un po' il suo stato d'animo. Inoltre
ella aveva capito che Guido era dotato
di un carattere forte, e che il giorno in cui
volesse davvero mettersi sulla retta via, non
tergiverserebbe, mostrandosi incurante dell'opinione
altrui.
Lo sguardo di Paola si sofferm su una
lettera posata vicino a lei sul piano della
scrivania, presso un mucchio di altre missive
serbate dal nonno. Era una lettera che Guido
aveva scritta al signor Neraldi pochi giorni
dopo la sua partenza da Menafi: una graziosa
letterina scintillante di spirito, nella
quale traluceva la simpatia che nonno e nipote
avevano ispirata a Guido di Cesbres. In
ultimo, una frase rispettosamente affettuosa
per Paola, con l'attestazione di un perenne
ricordo.
E fin qui, infatti, egli non l'aveva dimenticata:
Paola ne aveva la prova in alcune
lettere che conservava in un cantuccio del
suo armadio e che rileggeva di tanto in tanto.
Erano scritte in modo squisito!... Inoltre,
Paola si compiaceva molto di quelle prove di
rispettosa amicizia che le dava il cugino francese.
Ma quanto durerebbe?... Tutto passa, tutto
si attenua, e spesso perfino l'amicizia. Dio
solo rimane l'amico immutabilmente fedele,
e Paola, nell'angustia del suo dolore filiale,
in Lui solo aveva cercato rifugio.
Ci nonostante, il giorno dei funerali,
uscendo dal cimitero dove aveva accompagnato
le spoglie mortali dell'avo s caro, ella
aveva avuto una stretta al cuore pi dolorosa
vedendosi sola, senza un parente al suo
fianco, poich l'unica cugina del signor Neraldi
era morta il mese precedente. Ma non
il pensiero del padre si affacci allora alla
sua mente, bens quello di Guido, la cui simpatia
le sarebbe stata in quel momento pi
dolce del solito. Ella aveva rimpianto allora
di non avergli telegrafato subito dopo la disgrazia.
Chiss? Forse sarebbe venuto ad assistere
ai funerali di colui che egli nelle sue
lettere chiamava cos gentilmente mio vecchio
amico.
Ma riflettendoci bene, Paola non si pent
di avere agito in quel modo. Il lieve conforto
che la presenza di Guido le avrebbe arrecato,
sarebbe stato molto effimero e non avrebbe
servito che a farle sentire poi pi crudelmente
la solitudine.
Ma ella aspettava una lettera da lui. Da
un momento all'altro sarebbe passato il postino
e forse le avrebbe portato la busta color
avorio su cui la grande scrittura di Guido
spiccava tanto bene...
Uno squillo di campanello interruppe le riflessioni
di Paola, uno squillo leggiero, come
esitante.
La fanciulla pens:
 forse il postino.
E rapidamente scese le scale.
No, non era il postino, ma un signore sulla
cinquantina, dall'aria distinta, in ricca pelliccia.
Era pallidissimo, e quando si vide dinanzi
la fanciulla sulla soglia della porta aperta,
un'espressione quasi torva pass nei suoi occhi
stanchi.
Angiolina! balbett.
Paola sussult e istintivamente si ritrasse.
In quell'uomo dalle spalle un po' curve,
con i capelli grigi, il viso pieno di rughe sottili
e solcato da una lenta malattia, ella aveva
riconosciuto (aiutata dall'esclamazione sfuggitagli) il grazioso cavaliere biondo di cui
aveva pochi minuti prima contemplato l'effigie
accanto a quella della madre.
Si fissarono entrambi per alcuni secondi.
Francesco di Combayre tremava da capo a
piedi. Paola, irrigidita per la sorpresa, si domandava
se sognava.
Vorrei parlarvi, figliuola mia, disse
infine il barone con voce tremante.
Tornata subito padrona di s, ella eresse
fieramente la bella testa mentre diceva, facendo
qualche passo verso il salotto:
Entrate pure, signore.
Ma sotto quella calma voluta, quali sentimenti
le s'agitavano in cuore a quell'improvvisa
apparizione! Che parole dure, che
rifiuto spietato erano stati l l per uscire
dalle sue labbra! Mai meglio che in quel momento
Paola aveva capito quanto il frutto
della religione potesse sulla sua anima, poich
quella sola le aveva impedito di rispondere
a suo padre: Non vi conosco.
Un pallore pi intenso si diffuse sulla
fronte di Francesco di Combayre alla vista
del salottino rimasto immutato. A quella
stessa tavola sedevano a pranzo tutt'e tre.
Presso quella finestra, Angiolina e lui fidanzati,
poi giovani sposi, avevano fatto tante
lunghe chiacchierate. In quel grande vaso ella
metteva i fasci di fiori rari ch'egli faceva venire
da Firenze per lei.
Tutto gli ricordava vivamente la sposa abbandonata.
E pi di tutto, quella fanciulla
che gli stava dinanzi, cos somigliante ad
Angiolina che vedendola egli non aveva potuto
trattenere il nome della morta, istintivamente
salito alle sue labbra.
Paola rimaneva zitta, stringendo un po' le
labbra come per reprimere le parole che sarebbero
volute uscire a suo dispetto, e abbassando
le palpebre come per nascondere la
lotta che stava combattendosi in lei tra il
risentimento, la sorda indignazione e il rispetto
ch'ella doveva nonostante tutto a quell'uomo
che era suo padre.
Dopo averla fissata un istante, Francesco
di Combayre distolse gli occhi da lei e con
voce debole disse:
Ho saputo della morte di vostro nonno,
Paola. Ho saputo che eravate sola...
Infatti.  stato senza dubbio il signor
di Cesbres che vi ha informato, bench mi
avesse promesso di non parlarvi di me.
Al suono di quella voce breve e fredda
Francesco di Combayre trasal leggermente
e di nuovo la guard.
Perch non volevate che mi parlasse di
voi, Paola? Guido mi ha additato il mio dovere,
e grazie a lui sono qui.
Mi avete dimenticata per vent'anni. Per
quale ragione vi viene in mente oggi di ricordarvi
che avete una figliuola maggiore?
Francesco di Combayre arross.
Paola, so che sono stato un padre colpevole...
Se non foste stato che un padre colpevole!...
sussurr Paola.
I lineamenti stanchi di Francesco di Combayre
si contrassero leggermente mentre con
voce soffocata egli mormorava:
Anche verso vostra madre, la povera
Angiolina, ho agito come un miserabile. Vedete,
riconosco i miei torti, e li riconosco
davanti a voi che siete mia figlia. Non vi nascondo
che gi da qualche tempo il rimorso
mi perseguitava. Guido mi ha additato la via
della riparazione. A voi sta a decidere se volete
perdonare a vostro padre, Paola.
L'anima generosa, e profondamente cristiana
di Paola fu commossa dall'umiliazione
di quell'uomo con i capelli grigi, di
quello sposo e di quel padre, colpevole s,
ma che non cercava di scusarsi, che confessava
sinceramente i propri torti alla figlia.
Il nonno mi ha detto che sul letto di
morte la mia povera mamma vi aveva perdonato
e che aveva raccomandato che pregassi
per voi. Non ho mai mancato di fare
ogni giorno tale preghiera, e seguendo il suo
esempio vi ho perdonato anch'io l'abbandono
nel quale mi avete lasciata. Ma devo essere
franca, padre mio: mi fu assai difficile perdonarvi,
forse perch non sono una buona
cristiana come era lei, e spesso il risentimento
ha tentato di introdursi nel mio cuore.
Ma ora, Paola?
Ora, non dimenticher mai il passo che
avete fatto oggi, e il ricordo che serber di
voi sar scevro di amarezza.
Non posso chiedere di pi per il momento.
Solo il mio affetto potr farvi dimenticare
il passato...
Egli le tese ambo le mani, nelle quali ella
mise senza esitare le sue.
... perch, bambina mia, vi conduco con
me nella mia casa che d'ora innanzi sar anche
la vostra.
Ella ebbe un movimento brusco.
Questo no, padre mio. Aspiro a conservare
la mia completa indipendenza e a guadagnarmi
la vita.
Ci sarebbe ridicolo! Che vogliate o no,
una parte del mio patrimonio spetter legalmente
a voi dopo la mia morte.  dunque
naturale che ne usufruiate fin da ora, come
fa Matty.
All'udire quel nome Paola corrug leggermente
la fronte.
La mia condizione non  uguale a quella
della vostra secondogenita, ricca per parte di
madre.
Ragione di pi perch io favorisca voi.
E poi, devo in qualche modo rifarmi degli
anni in cui vi ho lasciata a carico di vostro
nonno, in cui avete avuto una vita modesta,
quasi povera forse.
Non ne ho sofferto. Non ho mai desiderato
la ricchezza, se non che per far del
bene. Inoltre, come vi ho gi detto, essendo
giovane e in buona salute, preferisco serbare
tutta la mia indipendenza anche a prezzo di
un lavoro assiduo. Non mi piacerebbe esservi
debitrice di tutto.
Ma siete mia figlia, e una figliuola pu
ricevere tutto dal padre, senza che la sua
fierezza abbia a soffrirne.
Non insistete, padre mio. Sono irremovibile
su questo.
Ma dunque... non volete venire con vostro
padre?
Un'ansia veramente sincera si leggeva nella
fisonomia del signor di Combayre. Da che era
entrato in quella casa, da che si trovava in
presenza di sua figlia, fedele immagine della
morta, il pentimento aveva preso possesso
della sua anima, cacciandone le ultime esitazioni
dell'amor proprio. Oltre a ci, il fascino
che emanava da Paola gi aveva effetto
su lui. Egli capiva che quella ragazza non
aveva l'indole di Matty e che il suo affetto
filiale, se egli avesse saputo conquistarlo, sarebbe
stato prezioso e immutabile.
Infine anche un altro sentimento spingeva
Francesco di Combayre a desiderare ora che
la figlia maggiore venisse ad abitare sotto il
suo tetto: la sua vanit, che era grandissima,
non poteva che essere lusingata dell'effetto
che avrebbe prodotto la bellezza di Paola,
quella bellezza che dopo il primo momento
egli giudicava superiore a quella della madre,
ed anche un po' diversa, perch Angiolina
non aveva mai posseduto quell'aristocratica
distinzione, quella disinvoltura di modi
che l'avevano subito colpito in Paola, e neppure
quella profondit e quell'intelligenza
dello sguardo che la fanciulla possedeva.
A sua conoscenza, nessuna donna, a Parigi
poteva rivaleggiare con lei, ed era certissimo
che i pretendenti non sarebbero mancati, soprattutto
con la bella dote che egli le avrebbe
dato. A dispetto della modesta origine della
madre, egli era sicuro di trovare alla figlia
un brillantissimo partito.
Ma alla domanda del padre ella rispose
con vivacit:
Venire con voi? E che cosa verrei a
fare in casa vostra? Voi avete laggi un'altra
figlia che vi  cara.
Ah, Paola, ora toccate la mia piaga sul
vivo! S, mi  cara la mia piccola Matty,
povera creatura che io non ho saputo allevare!
Ma ella  tanto indifferente!...
E negli occhi del padre brill una lacrima.
Part l'altro giorno per Nuova York e
non so quando la rivedr... Accade spesso
cos. Che volete, nessuno ha mai pensato a
insegnarle che vi sono dei doveri da compiere
e che la vita  ben altro che un tessuto di
capricci e di piaceri. Perci sono spesso solo,
e per giunta ammalato.
Siete ammalato, padre mio?
Il cuore caritatevole di Paola, gi commosso
per la sofferenza che leggeva nella fisonomia
del padre, trasal di compassione.
Fino ad allora, nel turbamento di quell'incontro
inaspettato e di quel primo scambio
di parole, ella non aveva osservato, come osservava
in quel momento, l'alterazione di quel
viso innanzi tempo invecchiato.
Oh, s, molto ammalato, Paola! Grazie,
bambina mia, soggiunse vedendo la
fanciulla avvicinargli la vecchia poltrona di
Paolo. Vedete, nella mia emozione, non
pensavo neppure a sedermi!
N io a pregarvene. Scusatemi.
Egli sedette, e prendendo tra le dita scarne
una mano della fanciulla:
Hai le belle mani di tua madre, disse,
dandole per la prima volta del tu. Le somigli
molto. E Guido mi ha detto che sei
buona come lei.
Vorrei che ci fosse vero... ma temo di
essere ancora molto cattiva qualche volta.
Per esempio, quando rifiuti di venire
con me... Eppure, se tu sapessi che consolazione
saresti per tuo padre. Solo, ammalato
e triste, passo delle giornate penose.
Non vorrei certo fare di te un' infermiera
(non ne ho bisogno, del resto), ma saresti
come un raggio di sole nella mia povera esistenza,
se tu cercassi di volere un po' di
bene a questo padre al quale sei gi tanto
cara soltanto per averti vista e per aver letto
nei tuoi occhi la bont.
Nessun'altra parola avrebbe pi di quella
potuto scuotere la risoluzione di Paola. Sul
suo viso espressivo, Francesco di Combayre
poteva leggere l'esitazione che gi sorgeva in
lei. Cap che un ultimo assalto gli avrebbe
dato la vittoria.
Guido mi ha anche detto che sei molto
pia: sei come lei anche in questo. Io gi
da tempo avevo dimenticato gli insegnamenti
ricevuti nella mia infanzia; ma da che soffro,
da che so come la mia malattia sia di
quelle che non perdonano, le antiche convinzioni
ritornano. Solamente, non ho nessuno
vicino che mi consigli e mi aiuti.
Paola, assorta, si stringeva le mani. L'orizzonte
si illuminava d'un subito dinanzi a lei:
il dovere la chiamava presso quel padre solo
e ammalato, invecchiato innanzi tempo, che
Dio le ordinava senza dubbio di ricondurre
a Lui.
Era un sacrifcio, ma l'anima di Paola era
di quelle che il sacrifcio, dopo il primo momento
di spavento, trasporta e rende pi
ferme.
Poich cos volete, babbo, vi seguir e
cercher con tutte le mie deboli forze di addolcire
la vostra solitudine, di lenire le vostre
sofferenze, ella disse gravemente.
Grazie, figliuola mia! Come sei buona
e cara! Guido non aveva esagerato, parlandomi
di te. Ma sai che devi aver fatto un' impressione
ben profonda su lui, perch si sia
preso la briga di scomodarsi in favor tuo?
E veramente ha difeso la tua causa con un
calore! Non riconoscevo pi il mio indifferente
cugino, che si prende giuoco di tutto
e di tutti. Era serio, molto serio e convinto.
Una leggiera tinta rosata sal alle guance
di Paola.
Guido  molto buono, disse in tono
commosso.
Lo sguardo di Francesco di Combayre
espresse una certa sorpresa non scevra di
ironia.
 la prima volta che sento dire una cosa
simile di lui. La bont non pareva fino ad
ora una delle sue qualit predominanti. Ma
dopo tutto, chiss? Quel Guido  un enigma.
Ti ha fatto la corte, figliuola mia?
Paola divenne color porpora e aggrott le
sopracciglia.
Non glielo avrei permesso! rispose
in tono altero.
Oh, oh, com' fiera la mia bambina!
Lo studio che Guido ha fatto di te dev'essere
stato straordinario. Scommetto che gli
 capitato per la prima volta di essere respinto
come corteggiatore; e quell'uomo stufo
di tutto deve aver trovato il fatto molto interessante.
Ora capisco perch ha conservato
un ricordo cos speciale per la sua cugina di
Toscana.
Spero che non sia per questa ragione solamente,
disse Paola con un leggiero fremito
nella voce. Guido non mi  parso
unicamente l'uomo superficiale che voi mi
descrivete. Ho capito che vale di pi di quel
che non appaia, e ho fiducia nella sincerit
della sua amicizia.
Come! Credi forse di conoscerlo, bimba
mia?  segno che sei molto abile, allora. Io,
che lo frequento fin da quando era bambino,
sarei molto imbarazzato a dare un giudizio
su lui. Dunque, per tornare al nostro soggetto,
quando partiamo?
Ella gett un lungo sguardo attorno a s.
Che strazio lasciar quella casa! Ma poich
il sacrificio doveva esser consumato, meglio
valeva non rimandare.
Quando vorrete, babbo.
Puoi essere pronta tra due giorni?
Credo di s, perch nell'eventualit di
dover affittare presto la casa, avevo gi preparato
molte cose.
Ma ora non avrai pi bisogno di affittarla!
Ti dispiaceva, non  vero, bambina?
Gli occhi di Paola si riempirono di lacrime.
Oh, s, mi dispiaceva moltissimo! Tutti
i miei ricordi sono tra queste mura.
Ebbene, tu la terrai e verrai a rivederla
di tanto in tanto, quando vorrai.
Grazie, padre mio! ella disse commossa.
Francesco di Combayre la guard a lungo,
poi le domand con voce bassa, un po' supplichevole:
Vuoi dare un bacio a tuo padre, Paola,
per provargli che lo hai perdonato?
Ella si chin e appoggi le labbra sulla
fronte solcata da un fine intreccio di rughe.
Per la povera mamma e per me,
sussurr.
Una lacrima sgorg dagli occhi di Francesco
di Combayre, scivol lentamente lungo la
guancia d'un pallore terreo.
Grazie, figliuola. Tu sei una santa, come
lei.
La sera stessa, il postino consegn a Paola
una lettera di Guido.
Prima di tutto voglio dirvi quanta parte
ho preso al vostro dolore, povera cuginetta
mia, scriveva Guido di Cesbres. Avevo potuto
apprezzare sufficientemente la rettitudine
e la bont del vostro caro nonno e misurare
la profondit dell'affetto di cui egli vi circondava,
per capire quanto vi debba mancare
la sua tenerezza. Ma soprattutto non
posso pensare senza uno stringimento di cuore
alla vostra solitudine in questi giorni di lutto.
Avrei voluto che un pi stretto legame di parentela
mi avesse dato il diritto di accorrere
presso di voi e di offrirvi il conforto, molto
tenue senza dubbio, della mia sincera simpatia
e della mia affettuosa amicizia.
Ora, Paola, voglio chiedervi perdono.
Penso che vostro padre sia in questo momento
presso di voi, e che con la vostra squisita
carit abbiate gi pronunziato la parola
che, cancellando il passato, permetter a
Francesco di Combayre di riparare i suoi
torti verso di voi. Ma che cosa dite di me
che ho mancato alla promessa, facendomi l'artefice
di questo riavvicinamento?
Come avreste agito se foste stata al mio
posto, cara Paola? Una cristiana come voi
non avrebbe esitato a ritenere suo dovere di
cooperare a una riconciliazione di questo genere,
di dissipare le ultime esitazioni di una
povera anima vacillante, agitata dal rimorso.
Per un miscredente come me, non ho poi
agito tanto male, non vi pare?
Scrivetemi presto che non mi serbate rancore,
ve ne prego. Scrivetemi anche che acconsentite
a seguire vostro padre e che vi vedr
presto nella nostra Parigi, cos grigia in
questo momento, dove porterete, per me almeno,
un po' del vostro sole di Toscana e del
profumo delle vostre rose di Menafi.
Vi bacio la mano, cara Paola, chiedendole
di tracciare per me una parola di perdono.
Guido di Cesbres.
Qualche minuto pi tardi, Paola rispondeva:
Non soltanto vi perdono, ma vi ringrazio.
Siete stato lo strumento di cui Dio si
 servito per additarmi il compito che mi attendeva
presso mio padre. Se l'avessi veduto
felice, mi sarei tenuta in disparte; ma egli
soffre, e ho capito che posso fargli del bene.
Cosicch domani l'altro egli non partir solo
da Menafi.
Mi piange il cuore di dover lasciare il
paese nativo e soprattutto la cara casa. L'angoscia
mi stringe all'idea dell'esistenza nuova
che si apre davanti a me. Ma soprattutto mi
sgomenta il pensiero della convivenza con
Matty. Ho confidato or ora questo timore a
mio padre, ed egli mi ha risposto non senza
un lieve impaccio:
Matty  una bambina capricciosa, con
la quale dovrai avere molta pazienza; ma in
fondo non  cattiva e sono certo che saprai
farti amare da lei.
Io non ho questa certezza. Gi qui, Matty
sembrava provare una profonda antipatia per
me. Questa sar forse la mia spina; che cosa
ne pensate, caro cugino?
Basta! Dio mi dar la forza, mi assister!
Inoltre avr in voi un viso conosciuto in
quella grande Parigi che mi fa un po' paura!
Voi non potete credere quanto sia confortante
quest' idea per una poveretta che deve traslocarsi.
Grazie del ricordo che serbate del mio
caro nonno e grazie della, vostra simpatia di
cui apprezzo meglio il valore in queste ore
dolorose. Io pure, Guido, ho rimpianto un
momento che non foste mio fratello, quando,
alla fine della triste cerimonia, mi sono trovata
sola sola in mezzo ad estranei.
Ma non mi compiangete troppo, perch,
pi fortunata di tante altre povere anime, ho
sempre Dio con me. Faccio voti perch voi
conosciate presto questa consolazione, caro
cugino ed amico.
A rivederci presto, non  vero?
La vostra affezionata cugina
Paola.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
L'augurio formulato da Guido uscendo
dalla casa del suo cugino di Combayre non
era forse stato molto sincero, perch leggendo
la lettera di Paola egli mormor, contento:
Ah, c' riuscito! Tanto meglio per lei,
povera figliuola!
Poi, alzando le spalle, soggiunse con impazienza:
Ma tanto peggio per me, se non sapr
essere prudente.
Riprese la lettera di Paola e la rilesse.
Farei bene per ad andarle incontro al
suo arrivo. Quella poveretta avr certo piacere
di vedere un viso conosciuto, e la mia
accoglienza le dar coraggio.
Gett con gesto brusco la lettera sulla scrivania,
scoppiando in una risata sardonica.
Confessa che hai fretta, di vederla, pazzo
che sei! Del resto, domani sono invitato a
pranzo da Breuze: non posso rinunziare a
un pranzo sopraffino e ad una riunione di letterati,
per il piacere di rivedere un po' pi
presto gli occhi neri della cuginetta italiana.
Ma la mattina seguente, passando in vettura
davanti alla palazzina di Francesco di
Combayre, si ferm per sapere se il cugino
aveva annunziato il suo arrivo. Gli fu risposto
che il signor di Combayre aveva dato telegraficamente
l'ordine di mandare l'automobile
al treno che arrivava la sera stessa dall'Italia.
Verr uno di questi giorni a trovarla,
pens Guido.
Per tutto il pomeriggio fu nervoso e distratto.
Verso le cinque cominci a guardare
di continuo l'orologio pensando che Paola
stava avvicinandosi a Parigi.
Se non avessi quel pranzo, alla stazione
ci sarei andato in ogni modo... cinque minuti
solamente... e Paola sarebbe stata contenta.
Quando sonarono le sei e mezzo, Guido si
decise.
No, via, non posso lasciarla arrivare senza
andarle incontro! Tanto peggio per Breuze.
Rapidamente scrisse poche righe di scusa
e diede ordine a un servitore di portare il
biglietto al celebre poeta. Alle sette e mezzo
and a pranzare alla trattoria; alle nove la
sua automobile lo port alla stazione di
Lione.
La prima persona che Paola vide scendendo
dal treno fu Guido che, a mani tese, si avanzava
verso di lei.
Ella era pallida e visibilmente stanca, poich
l'affrettata partenza le aveva dato parecchio
da fare. Aveva un aspetto molto commovente
nel suo vestito di lutto, con quell'aria
di stanchezza che Guido non le aveva mai
vista e quel gesto delle mani tese verso di
lui mentre gli diceva in tono tra commosso e
trionfante:
Lo sapevo che sareste venuto! Il babbo
non voleva crederlo.
Francesco di Combayre, sceso dal treno
dopo la figlia, fissava con sguardo sbalordito
Guido che s'inchinava per baciare le mani
della fanciulla e diceva con voce vibrante
d'emozione:
Avevo fretta di rivedervi, Paola! E pensavo
anche che vi avrebbe fatto piacere incontrare
subito al vostro arrivo la sola persona
che conoscete nella nostra Parigi.
Avete fatto bene, Guido; non dimenticher
questa delicata attenzione.
Siete stanca, Paola?
Abbastanza, ma il babbo  molto pi
stanco di me.
Stanco, s, ma contento, disse Francesco
di Combayre porgendo la mano al giovane
cugino. Vi ringrazio, Guido, di
avermi fatto conoscere questa fanciulla, che
gi si  rivelata per me la pi devota figliuola.
Ma riparleremo di ci con pi calma.
Volete venire a pranzo da noi domani, se per
un miracolo non avete altri impegni?
Infatti, ho un impegno; ma me ne liberer,
come ho fatto stasera piantando il
pranzo di Breuze.
Per venirci incontro? domand Francesco
di Combayre guardandolo con aria perplessa.
Sicuro! Credete che ci non valga il
sacrificio di un pranzo? disse Guido con
un sorrisetto canzonatorio.
Non ci avete avvezzati a tanta... a
tanta...
Gentilezza? Premura? Abnegazione? Infatti,
non  nelle mie abitudini. Ma una volta
per caso... e in onore dell'arrivo di Paola...
Paola, date qua.
Egli prese i minuti bagagli della fanciulla
e tutt'e tre si diressero verso l'uscita. Aiut
la cugina, la cui fisonomia sembrava tutta
rasserenata, a salire nell'automobile di Francesco
di Combayre, le strinse la mano con un
caloroso a domani, quindi raggiunse la
propria vettura, mentre il barone, sul cui
viso era dipinto il pi profondo stupore, diceva
alla figliuola:
Avevi ragione, figlia mia, pensando che
sarebbe venuto alla stazione. Le donne sono
spesso molto pi abili di noi uomini nel giudicare
quando possono confidare in un'amicizia.
Ma la tua  una vera vittoria, perch
Guido  il pi egoista uomo della terra.
 poi tanto egoista quanto sembra?
mormor Paola pensosamente.
Ormai Guido non cercava pi di illudersi.
Dal momento in cui, vedendo Paola scendere
dal treno, era stato invaso da una commozione
mai provata prima d'allora e aveva
sentito il suo cuore slanciarsi verso di lei,
aveva capito che l'amava e quell'amore lo
avrebbe sopraffatto, se egli non avesse sfuggito
la fanciulla.
Sfuggirla? Non ne aveva pi la minima intenzione,
ora. Tutte le sue idee di egoistica
indipendenza erano state fugate dalla dolce
luce dei grandi occhi vellutati. Paola sarebbe
divenuta la regina del suo focolare, la sposa
teneramente amata e rispettata, la buona
consigliera.
Ma un ostacolo si ergeva ancora davanti
al conseguimento di questo proposito: Paola
non voleva sposarsi. Sarebbe egli riuscito a
vincerne la diffidenza, a ottenere che quel
giovane cuore si affidasse a lui e che lo amasse,
come doveva saper amare quella fanciulla dall'anima
nobile, fedele e tenera?
Ma prima di tutto non lo amava gi ella
un poco?
Guido si rivolgeva questa domanda uscendo
dal palazzo di Francesco di Combayre dove
aveva pranzato col barone e sua figlia. Aveva
osservato, entrando nel salotto, che la fanciulla
gli era venuta incontro con slancio,
come verso colui che  impazientemente atteso,
mentre una lieve tinta rosata ravvivava
il pallore dorato delle sue guance e una
fiamma pi viva brillava nei suoi occhi neri.
Oppure sarebbe stato pi saggio considerare
tutto questo come un riflesso della gioia dell'esiliata
che su terra sconosciuta, scorge un viso amico?
Col pretesto di portare a Paola un libro
di cui le aveva parlato, Guido torn in casa
del cugino alcuni giorni dopo. Fu invitato a
pranzo per il giorno seguente, e ben presto
Francesco di Combayre prese l'abitudine di
invitarlo parecchie volte la settimana. Ogni
volta egli portava alla, cugina un fascio di
fiori che egli stesso sceglieva dal fioraio.
Per ricordarvi i fiori del vostro paese,
le aveva detto.
Francesco di Combayre, che non mancava
di acume, si guardava bene da far rilevare
alla figlia quelle premure, quelle attenzioni
delicate che non erano nelle consuetudini di
Guido. Egli si limitava a sorridere maliziosamente
sotto i baffi, mentre faceva finta di
sonnecchiare, udendoli parlare raccolti in un
angolo del salotto, e parlare di cose molto serie.
Non c'era da sbagliare, vedendo Guido:
questa volta non si trattava di uno dei soliti
amoretti. Il suo viso serio, senza ironia, colpiva
Francesco di Combayre non meno della
calda commozione del suo sguardo quando si
posava su Paola.
Bene, non avr bisogno di andare lontano
a cercarle un marito! pensava con soddisfazione
e con rimpianto insieme. Guido sapr
renderla felice, perch l'ama abbastanza
da sacrificarle la sua cara indipendenza di
celibe egoista. A me, per, mancher molto
quella figliuola!
Infatti Francesco di Combayre aveva gi.
potuto apprezzare la dolcezza delle delicate e
premurose attenzioni della sua primogenita.
Spesso pensava sospirando a Matty, la figlia
adulata, che era ancora di l dall'Atlantico.
Essa non aveva risposto alla lettera in cui
suo padre, con mille circonlocuzioni, la informava
dell'esistenza di una sorella; ed egli
sarebbe stato privo di sue notizie se alcuni
amici, tornando da Nuova York, non gli avessero
raccontato che Matty stava bene e che
passava da una festa all'altra, brillando per
il suo brio.
Mi tiene il broncio, aveva detto malinconicamente
Francesco di Combayre a Paola.
Fa sempre cos, quando qualcosa non le
va. Ma questa volta aspetter il suo ritorno
con pi pazienza, poich tu sei qui.
Se non fosse stato per il dolore che derivava
al padre dall'assenza della figliuola minore,
Paola non avrebbe desiderato altro che
di veder prolungare tale assenza all'infinito;
poich provava una vera apprensione pensando
al ritorno di quella Matty di cui le
pareva di sentirsi ancora addosso lo sguardo
ostile.
Guido invece nel suo intimo si rallegrava
francamente della lontananza della giovane
cugina.
Matty gli avrebbe amareggiato la gioia di
quei colloqui incantevoli dopo ognuno dei
quali gli pareva di sentirsi migliore.
Ora non tentava neppur pi di resistere;
si lasciava trasportare dalla dolcezza di quell'amore
che faceva veramente di lui un altro
uomo.
Voi siete capace di convertirmi completamente,
cara Paola, le disse tra il serio
e il faceto, un giorno in cui la lettura del
principio del dramma al quale stava lavorando
era stata approvata da lei con queste
parole: Non trovo nulla da ridire, Guido!
 perfetto nelle idee e in tutto il resto.
Oh, vorrei davvero potervi convertire!
esclam Paola guardandolo con occhi radiosi.
In quel momento egli fu tentato di rivelarle
ci che sentiva per lei e di domandarle
se voleva accettare di continuare quell'opera
di conversione nell'intimit della vita coniugale.
Ma bisognava che Paola lo conoscesse meglio
perch s'inducesse a rinunziare alla sua
decisione di rimanere nubile.
Tra le relazioni di Guido di Cesbres venivano
molto commentate le sue frequenti visite
in casa del cugino, che coincidevano con
un cambiamento serio nelle sue abitudini,
nel suo contegno, nel suo stesso carattere
che si era fatto molto meno caustico e sprezzante.
Sebbene il lutto di Paola impedisse a
suo padre di presentarla nell'alta societ, ella
era stata veduta sia in automobile accanto a
lui, sia a Saint-Pierre de Chaillot, dove il
barone l'accompagnava ogni domenica alla
Messa. Subito era parso indiscutibile che
Guido di Cesbres fosse innamorato di quella
cugina cos maravigliosamente bella.
Una sera il giovane conte d'Arbelles, parente
di Guido, entrando nei salotti del Circolo
dei nobili annunzi:
Sapete? Guido di Cesbres  fidanzato.
Davvero?
L'ho visto oggi nel pomeriggio nell'automobile
del barone di Combayre, solo con
sua cugina. E vi assicuro che appariva molto
felice.
Guarda, guarda, che misterioso! Chiss
quando parteciper la notizia!
Questo fidanzamento per non esisteva che
nell'immaginazione del conte d'Arbelles.
Guido aveva semplicemente accompagnato
la cugina al museo di Lussemburgo, perch
qualche giorno prima Francesco di Combayre
si era rammaricato con lui che la sua salute
sempre pi instabile gli impediva di condurre
Paola a visitare le chiese, i musei, i
monumenti pi importanti di Parigi, e lo
aveva pregato di fare le sue veci, se qualche
volta avesse avuto un momento di libert,
sicuro che Paola non avrebbe perduto nel
cambio, essendo Guido molto pi erudito
di lui.
Sar a sua disposizione ogni qual volta
lo desiderer, aveva risposto Guido con
premura.
Paola, ignorando ancora le abitudini francesi,
non aveva osato protestare, sebbene la
cosa le sembrasse poco compita. Quanto a
Francesco di Combayre, i modi molto americani
di Matty gli avevano da tempo fatto
dimenticare gli usi del suo paese, e Guido,
troppo felice all'idea di poter passare tante
ore solo con colei che amava, si era ben
guardato dall'obiettare che la gente avrebbe
potuto maravigliarsi di quelle passeggiate in due.
Ma qualche giorno pi tardi, durante un ricevimento,
la principessa Aleskine, una gran
dama russa molto colta, che riuniva in casa
sua il fior fiore intellettuale di Parigi, gli
disse a mezza voce, mentre egli s'inchinava
davanti a lei per baciarle la mano:
Devo farvi le mie felicitazioni, uomo
misterioso?
Per che cosa, principessa?
Bene, fingete di non saper nulla! O forse
siete l'unico a ignorare che siete fidanzato
e, a quanto si dice, fidanzato a una bellezza?
Guido stava per ribattere: Fidanzato,
io?, ma intuendo ci che aveva dato motivo
alla chiacchiera, si limit a rispondere, prendendo
la sua aria pi enigmatica:
Infatti, lo ignoro ancora, principessa.
In un tipo originale come voi, ci non
mi maraviglia, replic la principessa in
un tono che significava: Sapete bene che
non vi credo.
Questo incidente convinse Guido dell'impossibilit
di rimandare ancora la sua domanda
di matrimonio. Paola, bench sua parente,
non era come Matty una cugina da
tutti conosciuta fin dall'infanzia... inoltre,
egli stesso, con la sua insolita premura di
andare dal cugino Francesco, con la sua assiduit
presso la fanciulla, rendeva sempre
pi verosimile la notizia che circolava.
Ma quello scettico indifferente aveva paura,
paura di ricevere un rifiuto dalla fanciulla.
Poich quanto al genere dei sentimenti che
egli le ispirava, Paola rimaneva impenetrabile.
Egli poteva leggere tutto negli occhi
limpidi della fanciulla, tutto... tranne ci
che pi gli premeva sapere.
Il giorno dopo quel ricevimento Guido doveva
andare a prendere la cugina per farle
visitare Notre-Dame. Ma quando arriv alla
palazzina di Francesco di Combayre, trov
Paola vestita da casa nel piccolo giardino
d'inverno che formava come una continuazione
dei due saloni.
Mi dispiace che vi siate disturbato,
ella disse tendendogli la mano. Ma non
potevo prevedere un'ora fa che questo mal
di capo sarebbe diventato tanto insopportabile
da obbligarmi a rimanere a casa.
Ebbene, vedremo Notre-Dame un altro
giorno, ecco. Se la mia presenza non vi
stanca, rimarr un po' con voi.
S, rimanete, Guido. E leggetemi dei
versi; volete?
Quali versi, Paola?
I vostri, prima di tutto. Ne scriverete
ancora, non  vero, Guido? Non dovete abbandonare
la poesia.
Guido stava per rispondere: La poesia
per me siete voi. Rimanete nella mia vita
come l'ispiratrice e la guida benamata, ma
Francesco di Combayre entrando in quel momento
interruppe la confessione sulle labbra
del giovanotto che la serenit dello sguardo
di Paola riempiva d'angoscia.
A questa bambina  saltato il ticchio di
non star bene, oggi, disse il barone stringendo
la mano del cugino. Eppure gi
da qualche tempo stava riprendendo una bellissima
cera. Via., dimmi la verit, Paola:
si tratta della piccola contrariet di stamani?
Forse essa ha contribuito ad aumentare
la mia emicrania al suo inizio, padre mio.
Avete avuto una contrariet? domand
Guido con una vivacit piena di premura.
Ella chin affermativamente la testa guardando
suo padre.
Via, non la riceveremo pi, bambina severa,
disse questi in tono di affettuosa condiscendenza.
Si tratta, di mia cugina di
Lubrac, divorziata e, come sapete, recentemente
rimaritata, soggiunse rivolgendosi
a Guido. Venne ieri, mentre Paola era
assente, e poich aveva espresso il desiderio
di conoscere mia figlia, le dissi di venire a
colazione da noi stamattina. Quando Paola
ha saputo che la signora di Lubrac  divorziata
dal primo marito e che ha contratto
una seconda unione, si  arrabbiata... s, si
 arrabbiata sul serio, Guido, e mi ha rimproverato
di ricevere una persona che si trova
in simile condizione. Come se oggi il divorzio
non fosse ammesso ed accettato da tutti!
Guido, il cui viso era divenuto pallidissimo,
batt nervosamente le palpebre.
Certo che  ammesso! disse con voce
breve, un po' dura. Fareste bene, Paola,
a non essere cos intransigente, perch avrete
occasione di imbattervi spesso in persone che
si trovano nello stesso caso, e non potete mettere
tutta la gente in bando!
Ella alz su lui uno sguardo in cui una
viva sorpresa si mescolava al rimprovero.
Che tono, Guido! Ammettereste forse
il divorzio, voi?
Una contrazione pass sul viso di Guido;
ma prima che potesse rispondere, il signor
di Combayre esclam con una vivacit che
sorprese un po' sua figlia:
Lo ammette come tutti, diamine! Il divorzio
 ormai entrato nelle consuetudini, e
l'ostracismo di alcuni non rimedia a nulla.
Ma perch di alcuni solamente?
domand Paola con voce vibrante per l'indignazione.
Come potete ammettere che nella
Francia cattolica venga adottata cos facilmente
un'istituzione che  la violazione flagrante
della legge divina? Forse perch qualche
persona dabbene, che dice e crede di essere
cristiana, e che per s e per la propria
famiglia non vorrebbe certamente sentir parlare
di divorzio, si lascia andare fino a scusarlo
e ad ammetterlo per gli altri? Un tempo
i divorziati erano messi in bando, come dice
Guido, e per conseguenza la gente evitava di
trovarsi in un simile stato.
E quale vantaggio ci vedete? disse
Guido bruscamente. Il matrimonio non era
che un'ipocrita facciata dietro la quale due
persone si detestavano e soffrivano, due persone
il cui carattere non poteva andare d'accordo,
e che il divorzio avrebbe liberate rendendo
loro possibile di trovare altrove la
felicit.
Prima della felicit, sempre assai problematica,
e in ogni modo molto effimera sulla
terra, sta il dovere, almeno per noi cattolici;
perch se voi parlate dei miscredenti,
della nuova generazione libera pensatrice, 
ben certo che quelle povere anime prive di
insegnamento religioso, curve verso la terra,
non possono ammettere la legge della sofferenza,
del martirio morale sopportato ad ogni
costo per rispettare l'indissolubilit del vincolo
coniugale.
Ma, ripeto, che vantaggio trovate in
questa indissolubilit? domand Guido
con sorda impazienza. Perch due creature
dovrebbero essere condannate a restare
legate per tutta la loro vita, quando forse
si sono unite con leggerezza e hanno poi capito
che non erano fatte l'una per l'altra?
Anche prescindendo dalla legge evangelica,
che deve pertanto prevalere per noi su
qualsiasi altra considerazione, non capite,
Guido, che il divorzio costituisce un immenso
pericolo sociale? Pensate a che cosa il divorzio
aveva ridotto la famiglia al tempo della
decadenza romana. A tanto riduce oggi la famiglia
francese. Viene spezzato il vincolo coniugale
per un capriccio, per un malinteso,
per incompatibilit di carattere. Un tempo,
dopo un periodo di discordia pi o meno
lungo, ci sarebbe stata una grande probabilit
che sopravvenisse la riconciliazione e la
vita in comune ricominciasse. Oggi c' il divorzio
che d facolt di sciogliere un'unione
infelice, per con trarne un'altra forse pi
infelice ancora. Il matrimonio si riduce cos a
non essere pi che un contratto temporaneo
e quindi senza dignit, e per cos dire senza
valore. E i figli? Quand'anche non ci fosse
che il pensiero di quei poveri relitti sbattuti
da un focolare all'altro, vittime dello
smembramento della famiglia, non vi pare
che basterebbe per farci odiare questa istituzione?
Il signor di Cesbres ebbe un riso forzato.
Che arringa, Paola! Chi vi ha suggerito
tutte queste idee?
Coloro che mi hanno insegnato la religione.
Vedete, queste idee conferiscono maggior
dignit all'esistenza e danno pi pace
all'anima, che non tutte le grandi teorie di
emancipazione in oggi sciorinate.
Ma, cara figliuola, tu non hai idea delle
terribili sofferenze di certe vite, obiett
Francesco di Combayre. Per taluni il divorzio
 una liberazione indispensabile.
Padre mio, permettete che vi risponda
semplicemente questo: sofferenze di quel genere
sono esistite in ogni tempo. Perch dunque
ai giorni nostri, in cui il divorzio si presenta,
cos come voi dite, come un mezzo di
liberazione alla portata di tutti, vediamo una
tale spaventosa abbondanza, di drammi e di
suicidii quale non si  mai conosciuta nei secoli
precedenti in cui l'indissolubilit del matrimonio
era una legge non solo divina, ma
umana? Secondo le vostre teorie parrebbe
che l'armonia dovesse regnare oggi molto pi
largamente nelle famiglie cos rinnovellate.
E l'esperienza prova che non  cos; tutt'altro!
La vecchia dottrina cattolica ha ragione,
e ad essa torneranno gli uomini il giorno,
gi vicino, in cui verranno raccolti tutti i
frutti di questa triste istituzione.
Guido aveva leggermente voltato la testa,
e con gesto nervoso tormentava le foglie di
una piccola palma vicino a lui.
Francesco di Combayre pos una mano
sulla fronte scottante della figlia.
Sei una valente avvocatessa di una causa
che, riflettendoci,  eccellente; ma sono sicuro
che il tuo mal di capo  aumentato.
 vero. Vi chiedo perci il permesso di
ritirarmi, disse Paola rivolgendo ai due
uomini un debole sorriso.
S, andate, cara Paola, disse Guido
guardandola. Sembrate veramente abbattuta.
Soffrite molto?
Si era alzato e chinava verso di lei il suo
viso sul quale si leggeva un tenero interessamento.
S, parecchio. Ma domani sar certo passato.
Spero bene che nulla vi impedir di venire
con vostro padre a colazione da me come
mi avete promesso, e a vedere le mie piccole collezioni.
Lo spero anch'io, Guido, perch mi dispiacerebbe molto se non potessi.
Gli tese la mano alzando su lui i grandi
occhi che avevano un'espressione di rimprovero.
Perch mi guardate cos, Paola? egli mormor.
Mi avete fatto dispiacere, ella disse
con voce grave. Non pensavo che poteste
avere simili idee sul divorzio.
Un impercettibile fremito agit i lineamenti
di Guido. Egli si chin a deporre un bacio sulla mano della cugina.
Perdono, Paola.. Da ora in avanti le vostre
idee saranno le mie, disse a mezza voce, con un ardore contenuto.
La fanciulla si allontan e Guido si accomiat subito dal cugino.
E Leone Body, che lo incontr per la
strada, vedendolo cupo e accigliato, concluse
che molto probabilmente il fidanzamento non andava secondo i suoi desiderii.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Paola era solita andare tutte le mattine
alla Messa a San Pietro di Chaillot, chiesa
vicinissima al palazzo di suo padre.
Svegliatasi di buon'ora senza aver pi il
mal di testa, ella si alz, si vest rapidamente,
e verso le nove and in chiesa.
Di solito vi si tratteneva quasi un'ora, poich
non v'era luogo in cui si sentisse tanto
bene quanto l, vicina a Dio. E aveva tanto
da pregare! Suo padre e Guido erano l'oggetto
delle sue pi ardenti suppliche, poich
ella capiva che, pur avvicinandosi al Dio
della loro infanzia, essi avevano ancora molta
strada da percorrere per acquistare la fede
viva ed operante, per compenetrarsi di tutti
gli insegnamenti evangelici e farne la regola
della loro vita.
Il giorno precedente ella aveva sofferto
molto udendo la loro indulgenza verso una
violazione della legge divina.  vero che non
aveva da maravigliarsene troppo, perch gi
in casa del curato, a Menafi, aveva udito un
prete francese deplorare l'indulgenza verso il
divorzio di cui si rendevano colpevoli certi
cattolici anche praticanti. E Francesco di
Combayre e Guido di Cesbres, bench cattolici
di nome, non erano stati fino ad allora
che degli indifferenti, e quindi pi suscettibili
a subire le odierne teorie corruttrici.
Ci nonostante, se Paola arrivava a capire
come suo padre, debole di carattere, mediocre
d'intelligenza, avesse potuto annuirvi,
provava invece una segreta penosa sorpresa
di trovare in Guido quella debolezza morale.
Fino ad allora ella aveva avuto la gioia di
osservare che egli era molto pi atto ad apprezzare
il bene e il bello nell'ordine morale,
di quanto non avrebbe potuto credere a giudicare
dalle apparenze; ma neppur lui capiva
la dolorosa grandezza del tacito sacrificio,
della sofferenza interiore sopportata per dovere,
per obbedire a un comandamento evangelico
e per proteggere la dignit del focolare.
Non lo capiva... ma chiss, forse un giorno
arriverebbe a capirlo! Egli le aveva pur detto: D'ora innanzi le vostre idee saranno le mie, Paola.
Non significava forse questo ch'egli riconosceva,
in fondo, la giustezza delle idee della
cugina e che era disposto ad adottarle?
Illuminatelo, Signore. Illuminateli tutti e due!
preg con tutto il fervore dell'anima sua.
Verso la fine della Messa, ella apr il suo
libro per cercarvi, come faceva ogni giorno,
un pensiero su cui meditare durante la giornata.
Il suo sguardo cadde su queste parole
della Scrittura:
Non temere, non ti spaventare, poich
l'Eterno, tuo Dio,  con te in tutto ci che farai.
Mentre richiudeva il libro, un senso inesprimibile
le strinse il cuore, una misteriosa
angoscia, come l'avvertimento di un pericolo
e di una sofferenza.
Ma respingendo energicamente questa angoscia,
ella si mise a pregare col suo solito
fervore, affidandosi a Dio come le raccomandava
la parola ispirata.
Se un pericolo mi minaccia, Voi mi salverete,
Signore! disse con semplicit.
Usc di chiesa, non senza aver prima pregato
per l'anima del caro nonno che il sincero
affetto del padre e il cambiamento di
vita non riuscivano a farle dimenticare, come
il lusso della casa paterna non le impediva
di rimpiangere la piccola casa di Menafi.
Camminava un po' assorta, quando non lontano
da lei echeggi un grido. Una donna
veniva travolta dal cavallo di una vettura
pubblica, mentre una bambina cadeva un
po' pi in l sulla via, precisamente dalla
parte in cui ella si trovava.
Si slanci a rialzarla.
Era una bimbetta di sei o sette anni, bionda
e fine, ben vestita. Era svenuta, ma a Paola
non sembr ferita.
Non  stata toccata dal cavallo, disse
una delle persone che, accorse, si affollavano
intorno alla vettura presso la quale arrivava
in quel momento un agente di polizia. La
donna ha avuto il tempo e la presenza di spirito
di darle una spinta; ma lei, poveretta,
credo sia ridotta a mal partito.
Paola, sedendosi sul marciapiede, prese la
bambina sulle ginocchia, mentre una vecchia
signora le faceva annusare una boccetta di
sali. Quasi subito la piccina apr gli occhi,
dei grandi occhi spaventati.
Giovanna! mormor, distogliendo con
terrore lo sguardo da tutti quei visi sconosciuti.
 la tua governante, carina? domand
dolcemente Paola.
La bambina chin la testa in segno affermativo.
Non si sente bene; forse non potr ricondurti
a casa. Ma dimmi dove stai.
Grosse lacrime riempivano gli occhi della
bambina, il cui fragile corpicino tremava convulsamente
nelle braccia di Paola.
Un agente di polizia si avvicin in quel
momento.
La bambina ha detto dove sta? domand.
No, non ancora. Di', cara, dove abiti?
In via Chaillot, mormor la piccina
tra due singhiozzi.
A che numero?
Non lo so.
Non importa; essa riconoscer la casa,
disse il vigile. Come si chiamano i tuoi
genitori?
La mamma... ho solamente la mamma.
Si chiama signora Halner.
Bene, ti ricondurr da lei.
No!... Giovanna! Giovanna! grid la
bambina rannicchiandosi con un movimento
di terrore tra le braccia di Paola.
Lo spavento le ha procurato una crisi
di nervi! disse Paola, osservando ansiosamente
il pallido visetto dai lineamenti contratti.
Se cercassi di ricondurla io da sua
madre... che ne dite?
Se voleste, sarebbe infatti la migliore
soluzione. Tra qualche minuto verr anch'io
da quella signora per chiedere le generalit
della povera ragazza e per sapere se dobbiamo
farla ricoverare all'ospedale.
 ferita gravemente? domand Paola,
a voce bassa.
No, non sembrerebbe. Ma  svenuta; la
porteremo intanto in una farmacia.
Posando il suo dolce sguardo sul viso spaventato
della bimba, Paola domand:
Vuoi venire con me dalla mamma, cara?
La tua governante ha bisogno di essere curata,
poverina, poich si  fatta male cadendo!
Con voi, s, volentieri, mormor la
bambina.
Paola la rialz e si rialz anche lei. Poi,
insieme, seguite dagli sguardi di simpatia e
di ammirazione degli astanti, si allontanarono
in direzione di via Chaillot.
Mi indicherai la tua casa, non  vero,
cara? disse Paola alla bambina.
Oh, non  lontana!
Infatti si fermarono ben presto davanti a
una casa d'aspetto signorile. Guidata dalla
piccola sconosciuta, Paola pass sotto una
volta, attravers un cortile e penetr in
un'ala pi modesta della casa. Al sesto piano
la bambina si ferm.
Stiamo qui, disse, indicando una delle
due porte che davano sul pianerottolo.
Paola son. La porta si dischiuse e sulla
soglia apparve una giovane donna in una
lunga veste di flanella bianca.
Mamma!... Se tu sapessi!... La povera
Giovanna... disse la bambina spalancando
la porta e precipitandosi tra le braccia della
madre.
Ebbene, che cosa  accaduto? esclam
la giovane donna con spavento, fissando su
Paola un paio d'occhi azzurri quasi smorti,
mentre con un braccio stringeva a s la piccola.
La vostra povera domestica  stata vittima
di un investimento, signora, rispose
Paola. Ho ricondotto io la bambina perch
aveva paura di farsi riaccompagnare a
casa da un agente di polizia.
Ma lei, Kaja, non si  fatta niente?
Dimmi, tesoro, ti sei fatta male?
Le sue mani tastavano la bambina, soffermandosi
sul pallido visetto in una dolce carezza.
No, niente, mamma! Ma vedi come
tremo!
Ti do subito un calmante. Oh, signora,
come vi sono riconoscente di aver riaccompagnato
la mia piccola Kaja!  cos selvaggia
e impressionabile! Entrate, vi prego.
Grazie, signora, ma non vorrei far
tardi. Per, se potessi esservi utile in qualche
cosa... Se la vostra domestica...
Giovanna era la mia unica domestica e
non so come far. Sono ammalata e quasi
cieca. Entrate, signora.
Paola la segu nella stretta anticamera al
di l di un elegante salottino. La sconosciuta,
dopo aver adagiato su un sof la figlioletta
che continuava a tremare, spar in una stanza
attigua, mentre Paola, sedutasi vicino alla
bambina, tentava di calmarla con parole incoraggianti.
I grandi occhi di Kaja non abbandonavano
il bel viso tanto soave, e quando, dopo cinque
minuti, la madre rientr, trov la bimba
con la testolina appoggiata con abbandono
contro il petto di Paola.
Ma come, la mia piccola selvaggia si 
ammansita? disse con sorpresa. Non 
solita avere di queste simpatie improvvise.
I miei poveri occhi non mi permettono di distinguere
bene i vostri lineamenti, signora;
ma penso che il vostro viso abbia qualche
cosa di assai particolare per piacere cos di
primo acchito a Kaja.
Oh, mamma, se tu vedessi com' bella!
disse la bambina in tono di ammirazione
estatica. I suoi occhi sono cos neri che
sembrano di velluto; e non mi stancherei mai
di guardarli.
Paola arross un poco, e si mise a ridere.
Su, carina, prendi subito il calmante
che ti ha preparato la mamma.
 cattivo, mormor Kaja con una
smorfietta.
Devi prenderlo lo stesso, piccina mia,
disse la mamma che per mettersi al livello
della bambina si era inginocchiata presso il
sof. Bevi presto, vedrai che il tremito
ti passer.  il rimedio che le diamo di solito
nelle sue crisi nervose, soggiunse rivolgendosi
a Paola.
Ne va soggetta?
S,  tanto delicata e impressionabile!
Non sono mai crisi molto violente, ma la lasciano
poi molto debole.
Paola guard con compassione la bimbetta
molto delicata di aspetto e tutta tremante che
si abbandonava nelle sue braccia. Era bellina,
quella bimba, col suo viso fine dal colorito
quasi trasparente, i lunghi capelli di
un biondo scuro, i bellissimi occhi dall'espressione
troppo seria. Non rassomigliava alla
madre.
Paola osserv di sfuggita la giovane signora
che guardava Kaja bere lentamente la
sua pozione. Era piuttosto piccola, d'una magrezza
eccessiva che l'ampia veste da casa
non riusciva a dissimulare. Aveva i lineamenti
fini, ma avvizziti come quelli d'una
persona ammalata; solo la sua carnagione,
che doveva essere stata magnifica, conservava
ancora una certa freschezza. I suoi occhi velati
da una cecit quasi completa e profondamente
cerchiati di nero, erano azzurri, di
un azzurro un po' pallido, e nella massa dei
capelli biondi come il grano Paola distinse
alcune ciocche bianche.
Quella donna aveva sofferto, moralmente o
fisicamente, o forse in tutt'e due i modi. Era
evidente altres che era ammalata, come aveva
detto ella stessa.
Ora andrai a riposarti, amor mio,
ella, disse quando Kaja ebbe finito di bere.
E io me ne vado, soggiunse Paola
alzandosi dopo aver adagiato la testa bionda
della bambina sui cuscini del sof.
Ma ritornerete? domand Kaja. in
tono di preghiera.
Paola esit. Dopo tutto, non sapeva chi
fossero quelle sconosciute.
Dite, ritornerete?
Gli occhi bruni la guardavano con una tale
espressione di supplica, ch'ella non si sent
il coraggio di rifiutare.
S, ritorner domani per sapere come
stai, carina, rispose baciando la piccola
fronte pallida.
Grazie, signora
Sono signorina, ribatt Paola sorridendo.
E seguendo la madre usc dal salotto. La
giovane donna chiuse la porta e condusse
Paola nella piccola stanza da pranzo dove si
vedevano ancora sulla tavola i resti della colazione
della mattina.
Mi potete dire ora qualche cosa della
povera Giovanna? Non ho avuto il coraggio
di parlarvene in presenza di Kaja.
Il commissario di polizia mander un
agente ad informarvi con esattezza. Io sono
venuta subito via con la bambina, ma ho sentito
dire che le ferite della povera ragazza
non erano molto gravi. Ci nonostante dovr
essere ricoverata all'ospedale.
La giovane donna si lasci cadere accasciata
su una seggiola.
Che disgrazia! Che cosa accadr di me?
Non posso fare niente, sfinita come sono.
Infatti il suo viso si copriva di un pallore
terreo e il suo respiro diventava affannoso.
Non conoscete nessuno?... Una donna
che possa venire a farvi qualche ora di servizio?...
Forse la portinaia potr mandarmene
una...
Volete che gliene parli, ora che scendo?
Oh, grazie! Come siete gentile!
E se la portinaia non conoscesse nessuno,
ne domander ai domestici di mio padre;
essi potranno forse aiutarmi.
Non so come ringraziarvi, signorina!
disse la sconosciuta tendendo verso Paola le
sue lunghe mani sottili, diafane e scarne.
In quel gesto un anello che ornava l'anulare
della sua mano scivol e cadde a terra
con un piccolo rumore sordo.
Paola, abbassandosi prontamente, lo raccolse
e glielo porse, non senza aver osservato
la bellezza dello zaffiro contornato da brillanti
che ornava l'anello.
Oh, grazie, signorina! Io non avrei potuto
ritrovarlo, con i miei poveri occhi. Ho
un bel far ristringere l'anello: esso rimane
sempre troppo grande perch continuo a dimagrire.
Ma non vorrei perderlo!  il ricordo
di uno dei pi bei giorni della mia
vita... e di giorni belli non ne ho avuti
molti.
Le sue pallide labbra, si contrassero un
poco, un velo di lacrime le offusc gli occhi.
Paola non os domandarle se era vedova.
L'esempio della madre le aveva rivelato quali
misteriose sofferenze pu racchiudere l'esistenza
di una donna.
Prese commiato dalla sconosciuta che la
ringraziava ancora con calore e, scese rapidamente
le scale, and a bussare alla portineria.
Non c'era che il portinaio, un ometto
col viso rosso, il quale, ammansito dalla bellezza
della giovane sconosciuta, si degn di
alzarsi dalla sua poltrona e sollevare la papalina
ricamata.
 .accaduta una disgrazia alla domestica
della signora che abita al sesto piano in
fondo al cortile, disse Paola. La signora
mi prega di domandarvi se per caso
non aveste una donna di servizio da mandarle.
Io non so, signora. Se ne occupa mia
moglie, di queste cose. Ma non pu tardare
a ritornare e gliene parler subito.
Paola ringrazi e si affrett verso casa.
Mentre finiva di togliersi il mantello, il cameriere
venne ad avvertirla, che il signor di
Combayre voleva vederla.
Il barone era a letto e soffriva molto quella
mattina. Egli ascolt con aria distratta le
spiegazioni che gli dette la fanciulla sulla
cagione del suo ritardo, poi la preg di leggere
ad alta voce, perch gli pareva che la
sua voce armoniosa mitigasse le sue sofferenze.
La mattina seguente, Paola ritorn in casa
delle sconosciute come aveva promesso. Una
donna di servizio la fece entrare nel salotto,
dove quasi subito fu raggiunta dalla giovane
signora.
Siete stata ben gentile a esaudire il desiderio
della mia piccola Kaja! Parl molto
di voi, ieri; le avete fatto una profonda impressione.
Come sta?
Stamani ha la febbre, una forte emicrania
ed  molto abbattuta..  sempre cos dopo
un'emozione.  tanto delicata di salute, la
mia piccina! disse la signora Halner con
un profondo sospiro. Volete venire a vederla?
Naturalmente, non l'ho fatta ancora
alzare.
Paola annu e la segu nella stanza vicina,
una elegante camera dove accanto al letto
della madre era quello di Kaja.
Ah, siete voi! Vi ringrazio di esser venuta,
disse la bambina sollevandosi un
poco e tendendo le braccia verso Paola.
La fanciulla la baci, e cedendo alle istanze
della bambina e a quelle della madre si sedette
un momento accanto al letto.
Mentre chiacchierava con la giovane signora
e le domandava se aveva potuto trovare
una domestica di scambio, gli occhi di
Kaja rimanevano fissi su lei, come in estasi.
Ve ne andate gi? le domand vedendo
che si alzava. Oh, rimanete ancora!
Mi piace tanto guardarvi!
Incontrando lo sguardo carezzevole e tenero
di quegli occhi castani dai riflessi caldi,
Paola ebbe a un tratto l'impressione fugace,
ma intensa, di essere gi stata guardata da
occhi simili e con la medesima espressione.
Restate ancora un momento, un momento
solo! supplic Kaja, afferrando con
le piccole mani scottanti la mano di Paola.
Vorrei che mi permetteste di appoggiale
la testa su voi, come l'altro giorno. Mi pare
che sentirei meno male.
Paola, commossa, si sedette di nuovo e attir
a s la testolina bionda.
Veramente la mia piccola Kaja  molto
indiscreta! disse la giovane donna con un
debole sorriso.  un po' capricciosetta!...
Non ho che lei...  la mia consolazione.
Entrando nella camera, la signora Halner
si era lasciata cadere su una poltrona, e sembrava.
a Paola pi pallida, pi abbattuta del
giorno prima.
Con un grazioso gesto carezzevole, Kaja
sfior con la mano la guancia della fanciulla.
 morbida come la seta, disse con
ammirazione. E come sono belli i vostri
capelli! Sembrano d'oro. Vorrei averli anch'io cos.
Li hai bellissimi, piccina, osserv
Paola sollevando una ciocca dei capelli biondo
cenere che ricadevano sulle spalle della malata.
Qui siamo tre bionde, e ciascuna di
un biondo differente, soggiunse con un
sorriso.
Io sono una bionda del Nord, disse
la giovane signora. Sono danese.
Ma parlate il francese senza il minimo
accento straniero, mi pare.
Abito in Francia fin dall'et di dieci
anni. Ma voi, signorina, se non sbaglio avete
l'accento italiano.
Sono infatti italiana per parte di madre,
e anche perch sono nata in Italia. Ma
mio padre  francese.
L'Italia! Ci sono stata una volta...
mormor la giovane signora.
Un'espressione dolorosa apparve su quella
fisonomia stanca dando una piega amara alle
labbra sottili.
In quel momento la donna di servizio buss
alla porta annunziando che il commissario di
polizia chiedeva di parlare con la signora
Halner.
Paola si alz per andar via nonostante le
proteste della madre e della bambina. Alla
domanda ansiosa di Kaja: Tornerete a trovarmi,
signorina?... ella rispose in una
maniera un po' evasiva. Prima di stringere
relazione con delle sconosciute, voleva informarsi.
Aveva affidato quest' incarico alla cameriera
che suo padre aveva messa al suo
servizio, e che le pareva una persona seria.
Poi, se non ci fosse stato niente in contrario,
non avrebbe domandato di meglio che ritornare,
perch il suo cuore delicatamente caritatevole
era commosso alla vista di quella
giovane donna ammalata e triste, e attirato
in modo non comune verso quella fragile bambina
che le dimostrava una cos spontanea tenerezza.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Il signor di Combayre e Paola facevano per
la prima volta colazione in casa di Guido.
Questi aveva colto a pretesto alcuni rari oggetti
d'arte e parecchi libri antichi da mostrare
alla cugina.
Paola possedeva un senso artistico troppo
sviluppato per non ammirare la casa di
Guido; ed egli, con occhio estatico, seguiva
le impressioni della fanciulla sul suo viso
aperto ed espressivo. Il suo cuore gioiva vedendola
in quelle stanze che sembravano fatte
per lei e dove sognava di averla un giorno
come regina.
Dopo la colazione, servita nella sala da
pranzo fiamminga, e per la quale la cuoca
di Guido aveva sorpassato se stessa, Francesco
di Combayre si ritir nel salotto per
la siesta necessaria al suo stato di continua
spossatezza.
Guido condusse Paola nel suo studio. Voleva
leggerle il secondo atto del dramma che
aveva finito di ritoccare qua e l la mattina
stessa.
Volete dunque far di me un critico?
diss'ella con gaiezza sedendosi nella grande
poltrona antica ch'egli le offriva.
Non v' approvazione alla quale io ambisca
pi che alla vostra! rispose Guido
gravemente, guardandola con espressione
commossa.
Oh, averla sempre cos vicino a s, in quella
casa di cui ella sarebbe la vita, la luce! Doveva
parlarle subito; non poteva pi aspettare,
non poteva pi vivere in quell'ansiet.
Gli occhi neri si alzarono su lui un po' sorpresi
per l'improvviso silenzio.
Leggete pure, Guido; vi ascolto.
Ma invece di stendere la mano verso il
manoscritto, Guido prese una seggiola e si
sedette accanto alla cugina.
Devo domandarvi una cosa, Paola. Ma
prima di tutto ditemi se ora avete fiducia
in me.
Ma s! Quanta se ne pu avere in una
creatura umana, cio soggetta a errare.
E fino a qual punto giungerebbe questa
fiducia?
Come fino a qual punto?
Per esempio, se vi chiedessi di rinunziare
alla vostra decisione... se vi chiedessi
di credere al mio amore e di diventare mia
moglie?
Ella arross e si alz bruscamente.
Ma siete pazzo, Guido! Perch mi dite
una cosa simile?
Anche Guido si era alzato.
Perch disse, prendendole una mano
vi siete impadronita di tutto il mio cuore,
nonostante gli sforzi del mio egoismo per resistere
al vostro potere.
Con voce vibrante e calda le raccont come
avesse lottato contro gli assalti, ogni giorno
pi irresistibili, di quell'amore; e Paola,
ascoltandolo, si sentiva invadere da un fremito
di spavento e di felicit.
Improvvisamente ella cap la profondit
del sentimento che la univa a Guido.
Ma dunque, anche lei...? La sua diffidenza,
basata sul ricordo della sorte della madre,
non l'aveva preservata da un sentimento che
pur tuttavia le aveva sempre ispirato un
segreto terrore.
Ella indietreggi un poco, e liberando la
mano da quella di Guido, alz verso di lui
uno sguardo esitante, un po' sperso.
Guido, sapete bene che non posso.
Ma s che potete! Voi mi amate!
esclam Guido in tono di trionfo. L'ho
letto nei vostri occhi... E mi avete detto
ora che avete fiducia in me.
Ho fiducia nella vostra amicizia. Ma 
ben altra cosa unirsi per la vita intera con
un vincolo indissolubile. E innanzi tutto,
considerate voi il matrimonio come un vincolo
indissolubile? soggiunse vivamente,
come colpita da un' idea improvvisa. Non
pi tardi d'ieri l'altro voi ammettevate, approvavate
quasi il divorzio...
Un impercettibile fremito agit la. fisonomia
di Guido.
Non approver mai nulla di quel che
voi disapprovate, mi sottoporr interamente
alle vostre opinioni, disse in tono di ardente
protesta. Dovete essere indulgente
con me, Paola. Finora non sono stato che
un povero miscredente, e pu darsi che ancora
alcune delle mie opinioni offendano,
molto involontariamente, credete, le vostre
convinzioni. Ma ditemi, Paola cara., non vi
ho forse dimostrato di essere un uomo di
buona volont?
S,  vero! Mi pare infatti che cerchiate
sinceramente la verit.
E non volete aiutarmi a trovarla pi
presto con la vostra continua presenza, col
vostro esempio costante? Ho gi avuto occasione
di dirvi quanto io rispetti ed ammiri
le vostre convinzioni. Potete perci essere
sicura che, anzich combatterle, cercher di
farle mie.
Lo spero; e se veramente Dio mi desse
il compito di convertirvi, la mia pi grande
felicit sarebbe di affrettare con le mie preghiere
il momento in cui crederete come me.
Ma... oh, Guido, avrei troppa paura!
mormor in tono di angustia.
Paura di che, Paola?
 il ricordo della mamma... Vedete, se
dovessi conoscere l'abbandono, il tradimento,
ne morirei anch'io.
No, no!... disse Guido afferrandole
le mani e portandole alle labbra. Voi no,
Paola, la mia Paola! Abbandonarvi, voi che
sarete il mio tesoro! Sapete che questo dubbio
 un'ingiuria per me?
Paola, confusa, arross.
Scusate, Guido. Ma penso alla mia povera
mamma. Lo so che in fondo siete serio...
n posso fare a meno di credere alla
vostra sincerit... termin a mezza voce.
Paola...  una promessa., dunque?
Egli s'inclinava verso di lei, avvolgendola
con quello sguardo carezzevole che era pieno
di fascino quando ne bandiva l'ironia, ci
che faceva sempre quando si rivolgeva alla
cugina.
Chi dunque l'aveva guardata cos, il giorno
stesso?
Ah, s, ricordava! La piccola Kaja. Anche
lei aveva lo stesso movimento delle lunghe
ciglia bionde che fremevano dolcemente ombreggiando
gli occhi castani dai caldi riflessi.
Ma per quale strana associazione di idee il
ricordo della piccola sconosciuta le si presentava
in quell'istante alla mente?
Una promessa! Che fretta, Guido!
ella disse con un sorriso un po' tremulo.
Prima di tutto, bisogna parlarne al babbo.
Certo! Ma vostro padre in questo caso
vorr ci che voi vorrete. Non siate crudele!
Ditemi che sarete mia moglie, che verrete
presto a rallegrare questa casa con la vostra
grazia e la vostra squisita bont.
Un lieve rossore ravviv l'uniformit del
colorito di Paola che abbandon la sua mano
in quella del cugino.
Ve lo dir tra poco, davanti al babbo.
E aspettando che si svegli, leggetemi il vostro
secondo atto.
Egli obbed e le si sedette di faccia.
Mai lettura fu fatta peggio n peggio ascoltata.
Guido guardava il manoscritto assai
meno del viso delicato che risaltava cos armoniosamente
sullo sfondo scuro dell'alto
schienale della poltrona. Paola si credeva in
preda a un sogno... sogno incantevole ma in
pari tempo un po' pauroso.
Ella aveva sempre detto che non avrebbe
mai potuto riporre abbastanza fiducia in un
uomo per credere alla fedelt del suo amore
e accettare di mettere la propria mano in
quella di lui fino alla morte! Come spiegare
la felicit che gonfiava il suo cuore al pensiero
che Guido le aveva chiesto se voleva diventare
sua moglie?
Aveva dunque Guido saputo ispirarle quella
fiducia ch'ella aveva sempre pensato di non
poter provare? Ella credeva alla sua assoluta
sincerit, alla forza e alla fedelt di quell'amore
ch'egli le aveva rivelato un momento
prima.
La voce dell'antica ditfidenza, debole ormai,
cercava di mormorarle: Sta' attenta!.
Ma la voce del cuore rapito di felicit, del
cuore che amava, che si era gi dato, soffocava
l'altra voce con un grido di trionfo:
Credo nella sua lealt. Credo in quell'affetto
che gli fa sacrificare per me la sua egoistica
indipendenza!.
Guido, mi pare che oggi la vostra maestria
di lettore sia alquanto in ribasso,
disse Francesco di Combayre in un tono un
po' malizioso, aprendo la porta che separava
lo studio dal salotto.
Guido si alz prontamente, e Paola volse
gli occhi sfavillanti di gioia verso il padre.
E un fatto che la mia mente vaga molto
lontano dal libro, disse il giovanotto con
una gaiezza un po' commossa. Aspettavo
con impazienza il vostro risveglio, Francesco.
Perch?
Perch Paola non vuole pronunziare se
non che davanti a voi la parola che deve
decidere della mia felicit.
 vero, bimba?
Paola si alz, e avvicinandosi al padre gli
prese la mano.
S, Guido mi ha chiesto di diventare
sua moglie. Lo permettete, babbo?
Come? Se lo permetto? Con entusiasmo,
bambina mia. Perbacco, che conquista hai
fatto i... Un uomo che aveva giurato di non
sposarsi!
Ma vi far osservare, Francesco, che da
parte mia la conquista  altrettanto importante,
disse Guido ridendo. Anche Paola
aveva dichiarato che non si sarebbe mai sposata.
 vero! Doppia conversione, allora! Via,
Guido, date un bacio alla vostra fidanzata.
Le labbra di Guido sfiorarono la fronte di
Paola tutta rosea per la commozione. La felicit
faceva brillare gli occhi del signor di
Cesbres, e suo cugino, guardandolo, pens:
Eh, per essere uno scettico mi sembra parecchio
entusiasmato, il caro Guido!
Quando Francesco di Combayre e sua figlia
tornarono a casa, un'ora pi tardi, Guido li
accompagn.
Egli avrebbe passato il pomeriggio con la
fidanzata e sarebbe rimasto a pranzo con lei
e suo padre.
Varcando la soglia della loro casa., Francesco
di Combayre ebbe un'esclamazione di
stupore.
Che cosa sono tutti questi bagagli?...
Ah! Riconosco i bauli di Matty!
La signorina  arrivata un'ora fa, signor
barone, disse il servitore.
Parve a Paola che una morsa le serrasse
improvvisamente il cuore. Quanto a Guido,
egli aggrott impazientemente le sopracciglia
e mormor tra i denti:
Questa proprio non ci voleva!
In quello stesso istante, la magra figuretta
di Matty, ancora vestita da viaggio, s'incornici
nel vano di una porta. Il suo sguardo,
sfiorando appena il padre, si sofferm su
Paola e Guido che, l'uno accanto all'altra,
stavano in piedi nell'anticamera.
Potevi pure avvertirci del tuo arrivo,
Matty! esclam Francesco di Combayre,
facendo qualche passo verso la figlia.
Avremmo potuto essere via...
In tal caso sarei andata a chiedere ospitalit
a qualche amica, rispose Matty seccamente.
Mi diverte tanto fare delle improvvisate!
Mentre parlava, i suoi occhi ardenti non
si distoglievano dal viso di Paola, la cui bellezza
sembrava ancora aumentata dall'elegante
e sobrio vestito nero che le donava
moltissimo.
Perch non scrivevi, bambina cattiva?
domand Francesco di Combayre attirando
la figlia tra le braccia e baciandola.
Sono molto in collera con te, sai?
Ti passer! rispose Matty, liberandosi
con un brusco movimento dalle braccia
del padre. E imparerai un'altra volta
a farmi dei misteri simili. Cos, signorina
Paola, pare che siate mia sorella, soggiunse,
facendo qualche passo con gli occhi
fissi sulla fanciulla. E mi hanno anche
detto, messer Guido, che voi eravate a parte
del segreto!
Ora guardava il cugino, e i suoi occhi balenavano
sotto le ciglia scure.
Ma certo! Ebbi il piacere di conoscere
quasi subito dopo il nostro arrivo a Menafi
il vincolo di parentela che mi univa alla nostra
graziosa ospite! disse Guido nel tono
di fredda ironia col quale era solito rivolgersi
a Matty. E anche voi, Matty, sareste
stata informata, se Paola avesse trovato
in voi un po' pi di simpatia.
Alla simpatia non si comanda, voi lo
sapete meglio di chiunque altro, caro mio!
ribatt Matty con un sorriso sardonico.
Ma infine, poich non possiamo cambiare
ci che , cercheremo di adattarci l'una all'altra.
Evidentemente, sar il partito pi ragionevole,
Matty, disse Francesco di Combayre
avvicinandosi. Ma purtroppo... purtroppo
per noi, dico, Paola se ne andr
presto!
Come? Si sposa?
S. Indovina con chi, Matty?
Con Guido, suppongo, disse Matty
con voce alterata, mentre il viso le si scoloriva
e le sue labbra diventavano esangui.
Come avete indovinato presto, Matty!
disse Guido con un sorrisetto sardonico.
Abbiamo dunque un'aria speciale, noi due?...
Ma s'interruppe. Negli occhi azzurri che
lo fissavano aveva scorto, fuggitiva ma intensa,
un'espressione di disperato smarrimento.
Qualche mese prima egli avrebbe trovato
in ci null'altro che materia di osservazioni
originali; ma ora, sotto il benefico
potere di Paola, il suo cuore provava una
sincera compassione per le sofferenze di quella
fanciulla, sebbene gli fosse poco simpatica.
I fidanzati hanno sempre un'aria speciale,
disse Matty in tono breve. E poi
sospettavo che la signorina vi piacesse gi
molto a Menafi. Sicch, a quando il matrimonio?
La sua fisonomia aveva ripreso l'espressione
fredda e noncurante che le era abituale. Solo
una piccola fiamma ardeva ancora in fondo
alle sue pupille.
Non abbiamo ancora fissato nulla. Paola
deve decidere.
Quando vorrete voi, Guido, mormor
Paola.
In presenza di quella bizzarra sorella che
non le aveva neppure teso la mano, le era
venuto un desiderio pazzo di abbandonare pi
presto possibile quella casa.
Guido, con la sua abituale perspicacia,
aveva senza dubbio indovinato i suoi pensieri,
perch rispose:
Ebbene, prenderemo gli accordi necessari
e fisseremo il giorno assai prossimo per
la cerimonia, tanto pi che ora vostro padre
ha ritrovato l'altra figliuola e voi gli
mancherete meno.
Francesco di Combayre non protest. Vedendo
l'atteggiamento di Matty verso la sorella,
capiva che la vita in comune sarebbe
stata difficile per Paola.
Fate come volete, e buona sera! disse
Matty voltando le spalle. Vado a letto,
perch la traversata  stata cattiva e sono
molto stanca.
Il padre, gi inquieto, la segu per accertarsi
ch'ella non si sentisse male. Guido si
lev la pelliccia e aiut Paola a togliersi
cappa e cappello; poi, passandole dolcemente
la mano sotto il braccio, la condusse nel
giardino d'inverno.
Dovremo decidere noi, perch ora Matty
far perdere la testa al mio povero cugino,
disse con un mezzo sorriso.
Oh, Guido, che noia! Eravamo cos tranquilli!...
Povera Matty, ho torto a dire cos...
ma avete visto.
Non vi tormentate, vi prego. Matty 
sempre pi o meno bisbetica, secondo i giorni.
 possibile che domani vi faccia un altro viso.
Del resto non vi rimane che poco tempo da
passare con lei. Ridurremo al minimo la durata
del nostro fidanzamento, e, una volta
insieme, rideremo della sua cattiveria.
Paola rimase un momento pensierosa, guardando
senza vederle le rose che, sostenute
da un graticcio dorato, tappezzavano una
delle pareti del giardino d'inverno.
Ma se con molta pazienza e molta dolcezza
avessi la fortuna di riuscire a conquistare
un po' del suo affetto?...
Un'espressione ironica e tenera a un tempo
attravers lo sguardo di Guido.
L'impresa sarebbe arrischiata, anche
per un caro angelo come voi. Ma quando sarete
stata sposa niente vi impedir di tentare
la conversione di quella povera Matty.
Per, non vi fate troppe illusioni a questo
proposito. E ora lasciamo Matty. Ditemi invece
come desiderate l'anello del fidanzamento.
Sceglietelo come piace a voi, Guido.
No, no; dite come lo preferite? Volete
un brillante? O preferite un'altra pietra?
Mi piacciono molto gli zaffiri.
Guido impallid, e le dita che tenevano la
mano di Paola fremettero un poco.
Non trovate che uno smeraldo sarebbe
meglio?  la pietra ideale per voi, con i vostri
occhi neri e i vostri capelli d'oro acceso.
Come volete, Guido. Mi piace tanto anche
lo smeraldo. E poi, dal momento che
piace a voi, mio futuro signore e padrone!
Ella lo guardava, ridente e commossa al
tempo stesso.
A lungo, quasi con devozione, egli baci
le dita affusolate.
Un signore e padrone che avr molto
bisogno della cara guida che voi sarete per
lui. Che cambiamento nella mia vita dal
giorno in cui vi ho incontrata! Secondo il
capriccio, me ne andavo senza meta, senza
speranza. Ma ora ho voi, l'eletta del mio
cuore, l'unica confidente.
Gli occhi della fanciulla si posarono su lui,
ed egli si sent come avvolto dagli effluvi luminosi
che si sprigionavano in quel momento
dal suo sguardo grave e quasi solenne.
Guido, vi do la mia fiducia.
Ella pronunzi queste parole con voce lenta,
come avrebbe pronunziato un giuramento.
Per qualche istante le Labbra di Guido tremarono,
mentre le sue palpebre si abbassavano
a velare lo sguardo.
Mi sforzer di meritarla sempre, la vostra
fiducia, cara Paola, disse con voce che
la commozione rendeva stranamente sorda.
Paola si alz, e avanzando di qualche passo
colse una rosa madreperlacea appena sbocciata.
Tenete, prendete questo fiore e conservatelo.
Come la rosa di Menafi fu il pegno dell'amicizia che ci univa, questa significher la fiducia reciproca che ci promettiamo oggi.
Guido ebbe un impercettibile movimento quasi volesse respingere il fiore, e le sue labbra impallidite si dischiusero come per pronunziare una brusca confessione.
Ma si richiusero, e con gesto deciso egli prese la rosa che mise nel portafogli insieme con quella ormai appassita dell'Oratorio delle Rose.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Paola dorm poco quella notte. La sua
anima era divisa tra la felicit e il timore:
la felicit di pensare che Guido l'amava, che
lei amava Guido, e che insieme avrebbero percorso
il cammino della vita sotto la benedizione
divina, uniti nel dolore come nella
gioia; il timore per quell'avvenire nuovo che
s'apriva improvvisamente davanti a lei e che
la coglieva impreparata, perch aveva sempre
respinto l'idea del matrimonio.
Forse avrebbe dovuto riflettere pi a lungo,
chiedere consiglio... Ma ella conosceva ormai
Guido tanto bene! Lasciando cadere il
velo del mistero in cui di solito si teneva avvolto,
egli aveva rivelato il segreto della sua
anima ardente, avida di verit e di bene,
sotto la sua apparenza fredda e scettica.
Soltanto perch era certa della sua lealt,
della sua buona volont, e dell'aiuto morale
che ella poteva recargli, si era decisa ad accettare
di divenire la sposa di un uomo che
non condivideva ancora tutte le sue convinzioni.
Del resto, se egli fosse stato diverso, le pareva
che non avrebbe potuto amarlo. Il suo
primo barlume di simpatia per Guido era
stato provocato dalla compassione che le ispirava
l'anima spersa e visibilmente sofferente
ch'egli le aveva rivelata in un insolito accesso
di fiducia. Essa aveva cercato di fargli
del bene, ed ora sembrava che Dio volesse
affidarle il compito di condurre a buon
fine l'opera di quella conversione.
Dio mio, mi dedicher a questo compito
con tutte le mie forze! pensava con fervore.
Oh, come vi ringrazio! Sono tanto ma tanto felice!
Una gioia dolcissima le dilatava il cuore.
Commossa, ella pens:
Vorrei che il nonno fosse qui e vedesse
la felicit della sua piccola Paola. Ma di
lass voi mi benedite, non  vero, nonno caro?
Perch mai il ritorno inaspettato di Matty
era venuto ad offuscare la soave letizia di
quel primo giorno di fidanzamento? Essa
aveva avuto per la sorella lo stesso sguardo
ostile che aveva a Menafi per l'ospite sconosciuta.
Da quell'accoglienza era facile prevedere
che la vita in comune avrebbe presentato
qualche difficolt e che a Paola sarebbe
occorsa molta dolcezza.
Povera bambina, educata cos male! Bisogna
essere indulgenti con lei, pens con
compassione.
Quella mattina, uscendo dalla Messa, ella
ebbe la dolce sorpresa di trovare Guido presso
la pila dell'acqua santa.
Sapevo che venite sempre a questa
Messa, le disse guardandola con occhi teneramente
rapiti. Non ero molto lontano
da voi. Sono sicuro che avete pregato molto
per me, Paola.
Molto,  vero. Vorrei che diveniste un
vero credente.
Lo diverr, spero. Ma neppure per amor
vostro vorrei simulare una fede completa che
non possiedo ancora.
Oh, questo no, Guido! L'ipocrisia  un
detestabile difetto. Mi accompagnate a casa?
Certamente! E se non avessi promesso
gi da tanto tempo a quell'amico di cui vi
parlai un giorno, quel vecchio artista povero
e modesto, di andare a trovarlo a Vincennes
dove abita, mi sarei invitato a colazione da
vostro padre. Ma il mio povero amico  ammalato
e so che la mia visita gli far piacere.
Lo credo; dovete assolutamente andare
da lui! La vera bont  quella che fa anteporre
il dovere della carit a una soddisfazione
personale.
E quando questa soddisfazione consiste
nel passare diverse ore lontano da una cara
fidanzata, il sacrificio  molto meritorio,
soggiunse Guido con un sorriso commosso.
Voi mi fate diventare eroico!
Alla porta, Guido salut la fanciulla dicendole:
A stasera verso le sei, quando ritorno
da Vincennes.
Paola vide la sorella all'ora della colazione.
Con sua grande sorpresa, Matty, il cui viso
giallo e stanco portava le tracce d'una notte
insonne, si mostr se non affettuosa, almeno
abbastanza gentile, e la sua sorpresa aument
quando, al momento di alzarsi da tavola, essa
le domand se voleva andare con lei al Bosco
di Boulogne, nel pomeriggio.
Ho un gran mal di capo, spieg.
Una passeggiata mi far bene, con questa
temperatura mite. Profittate dell'occasione
se ci vi fa piacere.
Paola si affrett ad accettare, felice di quel
lieve cambiamento nel contegno della sorella.
L'automobile in cui le due fanciulle avevano
preso posto era stata scoperta, come
buon numero delle vetture che circolavano
per i viali del Bosco, in quella magnifica e
quasi tiepida giornata di febbraio.
Le due ragazze attiravano tutti gli sguardi,
o, pi esattamente, la gente guardava Paola,
la cui maravigliosa bellezza bionda e la sobria
eleganza risaltavano ancor pi accanto
alla bruna Matty, dal colorito giallastro e
dal vestito stravagante. Tutti erano curiosi
di conoscere la fidanzata scelta da quel simpatico
e insensibile Guido di Cesbres per cui
tanti cuori avevano palpitato invano.
Niente di tutto questo sfuggiva a Matty.
Ella vedeva bene gli sguardi d'ammirazione
di cui Paola era oggetto, e quelli di ironica
indifferenza rivolti alla sua magra persona.
Ma il suo viso rimaneva impassibile.
Guardate, laggi, in quella vettura,
quella ragazza alta e bruna dal tipo spagnuolo.
Il vecchio signore che le siede accanto
 suo padre...  stata l'ultima fiamma
di Guido, almeno fino al momento della sua
partenza per l'Italia, perch dopo ha cambiato
l'oggetto delle sue attenzioni.  terribilmente
volubile, il nostro caro cugino!
Paola aggrott leggermente le auree sopracciglia,
ma sdegn di rispondere a quella insinuazione
maldestra e maligna. Ella non
ignorava che Guido era notorio per le sue
fiammate numerose, effimere e incostanti; egli
stesso le aveva raccontato che si serviva di
ci che chiamava una sciocca piccola commedia,
per meglio studiare le anime femminili
frivole e civette incontrate sulla sua
strada.
Matty la osservava con la coda dell'occhio,
e il suo sguardo balen vedendo che rimaneva
indifferente.
Si adagi pi indietro sui cuscini della vettura,
e appoggiando il mento sulla mano inguantata
si raccolse un momento.
Sarete forse felice con lui, nonostante
tutto, mormor a un tratto, come parlando
a se stessa. La cattiva riuscita di un primo
matrimonio non  una ragione perch il secondo
non sia pi fortunato.
Paola la guard con sorpresa, domandandosi
come mai divagasse a quel modo.
Avete parlato di un primo matrimonio,
Matty?
Ma s, il primo matrimonio di Guido!...
Come, non sapevate?
Paola sbarr gli occhi su lei. Le labbra di
Matty ebbero quel movimento proprio al felino
che si prepara a sbranare la preda.
Ah, questa  grossa! Guido non vi ha
detto che ha avuto un'altra moglie? Era la
figlia di uno scrittore danese, poetessa essa
pure, che aveva completamente perso la testa
per lui.
Ed  vedovo da molto tempo?
Le parole erano uscite a stento dalle labbra
tremanti di Paola che si credeva in preda
a un sogno doloroso.
Vedovo? Non  mai stato vedovo!  solamente
divorziato da sette anni.
Divorziato!
Questa volta Matty era andata troppo oltre
col suo scherzo malvagio, e Paola vedeva
chiaro nel giuoco di quella bambina cattiva.
Potreste fare a meno d'inventare simili
storie, di cui non credo una parola, disse
in tono fiero e dignitoso, cercando di render
ferma la voce, mentre il suo povero cuore
batteva sempre pi tumultuosamente.
Domandate dunque a mio padre se sono
storie! E interrogate anche il vostro misterioso
fidanzato. Quel caro Guido avr pensato
senza dubbio che non vi sarebbe piaciuto
molto di diventare la moglie di un divorziato,
n di sapere che quella povera Thyra non era
stata molto felice con lui! Avr preferito nascondervi
altres che  un cos buon padre,
che non si  mai preoccupato di conoscere la
sua figlioletta, contentandosi di far versare
alla madre, dal suo notaro, la somma prescritta
dalla legge.
Prendendo la via del ritorno, l'automobile
aveva imboccato in quel momento il viale dei
Campi Elisi. Il sole inondava la magnifica
strada, e sotto quel cielo di cobalto la vita
sembrava particolarmente dolce.
Ma il sole e il cielo azzurro erano spariti
per Paola. Ogni cosa si confondeva ai suoi
occhi, ed ella dovette ricorrere a tutta la sua
forza di volont per vincere la debolezza che
stava per farla scivolare inanimata dai cuscini
della vettura.
Matty la guardava di sfuggita, gustando la
gioia di vedere quel bel viso alterarsi spaventosamente
e divenir livido, di leggere in
quei magnifici occhi che avevano saputo affascinare
Guido qualche cosa della tortura
che dilaniava in quel momento il cuore di
Paola.
Ma era necessario serbare un dignitoso contegno
davanti a tutti gli sguardi che le seguivano
al loro passaggio, e Paola, irrigidendosi,
guardava senza vederle le vetture che
si susseguivano nella luminosa bellezza di
quel pomeriggio.
Quel giorno il breve tragitto le parve interminabile,
e appena fu a casa, si precipit
nel salotto dove Francesco di Combayre scorreva
distrattamente i giornali.
Egli alz la testa e si lasci sfuggire
un'esclamazione alla vista di quel viso sconvolto.
Che cosa  accaduto, bambina mia?
Ditemi se ci che mi ha raccontato Matty
 vero. Guido  divorziato? domand tutto
d'un fiato, fissando sul padre uno sguardo
pieno di angoscia.
Che perfida bimba! esclam il signor
di Combayre, con rammarico. Che bisogno
aveva di raccontarti questa faccenda?
...  vero? balbett Paola.
Eh, s,  vero! Ma questo non ha importanza
per te, perch il primo matrimonio,
essendo stato benedetto nel tempio protestante,
poich Thyra Halner apparteneva alla
religione protestante,  nullo per la chiesa
cattolica.
Paola ebbe un brusco movimento.
Halner? Avete detto Halner? Ma  il
nome della giovane signora a cui ricondussi
la bambina l'altro giorno!  danese, e ora
che ci penso, la piccina assomiglia a Guido.
 possibilissimo. La signora di Cesbres,
ridivenuta la signora Halner, aveva una modesta
dote che probabilmente  diminuita ancora
a cagione della sua trascuratezza e della
sua insipienza circa il denaro.
Paola, il cui pallido viso si contraeva sotto
la stretta di un intollerabile dolore, dovette
appoggiarsi alla spalliera di una seggiola
perch sentiva che le gambe non la sostenevano
pi.
Potete dirmi, padre mio, perch Guido
e voi vi siete messi d'accordo per nascondermi
questo? domand in un tono che
cercava di render fermo.
Non ci siamo affatto messi d'accordo,
bambina mia! Dal giorno in cui Thyra lasci
la casa di Guido, non abbiamo pi parlato
di lei. Sono sicuro del resto che tre quarti
dei conoscenti di Guido hanno dimenticato
quel matrimonio che nella vita di lui fu soltanto un breve episodio.
La giovane donna, esaltatissima e innamorata
alla follia, gli si era gettata tra le
braccia, senza che egli l'amasse veramente.
Guido aveva allora ventidue anni appena,
e nell'esaltazione del trionfale successo che
aveva riportato col suo primo dramma, si
lasci lusingare da quella appassionata ammirazione.
Thyra non era cattiva, ma era una povera
sognatrice romantica, di carattere violento
e debole in pari tempo. Ella trascurava
la casa e non mirava che a una cosa: non
abbandonare un istante il marito. Per un nonnulla gli faceva delle terribili scenate di gelosia. Capirai bene che ci non poteva durare con un uomo come Guido. Infine, dopo diciotto mesi di matrimonio, gli sposi domandarono il divorzio in seguito a una scenata durante la quale Thyra, forse esasperata da quella glaciale ironia che nel tuo fidanzato sostituisce la collera, arriv al punto di minacciarlo violentemente e di abbandonare in un momento di esaltazione il domicilio coniugale portando via la bambina.
Tutti e due avevano pronunziato quel giorno la parola divorzio. Mi  stato detto che ella lo supplic, dopo, di rinunziare alla sua decisione; ma lui fu inesorabile e rifiut di rivederla. Ecco tutta la storia del primo matrimonio di Guido. Egli non avr giudicato
utile di raccontartela perch, te lo ripeto, non fu nella sua vita che un semplice episodio, un brutto sogno molto breve...
Non lo giudico cos, io! disse Paola con voce fremente. Ma in ogni caso, non gli perdoner mai di avermi ingannata nascondendomi la sua vera condizione.
Via, bambina, non esagerare! Spero che non gli farai una scenata per questo! Un sussulto scosse Paola.
No; gli render semplicemente la sua parola.
Paola, non commetterai questa pazzia!
Te lo ripeto, il matrimonio non era valido dal punto di vista cattolico.
 possibile; ma in questo caso Guido ha un dovere da compiere e un errore da riparare.
Sei pazza, ti dico!... Non commettere un atto che poi rimpiangeresti.
Non rimpianger mai di aver compiuto il mio dovere n di aver evitato di diventare la sposa di un uomo che ha tradito la fiducia che avevo posta in lui.
Paola usc dal salotto per sfuggire alle nuove obiezioni che gi indovinava sulle labbra del padre, e si rifugi nella sua camera, dove cadde in ginocchio davanti al crocifisso.
L, con la fronte tra le mani, gli occhi asciutti e il cuore anelante, si sent travolgere dal crollo spaventoso delle sue illusioni e del suo amore.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
La signorina aspetta il signor visconte
nel giardino d'inverno.
Con passo leggiero Guido si diresse verso
la stanza indicata. Entrando, a tutta prima
non vide Paola, ma un lieve fruscio lo avvert
della sua presenza in un angolo, presso
un gruppo di azalee color di rosa.
Ella stava in piedi, e quando Guido le fu
vicino, volse lentamente verso di lui il suo
viso alterato.
Paola, vi sentite male? esclam Guido
con angoscia.
Ella indietreggi un poco ritraendo la mano
ch'egli voleva prendere tra le sue.
No, non mi sento male!... Ma oggi ho
saputo la verit, Guido.
Sotto lo sguardo severo e cos profondamente
doloroso di Paola il signor di Cesbres
impallid.
Vi hanno detto...? mormor. Chi?
Matty.
Un'esclamazione di sordo furore sfugg
dalle labbra del giovane.
Di che cosa s'immischia quella infame
creatura?
Infatti, non stava a lei farmi quella rivelazione.
Vi avrei detto tutto, ve lo giuro, vi avrei
detto tutto...
S, quando il nostro matrimonio fosse
stato un fatto compiuto, un legame indissolubile.
No. Avevo l'intenzione di parlarvene
prima, ve ne do la mia parola d'onore. Poich
il mio matrimonio non  stato benedetto
dalla Chiesa cattolica, ho il diritto di contrarne un altro.
In tal caso, perch mi avete nascosto
la verit?
Prima di tutto, perch pensavo che non
vi avrebbe fatto piacere, e poi perch quei
mesi di matrimonio non hanno lasciato in me
che un ricordo insignificante.
Un grido d'indignazione eruppe dalle labbra
di Paola.
E la vostra bambina?
Gli occhi di Guido si oscurarono.
L'ho conosciuta appena; non posso
avere dell'affetto per lei. Faccio il mio dovere
contribuendo in gran parte alle spese
del suo mantenimento.  tutto quello che si
pu esigere da me.
Questo prova che siete molto corrivo
circa il modo di giudicare quale sia il vostro
dovere, signor di Cesbres.
E che cosa dovrei fare, secondo voi?
grid Guido quasi con violenza.
Riannodare il vincolo spezzato, far benedire
il vostro matrimonio dalla Chiesa cattolica,
e riprendere la vita comune con vostra
moglie e vostra figlia, rispose Paola
con voce netta.
Per alcuni istanti egli la guard come se
non capisse. Poi, a un tratto, prima che ella
potesse impedirglielo, le afferr una mano.
Credo che parliate sotto l'impulso d'una
esaltazione dovuta a questa rivelazione troppo
improvvisa, disse con voce fremente.
Altrimenti non saprei capire come possiate
avere un' idea cos pazza, voi che siete la
mia fidanzata e che presto sarete mia moglie.
Con un gesto brusco Paola ritrasse la
mano, e fissando i suoi occhi scuri e risoluti
in quelli di Guido esclam:
Vostra moglie, mai! Voi non potete dare
questo nome che a una sola donna, a quella
che si  gi chiamata signora di Cesbres, alla
madre della vostra piccola Kaja.
Un grido di collera e di dolore proruppe
dalle labbra di Guido:
Paola!
Tutto  finito tra noi, Guido, continu
la giovane come se non avesse udito.
Voi dovete...
Siete pazza. Ho il diritto di sposarvi,
vi dico. Domandatelo a uno dei vostri preti.
S, il nostro matrimonio sarebbe valido.
Ma io guardo pi lungi, Guido. Omettendo
voi, cattolico, di far benedire dalla Chiesa la
vostra prima unione, avete commesso un errore
molto grave che dovete assolutamente riparare.
Questo concerne me solo.
 possibile! Ma io sono a conoscenza
della vostra colpa, e diventerei in certo qual
modo vostra complice se vi sposassi nonostante
tutto. Inoltre mi sarebbe impossibile
dimenticare che una povera donna soffre perch
vi ama sempre e non pu consolarsi di
avere spezzato il legame che la univa a voi.
Che cosa me ne importa! disse egli
con violenza. Non l'ho mai amata, io!
Quando la sposai ero giovanissimo, e la sua
ammirazione entusiastica lusingava il mio orgoglio.
Ma presto mi stanc con le sue esasperanti,
continue scenate, con lo spionaggio
a cui sottoponeva i miei atti pi insignificanti.
Sapete per quale ragione avvenne la
rottura?
Una sera, a teatro, avevo guardato un
po' a lungo col canocchiale una bizzarra figura
di donna in un palco difaccia al nostro.
Thyra, che era con me, si fece un dovere,
al ritorno, di opprimermi con i rimproveri
pi ridicoli e pi ingiusti.
Dapprima restai calmo, poi mi arrabbiai
a mia volta e le rinfacciai tutti i suoi torti.
Allora, come una furia, s'impadron della rivoltella,
che portavo sempre con me quando
uscivo la sera e che, entrando, avevo posata
sulla mia scrivania, e mi minacci con quella
in pugno. Riuscii a strapparle l'arme di mano
e la feci uscire dal mio studio dicendole:
Se volete il divorzio lo avrete.
Ella rispose in tono di sfida:
Sapr vivere anche senza di voi.
La mattina seguente essa lasci la mia
casa, con la bambina: di sua spontanea volont,
capite, Paola? Confesso che, per quanto
grande fosse la mia esasperazione, mi avrebbe
ripugnato cacciarla da casa mia, e che se ella
non se ne fosse andata, forse avrei continuato
a sopportare la sua presenza. Ditemi
dunque, vi prego, chi  responsabile di questo
divorzio?
Non nego ch'ella abbia avuto dei torti,
ma essi erano provocati da un eccessivo affetto
per voi. Se voi foste stato buono e
paziente, se aveste saputo farla ragionare,
rassicurarla...
Un ghigno sardonico torse la bocca di
Guido.
Voi sapete che la pazienza non  una
delle doti del mio carattere. Tuttavia, ve l'ho
detto, avrei provato a sopportare ancora se
ella stessa non se ne fosse andata.
Ma ella vi ha chiesto poi di ritornare.
Non avrei mai acconsentito a un ritorno.
La separazione era avvenuta: tanto
meglio per me, tanto peggio per lei.
Oh, Guido, dovevate andare incontro a
quel pentimento! Voi siete responsabile delle
sofferenze di quella povera donna, oggi ammalata
e quasi cieca. E la vostra bambina
che non conoscete...  cos carina!
La conoscete? domand egli bruscamente.
S, le vidi tutt'e due qualche giorno fa,
per puro caso. Guido, andate da loro, fate
il vostro dovere.
Tacete, Paola. Siete pazza, vi dico. In
ogni caso non mi riconosco che un torto: di
non avervi parlato di questo breve episodio
della mia vita. E per questo torto vi chiedo
umilmente perdono. Quanto a pretesi doveri
da compiere, a cosiddetti sbagli da riparare,
essi sono semplici immaginazioni d'una coscienza
troppo scrupolosa. Sappiatelo, non
rinunzier mai a voi. Tutto il mio cuore vi
appartiene, siete la mia felicit e la mia vita.
Tocca a me ora dirvi: tacete. Voi parlate
come un pagano... come il pagano che
non avete mai cessato di essere, nonostante
ci che io avevo creduto.
Ah, perch non siete pagana anche voi!
esclam Guido in preda alla disperazione,
comprendendo bene che essa gli sfuggiva, perch
sapeva quanto fosse energica nell'adempimento
del dovere. Non ci sarebbe allora
tra noi questa religione che vi rende
cos pazzamente intransigente, cos odiosamente
crudele.
Essa lo interruppe con un gesto indignato.
Guido, voi bestemmiate!
Scusate, egli mormor passandosi la
mano sulla fronte corrugata. Non so pi
quello che dico. Mi fate impazzire. Ma voi
avrete piet di me, non  vero? Io non potrei
vivere senza voi che siete la mia luce,
senza voi che avete saputo rendermi meno
cattivo! Se voi mi abbandonate, ricadr in
tenebre pi fitte ancora di quelle in cui mi dibattevo
prima. Pensateci, avete una missione
da compiere presso di me, avete un'anima da
salvare.
Pensava di toccare un punto vulnerabile, e
credette di aver vinto vedendo un'esitazione
dolorosa negli occhi che sfuggivano il suo
sguardo supplichevole.
Nel cuore infranto di Paola una lotta breve
stava infatti combattendosi. Per un istante,
ella non seppe pi quale fosse il suo dovere.
Ma subito torn in s.
Dio non ha mai voluto che la salvezza
di un'anima avvenga a prezzo di un compromesso
della propria coscienza, disse con
fermezza.
Il viso di Guido si contrasse.
Ah, voi pure mi avete ingannato facendomi
credere ieri che mi amavate! disse
in tono di sorda violenza.. Se mi amaste,
non mi martirizzereste cos!
Il viso della fanciulla, rosso per la commozione,
divenne quasi livido. Senza rispondere,
senza guardarlo, ella fece un movimento
verso la porta. Ma egli le si avvicin
e prendendole una mano tra le sue dita gelate,
le rivolse uno sguardo di appassionata
preghiera.
Paola, ve ne supplico, non spezzate la
mia vita! Ditemi almeno una parola di speranza.
Questa volta gli occhi neri si posarono su
lui, dolci ed afflitti, pieni di una desolazione
senza limiti. Nonostante il brivido di dolore
che l'agitava tutta, Paola disse con voce
netta:
Vi amavo e avevo fiducia in voi. Ora
questa fiducia non esiste pi: voi l'avete distrutta,
Guido.
Le dita che tenevano la sua mano si schiusero.
Egli indietreggi di alcuni passi, ed
ella usc portando in s la visione di quel
viso pallido, di quegli occhi disperati. And
di nuovo a gettarsi ai piedi del crocifisso per
invocare la forza di resistere all'impulso del
suo povero cuore infranto che la spingeva a
tornare indietro, verso colui per il quale, ella
lo sentiva, avrebbe volentieri dato la vita, se
a tal prezzo avesse potuto risparmiargli quella
sofferenza.
... Da quanto tempo Guido era l appoggiato
contro una parete del giardino d'inverno,
con la fronte scottante stretta tra le
mani? Travolto dal crollo del suo sogno
d'amore, immerso nel pensiero atroce che
tutto era finito poich la fiducia di Paola era
morta, egli non si accorgeva del tempo che
passava.
Finito! Finito! Non l'avrebbe pi riveduta,
quella creatura ideale che aveva risvegliato
nella sua anima stanca la voglia di vivere.
Non avrebbe pi potuto cercare l'incoraggiamento
alla fede e alla verit in quegli occhi
ammirevoli dallo sguardo cos puro e leale!
Dopo avere intravisto un eden maraviglioso,
egli si trovava di nuovo solo nella vita...
Guido non aveva ancora capito, fino a quel
momento, a qual segno Paola si fosse impadronita
del suo cuore. Il suo strazio era cos
spaventoso, ch'egli non si sentiva la forza di
muoversi, di andarsene...
Una porta si apr adagio adagio, non lontano
da lui; una snella figura sottile vestita
di bianco apparve sulla soglia, poi, scorgendolo,
fece l'atto di ritirarsi.
Ma egli l'aveva vista e si slanci verso
di lei.
Ah, siete voi, perfida, che le avete
detto...
Aveva afferrato il polso di Matty, e guardava
con un furore pieno di disprezzo il viso
pallido in cui luccicavano gli occhi d'un azzurro
intenso.
Un brivido scosse la fanciulla, ma il suo
sguardo sfid quello di Guido.
Che fa? Io o un altro! Ella avrebbe finito
col saperlo. E poi, non potevo immaginare
che nascondeste qualche cosa alla cara
fidanzata.
Le dita di Guido penetrarono nel polso
della fanciulla.
Vipera! Vile e gelosa!... Ecco: se dessi
retta al mio impulso, vi stritolerei, vi schiaccerei
come un rettile!
Fatelo, fatelo pure! ella disse con
voce rauca. Uccidetemi, Guido; mi renderete
un servizio, perch il peso della vita
 troppo grave per me.
No, non vi uccider. Preferisco lasciarvi
soffrire, e dirvi che ora non  pi indifferenza
ci che provo per voi, ma odio. Capite?
Vi odio e vi disprezzo, Matty!
Per qualche istante egli contempl con una
specie di gioia malvagia l'alterazione del pallido
viso di Matty, il tremito delle sue labbra,
la disperazione supplice contenuta nel
suo sguardo. Poi, abbandonando il suo polso,
usc dal giardino d'inverno.
Matty rimase un istante immobile, tendendo
l'orecchio come se volesse seguire fino all'ultimo
momento il rumore dei passi di lui. Poi
a un tratto si strinse la fronte con le mani,
e lasciando sfuggire un gemito cadde sul pavimento
di pietra.
La Smeeton la trov l un quarto d'ora
pi tardi. Alle grida della dama di compagnia,
Francesco di Combayre e Paola accorsero.
La fanciulla fu trasportata sul suo letto
e venne chiamato il medico che dopo averle
fatto riprendere i sensi diagnostic subito una
febbre cerebrale.
Fu necessario chiamare un' infermiera., perch
Matty nel suo spaventoso delirio respingeva
le cure di Paola, la cui sola presenza
nella camera aumentava la sua agitazione.
Senza posa un nome le tornava alle labbra,
in certi momenti pronunziato con dolcezza
lamentosa, in certi altri gridato con accento
disperato:
Guido! Guido!
Fin dal secondo giorno il suo stato non lasci
adito a speranza. I medici chiamati a
consulto non osarono illudere il povero padre,
giudicando preferibile di prepararlo al
colpo inevitabile.
Ella mor senza aver ripreso conoscenza,
in una crisi terribile durante la quale non
cess di gridare i nomi di Guido e di Paola.
Invano la sorella e la suora che l'assistevano
avevano aspettato un momento di lucidit
per cercare di ricondurre il pensiero di
Dio in quella povera anima sviata per colpa
dell'educazione ricevuta. Non restava che da
sperare nella misericordia divina, che sa stabilire
la parte di responsabilit di ciascuno.
Fu un dolore terribile per Francesco di
Combayre. Davanti alla figlia morta egli dimentic
tutti i difetti che l'avevano fatto
soffrire e non pens che ai rari momenti in
cui ella si era mostrata meno sgarbata con
lui. Per otto giorni rimase come abbrutito,
quasi insensibile alle cure devote e delicate
di Paola.
Richiudendo in s la piaga ancor viva del
suo cuore, la fanciulla si dedicava interamente
al padre. Questo compito distoglieva
il suo pensiero dalla terribile delusione che
l'aveva colpita, dalla sofferenza che, in certi
momenti, non poteva esser calmata se non
che da un grido di implorazione a Dio, da
un atto di abbandono e di sacrifizio.
Signore, fatemi soffrire, ma salvate lui!
Non aveva pi rivisto Guido che non aveva
neppure assistito ai funerali di Matty, ed
ella, nella solitudine in cui si rinchiudeva
Francesco di Combayre, non ne aveva pi
sentito parlare.
Che cosa ne sarebbe di lui? Avrebbe avuto
un giorno la lealt e il coraggio di riconoscere
che sua cugina aveva ragione additandogli
quale fosse il suo dovere?
Ahim, ella aveva capito ormai che la verit
non era entrata che in misura minima
nella sua anima, e che soprattutto per amore
di lei egli aveva cercato di divenire migliore.
Che cosa farebbe egli, ora che Paola era
perduta per lui?
Era quella la grande prova, per quell'anima
che la fanciulla aveva indovinata retta e appassionata;
ed ella offriva le sue lacrime e
lo strazio del suo cuore, di quel cuore che
cos poco tempo prima, aveva dato in tutta
fiducia a Guido di Cesbres, per veder trionfare
in lui i sentimenti spirituali su quelli
puramente terrestri.
Una mattina il dottore, uscendo dalla camera
di Francesco di Combayre che egli veniva
a vedere ogni due giorni, non nascose
alla fanciulla come fosse impensierito per la
prostrazione da cui non riusciva a sollevare
il barone, e sugger l'idea che un cambiamento
d'aria e di ambiente avrebbe potuto
giovargli. Bisognava persuadere il signor di
Combayre; ma dapprima questi si rifiut
energicamente.
No, no; voglio rimanere qui! Qui ha
vissuto la mia piccola Matty. Se andassi altrove
mi parrebbe di perderla una seconda
volta.
Padre mio, il dottore dice che io ho bisogno
di cambiare aria, perch sto diventando
anemica. Non volete che andiamo a passare
qualche tempo a Menafi?
Francesco di Combayre alz gli occhi su
Paola e la guard attentamente.
 vero, povera bimba, hai brutta cera!
Perdonami; sono cos assorto nel mio dolore,
che non mi accorgo di nulla. Ti sei stancata
a curarmi. E poi, c' anche un'altra ragione,
non  vero? Che cosa ne  di Guido?
Non so, rispose Paola cercando di
reprimere il tremito della voce. Ho troncato
tutto con lui, e non l'ho rivisto.
Non hai ceduto, dunque? Peccato! Egli
avrebbe potuto farti felice. Non ritroverai
tanto presto un partito che, come quello, riunisca
in s tanti vantaggi.
Una prova di questo genere basta per
sempre! mormor Paola con un gesto di
protesta dolorosa.
Otto giorni pi tardi, Francesco di Combayre
e sua figlia lasciavano Parigi conducendo
con s il solo cameriere del barone,
perch Paola si proponeva di trovare a Menati
una domestica e di occuparsi molto lei
stessa della casa, nella speranza che il lavoro l'aiutasse a dissipare i ricordi penosi.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Uscendo dal palazzo di Combayre, Guido,
quasi pazzo di dolore, era tornato a casa
dove si era chiuso in camera, e per due
giorni non era pi uscito.
Cupo e taciturno, se ne stava inattivo nel
suo studio, immerso nel suo acerbo dolore,
rivivendo con una specie di amaro godimento
il ricordo di quelle ore in cui Paola, seduta
l, aveva illuminato la grande stanza con la
sua maravigliosa bellezza e col dolce fulgore
dei suoi grandi occhi.
A poco a poco un sentimento nuovo s'impadroniva
di lui: un'esasperazione sorda e
furiosa contro quella giovane creatura intransigente
che per compiere ci ch'ella, con
folle ostinazione chiamava il suo dovere, non
aveva esitato a calpestare l'ardente amore
che traboccava dal cuore di Guido. E ben
presto da questo sentimento ne nacque un
altro: il desiderio diabolico di vendicarsi, di
farla soffrire a sua volta.
Ah, mi avete respinto, siete stata sorda
a tutte le mie suppliche! Ebbene, avrete la
soddisfazione di aver fatto di me un reprobo,
la cui suprema felicit sar quella di trascinare
altre anime con s nell'abisso.
E la societ elegante di Parigi vide riapparire
un Guido di Cesbres cento volte pi
caustico, pi crudelmente ironico e indifferente
di quanto fosse mai stato; un Guido le
cui pazzie fecero per molti mesi le spese di
tutte le conversazioni. Al tempo stesso egli
bruciava il dramma che Paola gli aveva ispirato,
e ne metteva a mano un altro in cui
accumulava, spinto da una frenesia infernale,
tutto ci ch'egli sapeva avrebbe fatto
sussultare di dolore il cuore della cugina.
Lo spirito del male sferrava un supremo
assalto contro quell'anima la cui conquista
questa volta sembrava sicura.
Tuttavia Guido aveva dei bruschi accessi
di stanchezza durante i quali, disgustato di
tutto e soprattutto di se stesso, si rinchiudeva
in casa rifiutando di ricevere chicchessia.
E in quei momenti, il suo aspro risentimento
contro Paola diventava pi intenso,
poich era lei la cagione di quell'amarezza
atroce che lo perseguitava dovunque fosse e
che in certi momenti lo spingeva imperiosamente
a cercare la solitudine assoluta.
Una sera gli si present alla mente il pensiero
del suicidio, ed egli non lo respinse.
Sarebbe una soluzione. Ne ho abbastanza
di questa stupida vita.-Non ne posso pi.
In quel momento entr il cameriere con una
lettera che avevano portato. Distrattamente,
l'apr. Il vecchio artista, di cui egli aveva
non molto tempo prima parlato a Paola, gli
diceva che era morente e che sarebbe stato
felice di vederlo ancora una volta.
Da molti mesi Guido lo aveva completamente
trascurato; ed anche quel giorno, dopo
aver detto: Guarda, povero vecchio!, gett
la lettera sulla tavola mormorando con una
leggiera spallata:
Che beneficio potrebbe portargli la mia
presenza? Pover uomo! Non ho una parola
di speranza da dirgli. E poi, non m'importa
pi nulla di nessuno.
Ma quella notte stessa sogn il povero Barnellec
che lo guardava con i suoi buoni occhi
spenti e lo chiamava con un filo di voce:
Venite, ragazzo mio.
E la mattina seguente, trovandosi tra mano
il breve biglietto che il morente gli aveva fatto
scrivere, pens:
Dopo tutto, posso andare a trovarlo, se
ci gli fa piacere!
Verso le dieci la sua vettura lo condusse
a Batignolles, dove il vecchio artista rovinato
abitava in un piccolo appartamento di
cui Guido pagava, con molto tatto, l'affitto.
L'infermiera venne ad aprire, e introdusse
il giovane nella modesta camera dove Barnellec
lentamente si spegneva.
Alla vista di Guido, un raggio di gioia rischiar
il viso del morente, un viso appassito,
color della cera gialla, con una serica
barba bianca che era stata in quegli ultimi
anni la civetteria del buon vecchio.
Guido di Cesbres s'avvicin, e chinandosi
sul letto stretto e basso, prese una delle
mani rugose gi agghiacciate dall'approssimarsi della morte.
Caro amico, vi ho trascurato, da un
po' di tempo a questa parte...
S... siete stato parecchio senza venire
a trovarmi! disse con voce spenta il vecchio.
Speravo ogni giorno di vedervi apparire.
Vi voglio tanto bene, perch siete buono!...
Il viso di Guido, che per un istante alla
vista del morente aveva preso un'espressione
commossa, divenne duro.
No, non sono buono! Vi sbagliate, signor
Barnellec. Sono cattivo, molto cattivo.
Il vecchio artista sollev con sforzo una
mano e la pos sul petto di Guido.
Ma il fondo  buono!... Mi avete voluto
un po' di bene. Grazie. Ora me ne vado. Dio
mi aspetta. Ho commesso molti errori nella
vita, ma in questi ultimi tempi ho ricordato
ci che mi era stato insegnato quando ero
bambino. Ho visto il prete, e sono pronto.
Tacque, e per qualche istante il solo tic-tac
dell'orologio ruppe il silenzio della, piccola
camera sommariamente ammobiliata.
Guido si era seduto e osservava pensosamente
il vecchio. Invidiava quell'uomo che,
arrivato al termine della sua vita, se ne andava
sereno, nella certezza di trovare nell'al
di l un giudice misericordioso, perch un
sacerdote aveva pronunziato su lui le parole
che purificano l'anima colpevole. Quel peccatore,
che per tanto tempo aveva dimenticato
il Dio del suo battesimo, possedeva ora la
stessa fede semplice e fiduciosa delle anime
pure, dell'anima di Paola, per esempio.
Il cuore di Guido si mise a battere pi
forte, come ogni volta che il ricordo di Paola
gli tornava alla mente. E gli tornava senza
posa, quel ricordo, soprattutto nei momenti
in cui si sentiva pi cattivo. Allora gli pareva
che gli occhi severi e afflitti di Paola si
posassero su lui e che la sua voce desolata
gli mormorasse all'orecchio:
Guido! Guido!
Ma si irrigidiva ascoltando un'altra voce
che ghignava in lui:
Falla soffrire, vendicati a costo di perdere
la tua anima, se  poi vero che tu abbia
un'anima!
Una porta si apr in quel momento; un
sacerdote entr silenziosamente e si avvicin
al letto.
Guido si alz e gli ricambi il saluto. Gli
occhi del vecchio gi quasi velati, si volsero
verso colui che arrivava e che si chinava sul
suo letto.
Grazie. Beneditemi. Credo.
La mano del sacerdote si protese sulla testa
bianca.
Che Dio vi benedica e vi accolga nel
suo eterno riposo, voi che siete ritornato a
Lui. Affidatevi a quel Dio infinitamente buono
che accoglie con tanta misericordia i peccatori
pentiti. Non abbiate timore: Egli ha
piet di voi e vi ama.
Non ho timore. Ho fiducia. Signor di
Cesbres?
I suoi occhi, che non vedevano quasi pi,
si volsero verso Guido. A quel nome ben conosciuto
il sacerdote guard colui che gli
stava accanto, mentre una viva sorpresa gli
si dipingeva sul viso. Evidentemente non si
aspettava di trovare presso il letto di morte
d'un povero vecchio artista lo scrittore scettico
che godeva fama d'uomo egoista e sdegnosamente
indifferente.
Chinandosi sul morente, Guido gli prese la
mano e gli domand con dolcezza:
Che cosa desiderate, caro amico?
Dirvi... ragazzo mio, che siate buono
e facciate il vostro dovere. Io non sempre
l'ho fatto.
Le parole uscivano quasi indistinte dalle
sue labbra. Egli mormor ancora:
Dio! Credo!
Un leggiero fremito gli contrasse il viso e
gli contorse la bocca sulla quale il prete appoggiava
il crocifisso. In un soffio quasi impercettibile
la vita abbandon il corpo del
vecchio novantenne.
Il prete gli chiuse gli occhi, depose un bacio
sulla fronte gelida, e risollevatosi guard
Guido.
Alle parole del vecchio, che si applicavano
cos bene al suo stato d'animo (come se Barnellec
avesse avuto in quel supremo istante
l'intuizione di ci che accadeva nel cuore del
suo giovane amico) Guido di Cesbres non
aveva potuto reprimere un sussulto. Tutta la
sua fisonomia esprimeva un'emozione violenta.
Egli rimase immobile a lungo, contemplando
il corpo ormai senza vita. Poi si
volt, ed incontr lo sguardo del sacerdote,
uno sguardo diritto e grave che denotava
un'intelligenza profonda e osservatrice.
Ha raggiunto la mta, disse.  felice.
S, perch  partito in pace, riconciliato
con quel Dio che aveva per troppo tempo dimenticato.
 una bella morte quella di un
peccatore pentito! Eravate suo amico, signore?
S, venivo a trovarlo gi da tanti anni!
Potreste, reverendo, prendervi l'incarico di
fargli fare un funerale decoroso, di cui naturalmente
sosterr io le spese?
Me ne occuper ben volentieri, tanto pi
che il poveretto non aveva pi nessuno.
Guido di Cesbres diede il suo biglietto di
visita al prete, poi, chinandosi sul letto, pos
anch'egli le labbra sulla fronte del morto.
Usc dall'umile camera in una strana disposizione
di spirito. Il fine analizzatore dei
sentimenti degli altri non poteva spiegare
ci che stava succedendo in lui. Come mai la
morte cos serena, cos semplice di quel vecchio
aveva potuto agitare tanto intensamente
il suo cuore? Era dunque quella semplicit,
quella calma serena, quella dolce fiducia della
pecorella rientrata all'ovile, che producevano
nella sua anima in rivolta quella impressione
bizzarra fatta allo stesso tempo di amarezza
e di una specie di calma, di vaga speranza?
Tornando a casa trov una lettera sulla
scrivania.
Dopo aver dato uno sguardo distratto all'indirizzo
tracciato da una mano femminile
molto tremula, l'aperse e lesse:
Perdonatemi, Guido, se tento questo passo
presso di voi. Sono molto ammalata, le forze
mi abbandonano di giorno in giorno. Ho perduto
voi, Guido, e la morte poco m'importerebbe,
se non avessi la mia piccola Kaja,
la nostra Kaja. Oh, la mia cara piccina!
Non posso pensare che dovr lasciarla sola.
Chi se ne occuper?
Voi, Guido? Non avete mai voluto rivederla.
E tuttavia  cos carina, cos buona
e affettuosa! Ella ha i vostri occhi, i vostri
lineamenti, e, quando  di cattivo umore,
quella certa piega delle labbra che denotava
in voi del risentimento verso la vostra povera Thyra.
Ma la sua salute  delicatissima; ella ha
bisogno di molte cure, di molto affetto. Chi
l'assister, chi l'amer quando io non ci sar
pi? Guido, per piet, pensate che siete suo
padre! Venite a vedere la vostra bambina,
venite a dirmi che quando me ne sar andata
per sempre voi l'amerete e prenderete il mio
posto presso di lei. Siate buono e dimenticate
i torti che ho potuto avere verso di voi,
voi che ho tanto amato, che amo sempre!
Thyra.
Le ultime frasi erano appena leggibili. Evidentemente,
la giovane donna aveva avuto
molta difficolt a scrivere quelle righe, tanto
per la sua quasi completa cecit, quanto per
l'indebolimento prodotto dalla malattia.
Il viso di Guido si contrasse violentemente.
Con gesto irato gett lontano la lettera.
Che cosa le viene in mente? Non c' pi
nulla di comune tra noi. La bambina? La
metter in collegio e verr allevata come tante
altre i cui genitori non possono occuparsene.
Ma quanto ad occuparmene io!... Dev'essere
pazza, sua madre, per aver avuto una simile
idea.
Il signor visconte  servito, venne
ad annunziare in quel momento il cameriere.
Guido and in sala da pranzo, ma tocc
appena le pietanze che gli venivano servite.
Si sentiva stranamente nervoso. La coincidenza
di quell'invocazione giunta subito dopo
le parole del vecchio artista morente non
poteva non colpirlo. Inoltre, in fondo al suo
essere, nell'intimo del cuore dove la rivolta
e il rancore non avevano potuto distruggere
tutti i buoni sentimenti, una corda era stata
toccata dalla inquietudine materna che aveva
spinto Thyra a quel passo presso colui la cui
glaciale indifferenza ella conosceva fin troppo bene.
Ci nonostante Guido non rispose a quella
lettera, e per calmare i rimorsi che cercavano
di insinuarsi nella sua coscienza, tent
di stordirsi ancor pi nei piaceri, intraprendendo
viaggi, accettando inviti di amici aristocratici
e letterati e andando a passare
qualche tempo nei loro castelli. Cacciava,
amoreggiava, faceva delle corse pazze in automobile,
tutto con pari ardore.
Ci nonostante, le parole di Paola che gli
additavano la via del dovere, quelle di Barnellec,
e la supplica ansiosa di Thyra gli
tornavano senza tregua alla mente.
Allora prov un altro mezzo. Si rinchiuse
in casa e si immerse in un lavoro accanito,
rifiutando di vedere gli amici. Invano!
I pensieri importuni non cessavano di perseguitarlo.
L'idea del suicidio gli ritorn allora alla
mente. Fu sullo scorcio dell'autunno, in un
pomeriggio in cui la pioggia cadeva fine come
nebbia e quasi tiepida. Guido, sdraiato sul sof nel suo studio, pens:
Tra poco mi far saltare le cervella. Ne
ho abbastanza di tutto. Vorrei solamente sapere
ci che dir Paola quando udr la notizia.
E improvvisamente, inorridito di se stesso, mormor:
Sono odioso. Povera Paola! Dovrei invece
fare in modo che non sapesse. Ma con i giornali,  impossibile.
Al solo pensiero di Paola, i ricordi tenaci
riapparivano. Con una straordinaria
chiarezza, la sua memoria gli ricordava la
fede profonda che la cugina non temeva di
palesare davanti a lui, le parole da lei pronunziate,
le opere cristiane di grande ampiezza
e di solida dottrina che egli aveva lette
quando, pensando di chiedere a Paola la sua
mano, aveva, voluto cominciare a istruirsi in
quella religione che, sola, avrebbe avuto il
potere di avvicinarlo completamente a lei.
E quei ricordi assalivano la sua anima facendo
vacillare in lui la decisione di un delitto contro se stesso.
In certi momenti aveva sentito la fede
pronta a penetrare in lui. Veramente, per
essere sincero con la sua coscienza, egli doveva
riconoscere che la fede nell'esistenza di
Dio e in una vita oltre tomba non l'aveva
mai abbandonato. Se in certi, momenti della
sua vita, per orgoglio, per indifferenza, per
sfida, egli aveva potuto pretendere di negare
l'una e l'altra cercando d'ingannare se stesso,
in realt non vi era mai riuscito. Quel giorno
stesso, mentre considerava con un'apparente
tranquillit l'idea della morte volontaria, egli
aveva sentito in fondo alla sua anima una
specie di strano fremito, perch sapeva che
il Giudice lo aspettava. Perch dunque, se
non credeva, avrebbe da tanti mesi sfidato e
odiato quel Dio che guidava gli atti di Paola
e per il quale ella lo aveva abbandonato?
S, credo, credo come mai ho creduto; ma
credo alla maniera dei demoni: credo e odio!
Gli parve che un'intima voce gli rispondesse:
Non  vero! Tu cerchi di odiare perch
hai paura di amare!
Si alz bruscamente e and alla scrivania.
Prese da un cassetto una scatola di palissandro,
che apr: due rivoltelle erano posate
sul cuoio color verderame del fondo. Le esamin,
ne scelse una e la pos sulla scrivania.
Poi, sedutosi, si mise a fare una scelta delle
sue carte.
In quel momento il cameriere buss alla
porta e annunzi:
C' una bambina che chiede del signor
visconte. L'ha condotta qui una donna, certo
una governante.
Guido si volt bruscamente.
Una bambina? Che cosa ho a che fare
io con una...?
S'interruppe.
Avrebbe osato? pens con collera.
E a voce alta ordin:
Mandatela via. Ditele che non posso riceverla.
Ma la donna che l'ha accompagnata se
n' andata, signor visconte, dicendo che se
alle sei la bambina non  stata riaccompagnata
a casa torner a riprenderla.
Un leggiero rossore d'impazienza accese le
guance di Guido.
 troppo! Che commedia! Fatene quel
che volete, Antonio, ma portatela via di qui,
conducetela in cucina...
Ma non fin. D'un subito percep tutta la
bassezza della sua condotta e un senso di
vergogna gli strinse il cuore.
No, fatela passare, disse in tono
breve.
Si alz e and verso la porta proprio nel
momento in cui una figuretta infantile vestita
di bianco appariva sulla soglia. Due
grandi occhi pieni di spavento si alzarono su
lui, mentre la creaturina si fermava, irrigidita.
Chi sei? Che cosa vuoi? domand
freddamente.
Una voce quasi impercettibile mormor:
Sono Kaja di Cesbres. La mamma mi
ha mandata dal mio babbo.
Guido s'accorse che la povera piccina tremava
convulsamente e che il visino delicato
era pallido per il terrore. Un misterioso sconvolgimento avvenne improvvisamente in lui.
Davanti a quella bimba, la sua bimba, egli sent sorgere nel cuore l'istinto paterno.
Con un gesto vivace si chin e attir Kaja a s.
Hai dunque paura di me, per tremare
cos? domand con dolcezza.
S, non vi conosco, e non volevo venire.
Ma la mamma mi ha detto che il babbo 
molto buono. Siete voi il mio babbo?
S, sono io. Non ti far del male, non
aver paura... Vieni a sederti, Kaja; ti faccio
dare qualche cosa per calmarti.
Fece sedere la bambina sul divano sul quale
era sdraiato poco prima e son per far portare
dei biscotti e del vino di Spagna. Poi si
sedette vicino alla fanciulletta che lo fissava
con occhi pi rassicurati.
Sicch, hai desiderato di conoscermi,
Kaja? domand accarezzando i serici capelli biondi.
La bimba scosse negativamente la testa.
No;  stata la mamma che ha voluto.
Io avevo paura.
Perch?
Kaja arross leggermente e abbass il visino
mormorando:
Pensavo che foste molto cattivo perch
non venite mai a trovarci, e anche perch la
mamma piange molto ogni volta che guarda
il vostro piccolo ritratto che porta sempre
con s.
Un breve lampo d'emozione rifulse nello
sguardo di Guido. Nonostante tutto, si sentiva
commosso dalla costanza di quell'amore
e dalle lacrime versate sul suo ricordo.
Vedi che non sono poi tanto terribile!
disse con un sorriso forzato.
Oh, no! Ora vi voglio bene!
Si sollevava un po' sul divano per avvicinare
timidamente la fronte alle labbra di
Guido. Egli vi pos un bacio, sorridendo agli
occhi scuri, fiduciosi e teneri.
Sei molto carina, Kaja, e anch'io ti voglio
gi bene.
Oh, babbo! diss'ella in tono estatico.
Come sar contenta la mamma! Ora verrete
a trovarla, non  vero?
Il viso di Guido divenne improvvisamente
duro e gelido.
Questo no! Verrai tu qui, Kaja, di tanto
in tanto, ma sola. Ti mander a prendere a
casa con la macchina e passerai qualche ora
con me.
Un'espressione di sgomento apparve nello
sguardo della bambina.
Non volete vedere la mamma? balbett.
Egli ebbe un gesto d'impazienza.
 impossibile. Non parlarmene pi. Via,
prendi qualche biscotto e un dito di questo
buon vino. Ti piacciono i dolci?
Molto.
Quando verrai a colazione da me, dir
alla cuoca di fartene.
Le vers un po' di vino nel bicchiere di fine
cristallo e le offr un biscotto. Ma Kaja disse
che non poteva mangiare, che aveva la gola
troppo stretta...
Guido osserv allora che la bimba aveva
gli occhi pieni di lacrime.
Perch piangi, piccola Kaja?... domand
prendendole una mano.
Col cuore sopraffatto dall'angoscia, la bambina
scoppi in singhiozzi.
Guido la guardava, perplesso e molto commosso.
Non era abituato ai bambini che fino
allora lo avevano lasciato indifferente. Quella
crisi di disperazione lo coglieva alla sprovvista,
ma non lo lasciava insensibile; tutt'altro.
Un sentimento fino ad allora sconosciuto, la
tenerezza paterna, si svegliava nel suo cuore.
Dolcemente circond col braccio la testa
bionda e l'attir contro il suo petto.
Che hai, piccola mia? Perch piangi?
I singhiozzi raddoppiarono facendo sussultare
l'esile corpicino, e Guido, al quale non
era sfuggita l'estrema fragilit di Kaja, si
sent prendere dall'inquietudine.
Via, cara, calmati. Mi fai dispiacere.
Le sue dita accarezzarono dolcemente la
guancia pallida umida di pianto, le sue labbra
sfiorarono con un bacio i capelli biondi.
Via, basta! Non voglio pi vedere queste
lacrime. Un sorriso, Kaja!... Presto, un
sorriso al tuo babbo.
I singhiozzi si calmarono a poco a poco.
Le lacrime cessarono, e Kaja abbozz un grazioso
sorriso tutto tremante, alzando verso il
padre due occhi ancora umidi, ma brillanti
di tenerezza.
Brava! Cos tu sei la mia buona bambina.
Ora mi dirai il perch di questo grande
dolore.
Di nuovo gli angoli della boccuccia si abbassarono
come se il pianto dovesse ricominciare.
 che...  che non volete venire con
noi, babbo.
Un lampo d'impazienza irritata pass nello
sguardo di Guido.
Che cosa te ne importa? Verrai tu a trovarmi
spesso, tutte le volte che vorrai; ti porter
al mare, quest'estate.
Senza la mamma?... No, non voglio.
Ma sei anche mia, Kaja! disse Guido
con una specie di violenza contenuta. Tu
sei mia, e ho il diritto di averti un po' di
tempo anch'io.
Ella si rannicchi tra le braccia di Guido,
mormorando:
Sono di tutt'e due.
Un leggiero fremito percorse il signor di
Cesbres, che rimase zitto, con gli occhi semichiusi,
la fronte attraversata da una ruga
profonda. Una lotta terribile stava combattendosi
nella sua anima. Ancora una volta il
dovere gli veniva additato, e dalla bocca innocente
della sua bambina. Ma il suo orgoglio
e il suo spirito d'indipendenza insorgevano
furiosamente contro il sacrificio richiesto.
Guardando Kaja, si accorse a un tratto che
le sue guance erano molto rosse, e toccandole
le mani sent che scottavano.
Che hai, cara? Non stai bene? domand
con inquietudine.
 la febbre. Mi viene sempre quando ho
qualche dispiacere, babbo.
Dovresti tornare a casa e metterti a
letto. Chi ti ha condotta qui?
La donna di servizio. Deve tornare a
prendermi alle sei... se...
E di colpo, sollevandosi un poco, Kaja
gett le braccia al collo del padre.
Babbo, riconducetemi voi a casa! Venite
a trovare la mamma, babbo, venite!
Lo guardava con i suoi occhi imploranti.
Un'improvvisa irritazione s'impossess di
Guido, una rivolta suprema contro la voce
del dovere s'agit in lui. Con un movimento
brusco stacc le piccole braccia dal suo collo,
mise la bambina in terra e si alz.
Basta! Era inutile che ti consigliassero
tutta questa commedia. Non sono cos ingenuo
da cadere nel tranello. Ti far riaccompagnare
a casa; ed ora che ci penso, sar
bene che tu non venga pi a trovarmi. Non
ho davvero il tempo di occuparmi di te.
Il dolce visino divenne bianco come il cigno
che guarniva il cappottino della bambina;
gli occhi castani, spalancati per lo stupore
e per lo spavento, fissarono la fisonomia
dura di Guido. Egli volse altrove lo sguardo
per non vedere, perch sentiva il suo cuore
fremere di tenerezza e di commozione.
Gli sembr allora che due grandi occhi
neri, severi e tristi, si fissassero su lui. Tutto
il rimorso latente nella sua anima parve risvegliarsi
in quel momento a una luce improvvisa
e misteriosa. In cuor suo grid:
Paola, Paola, volete cos? Ne sarete almeno
un poco consolata?
E la cara voce gli rispose:
Fate il vostro dovere. Le gioie effimere
di questo mondo sono nulla. Dio solo pu
darci la felicit.
Allora guard Kaja. Una desolazione senza
nome era dipinta su quella fisonomia infantile.
Si chin, la sollev tra le braccia e se
la strinse al petto baciando il viso pallido.
Ti riaccompagner io stesso, cara, e faremo
il possibile per rimanere insieme, ora.
Babbo, oh, babbo!
Egli credette un momento che la piccina
stesse per svenire dalla felicit. Ma rimettendosi
subito, ella lo copr di carezze, chiamandolo
babbino mio caro, e Guido, col
cuore invaso da una dolcezza tutta nuova,
pens che Paola aveva ragione, e che a dispetto
del ricordo troppo caro che gli straziava
il cuore, il dovere compiuto e le gioie
della paternit avrebbero potuto rendergli la
vita meno amara.
Passando un momento pi tardi davanti
alla sua scrivania, vide la rivoltella. Un lieve
rossore gli sal alla fronte. Adesso era conscio
di tutta la vilt del suo atto e dell'orrore
del delitto premeditato. Con gesto brusco
nascose l'arme in un cassetto, mentre
pensava:
Dio mi perdoner, spero, perch mi pento
profondamente di questa orribile idea.
Non negava pi Dio; aveva sentito troppo
bene un momento prima la Sua misteriosa
presenza nella lotta avvenuta nella sua anima,
e da cui egli usciva risoluto e pentito.
In quello stesso istante, a Menafi, nella
cappella della Madonna, Paola pregava e
piangeva offrendo la segreta sofferenza, del
suo cuore per la salvezza dell'anima tanto
amata che, essa non lo ignorava, si ingolfava nella rivolta e nel male.
Quando si alz, le parve che la vecchia
Madonna di marmo le sorridesse e che le
rose tardive, quasi inodore, esalassero quel giorno un profumo inebriante.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Thyra aspettava il ritorno di sua figlia in
un'angoscia indescrivibile. In uno di quei
momenti d'esaltazione frequenti in lei, aveva
mandato Kaja dal padre, nella speranza che
la grazia della bambina intenerisse il cuore
di Guido. Ma non erano ancora passati cinque
minuti da che la piccina era uscita, che
ella gi si pentiva della sua decisione. Che
cosa le sarebbe accaduto, povera creaturina
troppo sensibile, se Guido si fosse spinto anche
pi oltre?...
Con l'immaginazione, Thyra vedeva gi la
sua diletta, messa alla porta come un'estranea,
andarsene sola e sperduta in quella Parigi
che non conosceva.
Egli sar in collera con me! Non vorr
riceverla! pensava Thyra torcendosi le mani.
Che cosa ho mai fatto!... Ma ero cos disperata
di non ricevere risposta!... Kaja, mia
piccola Kaja!
Nonostante la debolezza che da vari giorni
la costringeva a stare a letto, ella pensava
gi di alzarsi e di far chiamare una vettura
per andare a qualsiasi costo da Guido. Se
non avesse trovato la bambina in casa dal
padre, sarebbe andata a cercarla... dove?
Non lo sapeva, ma l'avrebbe ritrovata, la
sua diletta, il suo tesoro, la sua unica consolazione!
A momenti si calmava un poco e cercava
di ragionare. Guido non era tanto cattivo
da commettere un'azione simile; se era. stato
duro e indifferente verso la moglie, se aveva
respinto spietatamente le suppliche ch'ella
gli aveva rivolte perch ritirasse la sua domanda
di divorzio, egli aveva per rispettato
le pi rigorose forme della cortesia; e anche
quando gli aveva fatto delle scenate,
egli non aveva mai abbozzato un gesto sia
pure minimamente violento. La sua ironia
glaciale sembrava,  vero, peggiore di tutto
a Thyra, ma egli non avrebbe avuto modo di
servirsene con la bambina. Anche se l'avesse
accolta con freddezza, avrebbe certo avuto
piet della soave creaturina e l'avrebbe fatta
semplicemente ricondurre alla madre.
Ma un momento dopo la terribile ansiet
tornava a tormentarla. La mente esaltata ricominciava
a lavorare e la povera donna pensava:
Devo alzarmi. Mi trasciner come potr.
Era al parossismo di questa agitazione,
quando il campanello squill. Si sollev sul
letto, ansando:
Se fosse lei... con lui!
Tese l'orecchio. La domestica apriva la
porta. L'udito di Thyra, molto affinato dalla
quasi completa cecit, percep il suono di
passi maschili.
Che sia veramente lui?... Guido, il mio
Guido?
La porta della sua camera si apr, e Kaja
si precipit verso il letto.
Mamma, ecco il babbo! grid la vocina
trionfante.
Thyra fece l'atto di tendere le braccia verso
la figura maschile che si profilava nel vano
della porta. Ma le lasci ricadere. Sapeva
troppo bene con quale ironica impazienza
Guido un tempo aveva respinto gli slanci di
tenerezza della sua natura espansiva.
All'occhio osservatore non sarebbe sfuggito
che Guido, avanzando verso la giovane
donna, sembrava irrigidirsi in tutto il suo
essere. Infatti egli compiva in quel momento
uno sforzo eroico, perch in lui l'orgoglio e
il cuore insorgevano violentemente contro
l'atto di riparazione e il sacrificio che veniva
a compiere.
Vi riconduco nostra figlia, Thyra,
disse con voce che cercava di rendere ferma.
Oh, Guido, grazie!
Sopraffatta dalla sorpresa e dalla felicit,
Thyra stava per venir meno, e Guido, inquieto,
allung una mano verso il campanello.
Ma facendosi forza, essa l'arrest col
gesto.
No, passer. Sono tanto felice!
Guido la guardava con una sorpresa piena
di compassione. Mentre lui, a trent'anni, conservava
tutto il fascino e l'aspetto giovanile
che possedeva al tempo in cui si era unito a
Thyra Halner, questa, pure avendo la sua
stessa et, sembrava una donna finita.
Il suo viso emaciato e avvizzito portava
le tracce della sofferenza, e i suoi capelli
biondi, molto diradati, prendevano un colore
giallastro. Senza essere stata proprio bella,
ella aveva posseduto un tempo una certa grazia
conferitale dall'estrema delicatezza della
sua carnagione e dalla vivacit d'espressione
dei suoi occhi azzurri. Ma ora la sua carnagione
aveva preso il colore dell'avorio antico
e i suoi poveri occhi opachi non avevano pi
che uno sguardo incerto.
Consapevole dell'esame furtivo di cui era
oggetto, Thyra contrasse dolorosamente la
bocca.
Sono molto cambiata, non  vero?
disse con voce soffocata. Ho sofferto
tanto.
Alzava gli occhi verso di lui cercando avidamente
di leggere un' impressione in quella
fisonomia impenetrabile ch'ella conosceva cos
bene. Ma il giorno declinava, e la sua vista
era troppo indebolita perch ella potesse distinguere
qualcosa.
Un'emozione profonda stringeva il cuore di
Guido di Cesbres. Nello stato d'animo in cui
si trovava., nulla poteva riavvicinarlo a Thyra
pi che la vista del cambiamento che si era
prodotto in lei e di cui egli era in gran parte
la cagione.
Si chin e le prese una mano.
Perdono, Thyra! disse con dolcezza.
Sono stato impaziente e ingiusto. Ma se
volete, riannoderemo quel legame che ci un
un tempo, e cercher di essere per voi un
marito migliore.
Se voglio, Guido!
A patto per che il nostro matrimonio
sia benedetto da un prete cattolico.
Come vorrete, Guido! Siete dunque divenuto
osservante?
No, non ancora; ma forse un giorno...
Ebbene, la vostra religione sar la mia.
Voglio che tutto sia comune tra noi.
Egli la ritrovava impulsiva ed esaltata
come un tempo, ma non ne prov l'impazienza
che ne provava allora. La compassione
e il rimorso della sua durezza passata lo
spingevano all'indulgenza verso quella povera,
donna cos profondamente affezionata a lui.
Kaja, che fino a quel momento era stata
in disparte, si avvicin dolcemente e con un
gesto grazioso pos le labbra sulle mani unite
del padre e della madre.
Cara figliolina mia! mormor la giovane
donna. Avete visto come vi rassomiglia?
Quando la guardavo mi sembrava di
vedere voi... Ma ora avr anche voi, Guido,
Guido mio!
Ella pronunzi queste ultime parole timidamente,
come se temesse ancora di vedere
apparire sulle labbra di lui il sorriso ironico
che l'aveva fatta tanto disperare.
Ma credette di nuovo di venir meno per
la felicit quando sent le labbra di lui
appoggiarsi sulla sua mano e ud la cara voce,
grave e commossa, che le diceva:
S, mi avrete d'ora innanzi presso di
voi, Thyra, e alleveremo insieme la nostra
piccola Kaja.
Nell'ebbrezza che le dava il ritorno insperato
dell'amato sposo, ella non pens pi alla
sua malattia, ai suoi timori di una prossima
morte. Aveva dimenticato tutto e non vedeva
che lui, non voleva pensare che a lui.
Egli si era seduto presso il suo letto e la
interrogava sui primi sintomi del suo abbassamento
di vista, che gli oculisti avevano dichiarato
inguaribile. Aveva preso sulle ginocchia
Kaja, la cui testolina si appoggiava carezzevolmente
sul suo petto.
Ci vedevo ancora un poco in pieno giorno
o a una luce molto forte... Kaja, tesoro,
va' a chiedere una lampada a Giuliana.
La bimba s'allontan e ritorn poco dopo
seguita dalla donna di servizio che pos il
lume richiesto sopra una tavola vicino al
letto.
Vorreste alzare un poco la lampada,
Guido, e metterla in modo che io possa distinguere
il vostro viso? domand Thyra.
Voglio vedere se siete cambiato.
Egli si prest compiacentemente a questo
desiderio e la luce viva rischiar in pieno il
suo viso, su cui si pos lo sguardo di Thyra.
Siete sempre lo stesso... sempre giovane
e affascinante! mormor con un tono in
cui si mescolavano la felicit e l'angoscia.
E io sono gi vecchia, la mia salute 
rovinata.
Egli pos prontamente la lampada sulla
tavola e le prese la mano.
Sono moralmente molto pi maturo dei
miei coetanei. Quanto alla vostra salute, la
cureremo noi, Kaja ed io. Non  vero, piccola
mia?
Oh, si, babbo! La mamma deve guarire
perch possiamo essere tutti felici.
Thyra avvolse Guido in uno sguardo estatico.
Felice io sono gi. Mai avrei osato sperare
una tale felicit!... Guido, non vi ho
dimenticato un minuto. Vedete, ho continuato
a portare la fede e l'anello che mi regalaste
il giorno del nostro fidanzamento dicendomi:
Ho scelto lo zaffiro che vi piace tanto.
Guido divenne pallidissimo; gli parve, per
alcuni istanti, che una morsa gli stringesse
il cuore fino a soffocarlo. In una visione improvvisa,
si rivide nel giardino d'inverno nel
palazzo di Combayre, vicino a colei che per
ventiquattro ore era stata la sua fidanzata,
e ud una voce armoniosa, a cui l'accento
toscano dava un cos grande incanto, rispondergli:
Mi piacciono tanto gli zaffiri.
E pens al magnifico smeraldo, scelto da
lui con amore, che era ora nascosto in uno
dei suoi cassetti; nascosto per sempre.
Allora ebbe una tentazione terribile di andarsene,
di abbandonare colei che lo separava
da Paola e che era stata la cagione indiretta
del disprezzo che Paola provava per lui (poich,
ne era sicuro, ella lo disprezzava per
quella dissimulazione, che tuttavia era la
sola che egli si fosse permesso con lei).
Ma vide lo sguardo pieno di radiosa tenerezza
di quella donna e di quella bimba fissi
su lui, e pens che, anche se infelice, egli
avrebbe potuto dare la felicit a quelle due
creature deboli e sofferenti. Portata dal soffio
di una grande piet, la voce del dovere,
mettendo in fuga la tentazione, rison alle
orecchie di Guido.
Col cuore pieno di amarezza e di dolcezza
a un tempo, egli pens:
Paola sar contenta.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Bench Guido di Cesbres avesse assuefatto
alle sue stravaganze e alle sue risoluzioni
spesso pazzesche tutti coloro che lo conoscevano,
quel riannodato matrimonio con la moglie
divorziata, che come ognuno sapeva egli
non aveva amata mai, suscit in tutti una
grande maraviglia. Parve inoltre molto strano
che un miscredente come lui domandasse per
questa nuova unione la benedizione della
Chiesa. Vennero fatte molte supposizioni, e
la gente fin col concludere che la rottura del
fidanzamento con la cugina gli aveva fatto
un po' girare la testa, rendendolo pi stravagante
che mai.
Guido, sdegnosamente, lasciava chiacchierare.
Come aveva detto a Paola, non si preoccupava
dell'opinione del mondo, n in bene
n in male. Dal momento che era entrato
nella retta via, desiderava percorrerla sino
alla fine, ridendosi di ci che la gente poteva
dire.
Il sacrificio compiuto, riannodando il vincolo
coniugale che lo aveva unito a Thyra, era
stato per lui il punto di partenza d'una esistenza
nuova. Comprendendo perfettamente
che solo la religione gli avrebbe dato la forza
necessaria a perseverare nella riparazione dei
suoi torti, si era messo a studiarla con la
prontezza ch'egli metteva in tutti i suoi atti,
buoni o cattivi. Come guida aveva scelto quel
sacerdote incontrato poco tempo prima al
letto di morte di Barnellec, il cui sguardo
leale e intelligente lo aveva colpito.
Non conoscendo il suo nome, ma sapendo
ch'egli faceva parte del clero di San Michele
a Batignolles, si era recato una mattina in
quella chiesa, e Dio aveva voluto che arrivasse
proprio nel momento in cui don Blanchet,
primo vicario, finiva di dire la Messa
in una delle cappelle laterali.
. Avevano parlato a lungo nella sagrestia,
e in seguito avevano continuato a vedersi a
intervalli abbastanza brevi.
Un leggiero miglioramento si era verificato
nella salute di Thyra dal momento in cui era
tornata in casa del marito. Il medico aveva
dichiarato a Guido di Cesbres ch'ella poteva
vivere ancora qualche anno, purch fosse circondata
di cure e di grandi riguardi.
Guido si mostrava buono e premuroso; s'imponeva
l'obbligo di rimanere spesso presso
di lei per distrarla nell'isolamento a cui la
sua malattia la condannava, e non respingeva
pi le manifestazioni un po' esaltate
della sua tenerezza; ma non le ricambiava,
o per lo meno non come Thyra avrebbe desiderato.
Sotto l'affettuosit e la calma dei
suoi modi, la giovane donna indovinava lo
sforzo. Con segreta disperazione aveva presto
capito che egli agiva per dovere e che
ella non possedeva il cuore del marito pi
di quanto non lo avesse posseduto in passato.
Come allora, la gelosia si rimise a torturarla:
l'esperienza non l'aveva corretta.
Senza osare di fare delle scenate, cominci
dopo qualche tempo a voler esercitare una
sorveglianza sull'esistenza di Guido. Erano
domande inquiete, sospiri, lacrime, tutta una
serie di meschinerie che esasperavano i nervi
di lui. Tuttavia egli finse da principio di non
accorgersene. Ma non era che un neofita, e
ben presto perse la pazienza, parl un po' duramente,
prolung a bella posta le sue assenze.
Thyra aveva delle crisi di disperazione, ed
egli, al ritorno, vedendola pi indebolita, era
assalito dal rimorso e si mostrava pi affettuoso,
pi assiduo presso di lei. Per qualche
giorno tutto andava bene; poi, se una sera
egli ritardava un poco o accettava un invito
a pranzo, la povera donna ricominciava.
Guido non avrebbe forse avuto il coraggio
di sopportare quei primi mesi di vita comune,
se non ci fosse stata Kaja. Nutriva
ormai un caldo affetto per la bambina, che
lo contraccambiava con un affetto ardente.
Giudicandola troppo debole di salute per
mandarla a scuola le faceva dare delle lezioni
in casa e sorvegliava personalmente i
suoi studi. La conduceva a spasso in carrozza,
rispondeva compiacentemente a tutte le sue
domande, s'interessava ai suoi giuochi.
Mi sono scoperto l'anima di un padre
esemplare, rispose un giorno a Leone Body
che si maravigliava, entrando nel suo studio,
di trovare Kaja seduta in un angolo della
stanza, circondata da tutte le sue bambole.
Faceva istruire la bambina nella religione
cattolica e stava attento che l'istitutrice la
conducesse regolarmente al catechismo. Anche
Thyra voleva farsi cattolica, ma Guido,
sicuro ch'ella agiva senza convinzione e solamente
per fargli cosa grata, si limitava per
il momento, consigliato da don Blanchet, a
leggerle libri atti a illuminarla e a rendere
spirituale il suo desiderio.
Quanto a lui, era convertito; la sua fede
diveniva sempre pi profonda, e non era questa
una delle sorprese minori ch'egli riserbava
a coloro che lo conoscevano.
Aveva bruciato il dramma iniziato sotto gli
auspici della disperazione e della rivolta, e
stava lavorando a un altro ispirato alle sue
nuove convinzioni. Lavorava molto, perch
aveva bisogno di tenere occupato il suo pensiero
che a suo dispetto tornava ancora troppo
spesso verso quel periodo del passato che
aveva inizio col suo soggiorno a Menati e
terminava con la rottura del suo breve fidanzamento.
Aveva scritto poche righe a Francesco di
Combayre, annunziandogli la benedizione religiosa
del suo matrimonio e pregandolo di
comunicarla a Paola. Il barone aveva risposto
con alcune frasi di congratulazione calde
e commosse, evidentemente ispirate dalla figlia,
e terminava la lettera con le seguenti
parole:
La mia santa figliuola ha pregato molto
per voi, e potete immaginarvi quale consolazione
le abbia recato la notizia. Ma non ne
 stata sorpresa, perch era certa che avevate
un'anima troppo nobile per non arrivare
infine a compiere il vostro dovere.
Da allora, Guido non aveva pi scritto a
Menafi. Paola era ancora troppo presente alla
sua mente e al suo cuore perch egli non cercasse
di evitare tutto ci che poteva ricordargliela
pi vivamente.
Un pomeriggio d'aprile, ritornando inaspettato
a casa, Guido trov nel suo studio
Thyra china sui cassetti aperti della sua scrivania
e assorta nella lettura delle lettere di
Paola, ch'egli aveva chiuse l dentro e che si
asteneva ormai da rileggere.
Vedendoselo apparire accanto, ella sussult
ed arross. I suoi occhi terrorizzati si fissarono
su Guido, la cui fisonomia esprimeva
uno stupore che prestissimo si cambi in una
collera tanto pi spaventosa, in quanto che,
come al solito, era glaciale.
Che cosa state facendo? domand
con durezza.
Io... Guido... perdonatemi!
Sgomenta, si aggrappava con le dita all'orlo
della scrivania, vacillando, e sarebbe
caduta se Guido, avanzandosi prestamente,
non l'avesse ricevuta tra le sue braccia.
L'adagi sul sof e son per farsi portare
una boccetta di sali. Quando vide le sue palpebre
dischiudersi, mand via la cameriera,
e scorse lo sguardo spaventato e implorante
di Thyra quando fu davanti a lei, con la
fronte sbarrata da una ruga profonda, la
bocca amara e disdegnosa e gli occhi in cui
la piet si mescolava, senza che egli volesse,
a un certo disprezzo.
Passato il primo momento di collera, la
compassione si era fatta strada in lui per
quella povera creatura debole moralmente
e fisicamente. Un tempo l'avrebbe sferzata
senza piet con la sua irritazione sdegnosa
e mordace, ma ora cercava di calmare la
propria collera per non infliggere una scossa
troppo forte a quell'organismo indebolito
dalla malattia.
Quindi, vedendola scossa da brividi e con
uno sguardo cos pieno di spavento, si chin
su lei e le prese la mano.
Via, calmatevi, Thyra, e spieghiamoci
francamente, una volta per sempre, disse
in tono grave. Sapete che mi  molto penoso
essere oggetto di simili sospetti?
Ella congiunse le mani balbettando:
Perdono! Ma ti amo tanto!
Ed  per questo che mi fate l'affronto
di dubitare di me?
No, Guido! No, no, non dubito.
In tal caso, che cosa andavate cercando
nei miei cassetti?
Ella ripet, sconvolta:
Perdono! Ho fatto male, sono una sciagurata.
Ma il timore che vi stacchiate da me
mi tortura. Ora capisco bene che non ero
la donna adatta per voi. Ma vedete, Guido,
nessuno vi amer mai come vi amo io.
Ella abbass la testa, e di un timido e umile
bacio alla mano del marito.
Commosso nonostante tutto, Guido disse
in tono pi dolce:
Thyra, conosco tutta la sincerit del
vostro affetto, ed  questo che mi rende indulgente
verso di voi... Avete letto quelle
lettere?
Non ho potuto, non ci vedo abbastanza.
Ho letto solamente la firma.
E sapete chi  questa Paola?
Ella fece un gesto negativo.
 mia cugina. La figlia maggiore del
barone di Combayre.
La figlia maggiore di Francesco di Combayre?
Credevo che Matty fosse la sua unica
figliuola.
No, egli ne aveva un'altra, nata da un
matrimonio che aveva tenuto nascosto.
In poche parole Guido, dominando l'emozione
provocata in lui da quel ritorno verso
il passato, narr a Thyra la storia di Angiolina,
e il proprio incontro con Paola a
Menafi.
Ed  bella come era la madre? domand
Thyra, che ascoltava con appassionata
attenzione.
Pi bella, a quanto dice mio cugino
Francesco, rispose Guido brevemente.
E sono sue queste lettere?
Era presa dal tremito. Una profonda piet
invase il cuore di Guido vedendo l'angoscia
che alterava il suo pallido viso.
Ascoltatemi, Thyra! Voglio parlarvi con
tutta franchezza, disse, prendendole una
mano. Al momento in cui scambiavamo
questa corrispondenza, non eravamo legati che
da una semplice amicizia. Soltanto pi tardi,
quando Paola arriv a Parigi, io compresi
di amarla.
La mano esile fremette in quella di Guido.
In quel momento mi consideravo del
tutto libero quanto a noi; perci non esitai
a chiedere a Paola di divenire mia moglie.
Fummo fidanzati un giorno... poi Matty le
svel la vostra esistenza ed ella subito mi respinse.
Non solo, ma cerc di farmi capire
che avevo il dovere di riannodare con voi e
di far benedire la nostra unione dalla Chiesa
cattolica. Ma io, pazzo di dolore e di collera,
non volli intendere ragione, allora. In seguito
non l'ho pi rivista. Ho saputo indirettamente
che dopo la morte di Matty  partita
con suo padre per ritornare a Menafi.
Sebbene ignorasse la morte di Matty, Thyra
non parve sorprendersi a queste ultime parole.
Guido non le aveva mai parlato dei
suoi cugini di Combayre, ed ella in quei pochi
mesi, assorta unicamente nel pensiero del
marito, non si occupava di nessuno, eccetto
che di sua figlia. Ma in quel momento tutta
la sua attenzione si concentrava sulla rivelazione
di Guido, e il suo povero cuore palpitava
di dolore e di angoscia.
Questi sentimenti si leggevano cos bene
sul suo viso sconvolto, che Guido, intenerito
e compassionevole, si chin per deporre un
bacio sulla fronte solcata da rughe leggiere.
Non vi tormentate, Thyra! Con l'aiuto
di Dio ho capito quale era il mio dovere e
sono tornato a voi.
Ma l'amate? L'amate sempre? ella
chiese con voce soffocata.
La mano che teneva quella di Thyra fu
scossa da un lungo fremito.
Non posso dirvi di no, ma faccio lealmente
tutto il mio possibile per cacciare dal
mio cuore questo ricordo. Vorrei che voi mi
credeste, cara! soggiunse con grave dolcezza,
stringendo lievemente le dita affusolate
della giovane donna.
S, vi credo, disse Thyra con voce
bassa e un po' affannosa.
E non sospetterete pi di me, ora che
vi ho parlato con franchezza?
No. Guido, no!
Due lacrime sgorgarono dai suoi occhi,
scorsero sulle guance scarne e caddero sulla
vestaglia di seta color celeste pallido.
Un tempo alla vista delle lacrime Guido
perdeva la pazienza e usciva subito dalla
stanza per rinchiudersi nel suo studio o per
andar fuori; quel giorno invece si sedette
accanto a lei e il suo braccio circond con
gesto pieno di dolcezza le spalle scosse dai
singulti.
Perch piangete?
Perch dovete odiarmi... poich sono io
che vi separo da lei.
Il viso di Guido si contrasse leggermente.
No, Thyra, un'altra ragione scava ora
un abisso tra noi due, disse con voce un
po' alterata.
Ella lo guard con un'espressione interrogativa
negli occhi velati. Ma la spiegazione non venne.
Lo sguardo triste e grave di Guido sembr perdersi durante qualche secondo in un misterioso mondo lontano, poi s'abbass sul viso solcato di lacrime.
Cessate di piangere, disse con dolcezza.
Vi ho fatta soffrire, ma vi do la mia parola di cristiano e di galantuomo che ora non ho altro desiderio che quello di procurarvi un po' di felicit.
Vi credo, Guido! mormor Thyra chinando la testa fino ad appoggiare la fronte sulla mano del marito.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Da quel giorno non vi fu pi la bench minima
discussione tra i due sposi. Guido si
mostrava affettuoso, e la giovane donna sembrava
aver rinunziato a quella gelosia le cui
manifestazioni lo avevano sempre esasperato.
Intelligente e colta, ella era tornata ad occuparsi
del movimento artistico e letterario
che aveva molto trascurato negli anni in cui
si era consumata nel dolore della separazione;
cosicch suo marito poteva ora conversare
con lei in modo piacevole. Al tempo
stesso ella, faceva degli sforzi visibili per reprimere
l'esaltazione naturale del suo carattere,
che sapeva sgradevole alla natura ponderata del marito.
Sotto la direzione di Guido assistito da
don Blanchet che lo aiutava e lo guidava con
i suoi consigli, Thyra si era pure messa molto
seriamente allo studio della religione cattolica.
Da principio, come Guido aveva pensato,
ella era stata spinta solamente dal desiderio
di far cosa grata al marito; ma ora un sentimento
pi spirituale l'animava, e Guido, il
neofita di ieri, il novello cristiano, che se ne
era accorto, si dedicava con tutta l'anima a
quella conversione.
Purtroppo fin dal giorno in cui i due sposi
avevano avuto quella conversazione nello studio
di Guido, la salute di Thyra, che fino
ad allora aveva migliorato, andava lentamente
peggiorando. Ora ella non lasciava
pi la sua poltrona a sdraio nel salotto, da
cui attraverso la porta spalancata poteva
scorgere Guido che lavorava alla sua scrivania,
o meglio indovinarlo, perch la sua
vista declinava sempre pi.
Il dottore non nascondeva a Guido che la
fine sembrava prossima. La giovane donna,
era cos profondamente colpita, che egli non
solo disperava di salvarla, ma anche di poterne
prolungare la vita fino all'inverno.
A questa notizia Guido prov un vero stringimento
di cuore. Conscio degli sforzi che
la poveretta faceva per correggere le imperfezioni
della sua natura, egli andava affezionandosi
sempre pi a lei, soprattutto da
quando si era fatto il suo iniziatore nella via
della vera religione. Inoltre quell'amore cos
fedele lo commoveva profondamente, tanto
pi che il ricordo della propria freddezza,
delle proprie impazienze, della sdegnosa ironia
d'un tempo, lo riempiva di rimorsi.
Sopraggiunti i primi calori del giugno,
Guido, per consiglio del medico, condusse la
moglie in una villa che aveva presa in affitto
nella foresta di Fontainebleau. Ma quel
viaggio, per quanto breve, e quel cambiamento
affaticarono molto Thyra. Ella tuttavia
non si lamentava e si dichiarava pienamente
felice tra suo marito e la sua bimba,
in quella graziosa dimora circondata da un
giardino pieno di fiori. Per Guido e per Kaja
le povere labbra esangui trovavano sempre
un sorriso, una parola di tenerezza.
Ma quando era sola, lacrime cocenti solcavano
il suo povero viso avvizzito, e le sue
dita scarne stringevano il crocifisso d'avorio
che Guido le aveva portato quell'inverno, di
ritorno da un breve viaggio a Roma.
Un pomeriggio don Blanchet si rec a trovarla.
Uscendo dalla villa incontr Guido
che arrivava da Parigi, dove quel giorno
aveva avuto qualcosa da fare.
Come l'avete trovata, don Blanchet?
domand Guido al sacerdote stringendogli
calorosamente la mano.
Questi scosse la testa.
Molto debole. Poich ora  ben preparata,
credo che sarebbe prudente di farle fare
pi presto possibile la sua prima Comunione,
povero amico mio.
Una profonda tristezza si dipinse sul viso
di Guido.
Quando vorrete, don Blanchet. Povera
Thyra, non posso pensare a quando non l'avr
pi e non potr pi curarla e assisterla.
Il sacerdote gli rivolse uno sguardo di viva
simpatia. Le confidenze del signor di Cesbres
gli avevano appreso attraverso quali strazi,
quali violente ribellioni, quali lotte contro
un ricordo troppo caro aveva dovuto passare
quell'anima prima di arrivare a poter
pronunziare sinceramente tali parole.
Dopo aver salutato il sacerdote, Guido si
avvi verso il salotto che dava sopra una
terrazza dove l'ammalata passava abitualmente
le sue giornate. Ella sorrise scorgendolo
e gli porse la mano sulla quale egli depose
un lungo bacio.
Che cosa mi avete portato? domand
ella accennando a un pacco che Guido aveva
in mano.
Qualche libro nuovo di cui mi hanno
fatto molti elogi e che vi legger in questi
giorni. Vedete che ho pensato a voi, cara
Thyra!
Oh, s! Siete tanto buono! ella disse
con tenerezza. Lo dicevo dianzi a don
Blanchet. Lo avete incontrato per la strada?
S. E sapete cosa mi ha detto? Che presto
sarete pronta per la prima Comunione.
Ne sarei molto contenta. Infatti, 
tempo...
Un fremito pass sul pallido viso e fece
tremare la scarna mano che Guido teneva tra
le sue.
Egli non osava parlare, comprendendo che
cosa significava quella parola e sapendo che
era inutile cercare di lusingarla pi a lungo
con una speranza di miglioramento.
Volete sedervi un momento? riprese
Thyra con voce un po' tremante. Devo
parlarvi. Non si sa mai che cosa pu accadere...
potrei morire all'improvviso, pi presto
che non si creda...
A che cosa andate pensando, cara?
disse Guido in tono di rimprovero, sedendosi
vicino alla poltrona a sdraio. Nulla fa
prevedere una cosa simile.
Non importa,  meglio che vi parli.
Prima di tutto devo chiedervi perdono di
avervi reso infelice sposandovi.
Egli pos vivamente una mano sulle labbra
della giovane donna.
Tacete, Thyra, non vi accusate cos davanti
a me, che dei due sono io il pi colpevole!
Ero molto giovane,  vero, e vi avevo
sposata senza riflettere; ma questo non pu
scusare la mia condotta verso di voi e verso
la nostra bambina.
Ma io vi ho molestato tanto con le mie
gelosie e le mie esigenze! Oggi capisco che
ho agito da pazza e che se mi fossi comportata
diversamente avrei potuto forse avere
l'inestimabile felicit di conquistare il vostro
cuore. Non l'ho saputo fare, Guido.
E io sono stato cattivo. Sono il pi colpevole,
vi dico, e non voglio che vi accusiate;
avete capito, cara Thyra?
Se volete cos, non ne parler pi. Ma
c' ancora una cosa che desidero dirvi. Voi
rimarrete solo con la nostra piccola Kaja.
So che l'amate teneramente e che adempirete
a tutti i vostri doveri verso di lei. Ma la sua
salute delicata,, la sua, animuccia cos sensibile
richiedono molte cure e un'attenzione
che, per quanto siate un ottimo padre, voi
non potrete prestarle sempre.
Ella s'interruppe, con la gola stretta da
un singhiozzo soffocato.
Vi prego, non vi tormentate cos,
disse Guido commosso. Se Dio vuole togliervi
a noi, non temete: la nostra Kaja
sar l'oggetto della mia pi tenera sollecitudine,
per quanto non osi pretendere di potervi
mai sostituire completamente presso la
nostra bambina...
Essa lo interruppe con un gesto.
Purtroppo non posso pi fare molto per
lei, povera creatura! Per questo  meglio che
me ne vada...
Ma che dite, Thyra?
Lasciatemi parlare, amico mio. Ecco che
cosa ho pensato: quando non ci sar pi,
voi riprenderete moglie...
Guido ebbe un brusco gesto di protesta.
Risposarmi! Che pazza idea,! No, no!
Rassicuratevi, nessuno prender il vostro posto
presso Kaja!
Il pallido viso s'irradi. Ma quasi subito
l'esile corpo della giovane donna s'irrigid,
mentre con voce bassa e lenta ella continuava:
Questo pensiero mi darebbe invece molta
tranquillit... se potessi sapere che la donna,
che sceglierete potr voler bene alla mia piccola
Kaja.
Ma vi dico che...
Aspettate, Guido. Ho pensato anche che
non avevo saputo rendervi felice, ma che c'
un'altra che forse potrebbe. Quella che voi
amate sempre, non  vero, amico mio?
Tacete! egli disse con una certa violenza.
Perch mi parlate di lei? Sono quasi
riuscito a dimenticarla, e non la vedo pi che
lontano lontano, da dove sembra indicarmi
la via del dovere.
Thyra si sollev un poco, col petto ansante.
 vero? E... mi amate un poco?
Egli pos dolcemente le sue labbra sulla
fronte che ansiosamente si alzava verso di lui.
Vi amo molto, cara Thyra! disse con
profonda commozione. Sarei un mostro se
non vi amassi.
Ella appoggi la testa contro la sua spalla.
Ma Guido non vide la piccola lacrima che
scendeva lungo la guancia, avvizzita, non ud
il lamento appena percettibile che usciva dalle
labbra della povera donna.
Non per nello stesso modo in cui
amate lei.
Rimasero per un momento in silenzio, lei
col cuore gonfio di singhiozzi, lui con la
fronte attraversata da una piega dolorosa.,
mentre le dita di Guido sfioravano, in una
carezza un po' distratta, i radi capelli d'un
biondo ormai scialbo.
Voglio che siate felice! mormor a
un tratto Thyra con voce tremante. A giudicare
da ci che ella fece venendo a conoscenza
della nostra condizione; vostra cugina
deve possedere un'anima nobile, deve sapere
compiere il suo dovere. Sono sicura che sar
buona con Kaja.. Voi la sposerete dopo la mia
morte...
S'interruppe sentendolo fremere in tutto
il suo essere.
Questo mai! Non sposer mai Paola!
disse Guido con durezza.
Perch? Sono sicura che voi l'amate
sempre e che soffrite. Ed io voglio che siate
felice, amor mio!
Una luce misteriosa rifulgeva negli occhi
che si posavano su Guido, un'ardente tenerezza
vibrava nella voce fremente in cui passava
come un soffio di dolore.
E Guido, colpito d'ammirazione, vinto dall'eroismo
di quel cuore di donna in cui ardeva
il vero amore cristiano pronto a tutti
i sacrifici, si lasci cadere in ginocchio e appoggi
le labbra sulle mani tremanti.
Non ero degno di essere amato cos,
Thyra.! disse umilmente. Voi aumentate
ancora il mio rimorso per tutti i torti
di cui mi sono reso colpevole nel passato. Ma
non parlatemi pi di Paola. Mai le chieder
di divenire mia moglie.
Perch?
Perch essa non dimenticher mai che
chiesi la sua mano nascondendole la vostra
esistenza. Ella non potr mai pi aver fiducia
in me; e Paola non concepisce l'amore
senza la fiducia.
Se vi ama veramente, vi perdoner.
Non glielo chieder mai. Non me ne parlate
pi, Thyra; lasciatemi pensare unicamente
a voi, mia sposa diletta!
Sul viso contratto di Thyra pass un raggio
di felicit.
Non mi avete mai parlato cos! mormor
con voce soffocata dalla sorpresa.
Perch oggi...
Perch siete una santa creatura, ed io vi amo.
Guido vide chinarsi su lui un viso radioso; una mano tremante si pos sulla sua testa.
Ditelo, ditelo ancora, amatissimo mio!
S, vi amo, Thyra, non gi come meritereste di essere amata,, ma come posso col mio povero cuore d'uomo.
Thyra abbass le palpebre come per concentrare nella sua anima la visione del grave e tenero sguardo degli occhi tanto amati, e sussurr: Dio  buono a concedermi questa gioia nelle ultime ore della mia vita!
Thyra s'addorment nell'ultimo sonno un pomeriggio di luglio, tra le braccia di Guido che le appoggiava sulle labbra il crocifisso d'avorio. Guido di Cesbres avrebbe serbato per tutta la vita il ricordo dello sguardo d'inesprimibile amore nel quale ella lo avvolse,
e della voce quasi indistinta con la quale gli sussurr ancora una volta:
Sarete felice!... E anche Kaja. Pregher per voi, miei due amori sulla terra.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
 la posta del babbo, Antonio? Date a me: la porto io nel suo studio.
E prendendo dalle mani del cameriere il vassoio pieno di lettere e di riviste, Kaja entr nello studio del padre.
Non c'era nessuno in quel momento. La bambina pos il vassoio sulla scrivania, rivolse un tenero sguardo alla grande fotografia della mamma davanti alla quale metteva ogni giorno dei fiori; poi, con quella sua aria un po' stanca tanto penosa a vedersi in una creaturina cos giovane, and a rifugiarsi nel suo angolo preferito.
Era ancora pi dimagrita e impallidita, povera piccola Kaja. La morte della madre aveva scosso violentemente il suo fragile organismo e ferito il suo cuore amoroso, ed ella era stata gravemente ammalata. Guido l'aveva curata con devozione. Ma aveva capito che tutto il suo affetto, sebbene molto profondo, non poteva sostituire la sollecitudine e l'intuizione materna di una donna, specialmente presso una bambina cos delicata come era la sua.
Eppure era necessario adattarsi a questo stato di cose, poich egli non poteva pensare a risposarsi. Avrebbe cercato solamente di sostituire in meglio l'istitutrice attuale di Kaja, persona seria ma molto severa, che si era fatta temere dalla bambina senza riuscire a farsi amare.
Queste preoccupazioni si aggiungevano alla tristezza che gli derivava dal vuoto lasciato dalla povera Thyra, la cui presenza negli ultimi tempi della sua vita gli era veramente divenuta dolce e cara. La sua casa gli sembrava incredibilmente fredda da quando non trovava pi, al suo ritorno, per accoglierlo con un sorriso, la povera Thyra il cui pallido viso alla sua venuta si illuminava di felicit.
Anche ora, per, egli si affrettava ugualmente a tornare a casa, sapendo con quale impazienza Kaja lo aspettava. Lui pure era ansioso di rivederla, di informarsi se non era stanca, di provare a far sorridere le sue povere labbra esangui e i suoi grandi occhi castani troppo malinconici.
Abbreviando quel pomeriggio un colloquio con la principale interprete del suo nuovo dramma che sebbene differente da tutti i suoi precedenti lavori aveva, ottenuto nel mese di marzo un successo inaudito, Guido ritorn in gran fretta a casa. Kaja, sentendone la voce nel vestibolo, si precipit con tutta la sveltezza che le permettevano le sue gambette.
Oh, babbo! Non pensavo che sareste tornato cos presto! Che felicit!
Mi sono sbrigato per te, cara. Hai ancora il mal di capo?... domand Guido posando sulla fronte scottante una mano carezzevole.  quasi passato, babbo; e ora che siete tornato passer del tutto.
Il signor di Cesbres diede il cappello al servitore e prendendo la bambina per mano entr con lei nel suo studio.
 arrivata la posta, babbo! L'ho messa Sulla vostra scrivania, annunzi la piccina.
Bene, cara, disse distrattamente il signor di Cesbres, e, sedutosi, prese Kaja sulle ginocchia.
La bimba appoggi il visino al suo petto, mentre egli le accarezzava i capelli biondi.
Che cosa hai fatto mentre io ero fuori?
La signorina Marguet ha voluto che mi riposassi, babbo. Ho provato a dormire, ma non ci sono riuscita e allora ho pensato a voi e alla mamma.
Povera mimmina! fece Guido commosso, chinandosi a baciarla. Anch'io ho pensato a te, Kaja. Discutendo con la signora Dorbach sul mio dramma che ella deve rappresentare in America al principio dell'autunno, siamo venuti a parlare di te, ed essa mi ha suggerito un bel posticino in Svizzera, dove potrai respirare un'aria purissima e dove finiremo tutt'e due tranquillamente l'estate. Che cosa ne dici?
Con voi sto bene dappertutto, babbino mio! rispose Kaja, carezzevole.
Allora ci prepareremo a partire la settimana prossima. Ora siediti qui, tesoro, mentre do un'occhiata alle lettere.
Essa and a prendere la sua seggiolina e si sedette vicino al padre, mentre questi con gesto svogliato attirava a s il vassoio e ne sparpagliava con indifferenza il contenuto.
Non si aspettava nulla di interessante da quella corrispondenza di sconosciuti, d'ammiratori, di postulanti, di relazioni superficiali.
Respingeva con gesto sdegnoso tutte quelle missive, riservandosi di percorrerle la sera per dettarne il giorno dopo le risposte al suo segretario.
A un tratto gli parve che il suo cuore cessasse di battere: sopra una semplicissima busta bianca aveva scorto una calligrafia ben conosciuta, una calligrafia che da tanto tempo non aveva pi rivista. Paola! mormor.
Il caro ricordo risorse con una forza misteriosa che dimostr a Guido come quell'amore, respinto per dovere, non avesse mai cessato di esistere latente in lui.
Ma che cosa gli scriveva ella? Dopo la morte di Thyra Francesco di Combayre gli aveva inviato un breve biglietto in cui diceva tra l'altro che sua figlia pregava molto per la povera morta e per coloro che rimanevano. Guido era stato un po' sorpreso ed irritato ch'ella non avesse aggiunto una riga, di suo pugno e ne aveva concluso, con uno stringimento di cuore, che Paola non voleva avere rapporti personali con lui nel timore che egli se ne valesse per credere a un ritorno dei sentimenti di un tempo.
Con mano febbrile apr la busta. Queste sole parole apparvero al suo sguardo ansioso:
Venite, Guido, devo parlarvi. Vi aspetto con la vostra piccola Kaja.
Rimase un momento immobile, non osando credere ai suoi occhi. Ella lo chiamava... l'avrebbe rivista! Che cosa voleva dirgli?... Se...? No, no, era una pazzia pensare a una cosa simile.
Ma andrebbe, partirebbe pi presto possibile. Voleva sapere... Come il cuore gli balzava in petto al solo pensiero di rivedere le care sembianze!
Si chin su Kaja che guardava sorpresa la fisonomia sconvolta del padre.
Tesoro, va' presto a dire a Vittorina di prepararti una valigetta. Partiamo domani per l'Italia.
La bimba spalanc gli occhi.
Per l'Italia? Mi avevate detto che saremmo andati in Svizzera, babbo!
Vi andremo forse dopo. Ora. ci rechiamo a trovare mio cugino, il barone di Combayre, e sua figlia Paola. Ma a proposito, Paola ti conosce! Essa mi raccont una volta di averti riaccompagnata a casa perch la tua bambinaia era stata investita da una vettura.
Ah, quella signorina tanto bella, che aveva dei grandi occhi neri e che sembrava tanto buona? Oh, babbo, come sono contenta di rivederla! esclam la bambina con gioia.
S,  tanto buona, vedrai! E sono felice di sapere che tu le vuoi gi bene, cara!
Va' presto ad avvertire Vittorina, ora, e mandami Antonio.
La bambina si precipit fuori della stanza.
Guido, posando la lettera di Paola sulla scrivania, incontr con lo sguardo la fotografia di Thyra; allora si chin un po' verso di essa e mormor:
Thyra, non mi serberete rancore se rispondo al suo richiamo? Non sar lei che mi inciter a dimenticarvi, lo sapete.
Gli parve che gli occhi velati gli sorridessero dolcemente e che la tenera voce di Thyra rispondesse: La gelosia non esiste pi, qui dove io sono. Andate, Guido, e amatela.
Il caldo pomeriggio era sul finire. Gi sotto la fitta vlta del bosco di Silvi una leggiera frescura si librava nell'aria. Qualche raggio di sole sostava ancora qua e l sui tronchi degli alberi, sulle fronde che stormivano sommessamente a una brezza quasi impercettibile.
Con l'avvicinarsi della sera, le essenze silvestri sprigionavano il loro profumo forte e sano al quale si mescolava, quello del musco, dei fiori sparsi all'ombra degli arbusti, quello della terra calda, e soprattutto quello delle rose della Madonna, che l'aria vespertina spandeva per il bosco come una soave e inebriante carezza.
Guido, affrettandosi verso l'oratorio, l dove ella lo aspettava, aspirava con delizia quell'effluvio di rose. Da quando aveva lasciato Menati egli non aveva pi potuto sentire l'olezzo di una rosa senza che il ricordo dei momenti passati vicino a Paola, sia sotto la pergola del giardino del vecchio Paolo, sia presso la cappella, rivivesse intenso in lui.
Perci egli aveva finito col bandire quel fiore dalla propria casa., col pretesto che il suo profumo gli produceva un'impressione sgradevole.
Ma ora poteva abbandonarsi alla dolcezza di quel ricordo, a costo di soffrire doppiamente tra poco, quando avrebbe appreso che la sua colpa, perdonata dall'anima religiosa di Paola, non era stata dimenticata.
Si ferm all'improvviso. Era giunto al termine del sentiero, e ai suoi occhi era apparso l'oratorio coperto del suo manto di rose.
Ella era l, seduta sulla vecchia panca, intenta a ricamare dei fiori d'argento sulla seta nera di una pianeta. Il sole stava tramontando, e un roseo raggio scherzava sulle onde d'oro dei suoi capelli, scivolava sulla sua fronte china, illuminava il suo ammirevole profilo. Il paramento funebre formava un contrasto profondo, con tanta giovent e tanta bellezza, vicino a quei fiori, in quell'atmosfera vibrante di effluvi e di luci.
Guido contemplava quel quadro in silenziosa ammirazione. Tutto il suo cuore tendeva verso di lei, ma egli non osava avanzare, quasi per ritardare il momento in cui avrebbe veduto alzarsi su lui quegli occhi, il cui sguardo egli temeva e in pari tempo desiderava appassionatamente d'incontrare.
Ma la gugliata era finita. Paola alz la testa e lo scorse. Le sue guance si accesero, gli occhi vellutati fiammeggiarono, le piccole mani si tesero verso Guido che si slanciava verso di lei.
Gi qui, amico mio? Non avete tardato.
Sarei voluto accorrere ancora pi presto, Paola. Rivedervi! Quale sogno per me!
Strinse le mani di lei tra le sue, ma non os portarle alle labbra, bench lo sguardo di Paola, il suo gesto pieno di slancio, gli avessero gi detto che era perdonato. Ma fino a che punto?
Egli la contemplava affascinato. Tutte le dolci ore passate vicino a lei, tutte le impressioni nobili, pure e forti, che quell'anima eletta aveva fatto conoscere all'anima scettica di Guido di Cesbres rivivevano in quell'istante alla fiamma del suo sguardo.
Liberando dolcemente le mani, ella prese la borsa da lavoro che giaceva sulla panca vicino a lei e ne estrasse una lettera che porse a Guido.
Prima di tutto, leggete questo, amico mio. Parleremo dopo.
Egli spieg il foglio, e non pot reprimere una leggiera esclamazione di sorpresa alla vista della calligrafia di Thyra, quella calligrafia tutta tremolante, quasi illeggibile, dei suoi ultimi giorni.
Non vi conosco, signorina Paola, ma dal poco che so di voi, ho ragione di pensare che mi rivolgo a un'anima nobilissima.
Io non ignoro che Guido vi chiese di essere sua moglie, che voi accettaste, e che, venuta a sapere della mia esistenza, troncaste il fidanzamento. So altres che foste voi per la prima a indicargli il dovere che lo aspettava presso sua moglie e sua figlia. Egli stesso mi ha raccontato tutto.
Ora sto per morire, lasciandolo solo con la mia Kaja. Il mio cuore  pieno di una tenera riconoscenza per l'affettuosa bont di cui Guido mi ha dato prova, per quel riflesso d'amore con cui ha illuminato gli ultimi giorni della mia vita. Posso dirlo altamente: se ebbe, un tempo, dei torti verso di me, egli li ha riparati con la sua devozione e la delicata sollecitudine verso la sua povera moglie ammalata.
Ma ora  solo... e vi ama sempre. Ci nonostante mi ha dichiarato che non rinnover mai la sua domanda presso di voi, perch ha tradito la fiducia che avevate posta in lui.
Veramente non potrete mai perdonarlo? Oh, non posso crederlo, se l'avete amato di vero amore! Vi prego, ritornate a lui! Di lass, vorrei vederlo felice, il mio caro, il mio nobile Guido! Non sar gelosa della vostra felicit, non temete, n delle carezze che vi prodigher la mia adorata bambina, che pure vi affido, Paola, cugina mia. Permettete che vi chiami cos. Sostituite presso di lei la sua povera mamma, siate buona e tenera per la mia piccola Kaja che  tanto affettuosa. Io ve l'affido, vi affido i miei due cari.
Pregher per tutti voi, vi benedir di lass. Non temete di divenire prestissimo, dopo la mia morte, la signora di Cesbres; Kaja ha bisogno delle cure di una madre e Guido della presenza riconfortante e dolce d'una sposa amata. Esaudite l'ultimo voto d'una morente il cui cuore sanguina, ma la cui anima  in pace.
Paola, vi chiedo solo di parlare qualche volta di me alla mia piccola cara, e anche a colui che ho tanto amato.
Thyra di Cesbres.
Macchie giallastre cospargevano il foglio, lacrime della sposa e della madre che si sentiva spezzare il cuore scrivendo.
La mano tremante di Guido port la lettera alle labbra.
Thyra, che feci cos a lungo soffrire! mormor con dolorosa emozione.
Si vendica in maniera cristiana, Guido.
Che eroismo in questo supremo testamento del suo cuore! Ora sedete qui, e ditemi se siete disposto a esaudire l'ultimo desiderio di colei che vi ha cos profondamente amato.
Come? vorreste?... domand Guido con voce soffocata dall'emozione. Mi avevate detto che la vostra fiducia in me era morta, perci non osavo sperare.
Non pensate, Guido, che una donna pu avere ancor pi fiducia in colui che ha avuto il coraggio e l'energia di riparare i suoi torti e compiere interamente il suo dovere?... Nell'uomo che ha portato a termine questa opera magnifica in cui sono esaltate tutte le sublimi bellezze della nostra morale cattolica?
A voce bassissima egli disse: Paola, voi ignorate la mia vita passata.
Sono stato un ribelle...
Il vostro merito dinanzi a Dio  ancora pi grande. Guido, sar fiera e felice di divenire la vostra sposa, se mi volete ancora.
Se vi voglio ancora!... Paola, avete capito quanto ho sofferto?
Cos dicendo, Guido pos le labbra sulla fronte di lei.
I loro occhi caddero sul paramento funebre che giaceva ai loro piedi. Una dolce tristezza, una riconoscenza commossa li invase al ricordo di colei che aveva voluto in tal modo riunirli. A questo sentimento non si mescolavano n rimorso n timore. Guido sapeva di avere, nell'ultima parte della vita di Thyra, riparato, nei limiti delle sue possibilit, i torti passati; Paola esaudiva il supremo desiderio di una morente che aveva voluto assicurare la felicit dell'uomo amato.
Avete condotto con voi la vostra piccola Kaja? domand Paola.
S, l'ho lasciata da vostro padre.
Andiamo da lei, povera bimba! Oh, come la curer, come le vorr bene!
Non ne dubito, mia amatissima. Nonostante tutta la mia buona volont ed il mio affetto, io non potevo sostituire la sua povera mamma. Ma voi, Paola...
Volse verso la giovane gli occhi in cui brillava un'espressione di calda tenerezza.
Voglio darvi qualche cosa per ricordo di questo giorno, ella disse.
Tese una mano e colse una rosa purpurea.
Tenete. Ve ne detti una come un pegno della mia amicizia, poi un'altra, che era come la testimonianza della mia fiducia, il giorno del nostro primo fidanzamento. Sia questa il fiore della fiducia risuscitata...
Che Dio ci faccia la grazia di vivere sempre in una perfetta unione di cuore e d'anima, rispose Guido con fervore.
Andiamo ora a ringraziare la Madonna che ho tanto pregata, caro Guido.
Sospinsero il portale tarlato e si inginocchiarono davanti all'altare. La piccola Vergine di marmo tendeva le braccia verso di loro, in un gesto di ineffabile protezione.
...
.
...
FINE.